Caos trasporti, Provincia chiede tavolo con Regione, Tua e Sangritana

Il Presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, ha presentato una mozione per un tavolo urgente con Regione, TUA e Sangritana per il ripristino corse da Avezzano e Sulmona verso Roma e viceversa

È stata presentata al Presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, una mozione che chiede un tavolo urgente con la Regione, TUA e Sangritana per il ripristino delle corse da Avezzano e Sulmona verso Roma e viceversa.

Primo firmatario della richiesta il consigliere della provincia dell’Aquila, Gianluca Alfonsi, unitamente ai consiglieri Roberto Giovagnorio e Andrea Ramunno.

“Apprendiamo positivamente, attraverso la stampa, – dichiara il consigliere provinciale, Gianluca Alfonsi – il ripristino di tutti i collegamenti delle linee per il trasporto di pendolari tra il capoluogo di Regione e la capitale, ma purtroppo non risultano pienamente riattivati quelli tra Sulmona-Avezzano verso Roma e viceversa. In un momento così delicato e difficile a causa della crisi in atto e quella provocata dall’emergenza pandemica del Covid-19, penalizzare ulteriormente le aree interne vuole significare confinare e isolare un territorio che sarà destinato a un inesorabile spopolamento ma, soprattutto, costringere centinaia di famiglie a esosi esborsi di denaro per recarsi nella capitale”.

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“Se l’affidataria del servizio, ovvero la Sangritana, non è in grado di assicurare il trasporto di pendolari, studenti e lavoratori, forse sarebbe meglio affidare le linee a idonea compagnia, magari alla TUA, Trasporto Unico Abruzzese, o individuare tutti i percorsi affinché siano al più presto reintegrati tutti i servizi. Per questo impegneremo, nel prossimo consiglio provinciale, il Presidente ad attivare un tavolo urgente con l’ufficio di Presidenza della Giunta e del Consiglio della Regione Abruzzo, TUA (Trasporto Unico Abruzzese) e SANGRITANA al fine di ripristinare urgentemente e garantire i servizi necessari per il trasporto dei pendolari delle aree interne da e verso la capitale. I cittadini delle aree interne non sono figli di un Dio minore”.