Centenario Papa Wojtyla, la storia della sua cima sul Gran Sasso

15 anni fa veniva intitolata a Papa Giovanni Paolo II una cima sul Gran Sasso. Il ricordo della cerimonia di inaugurazione, nel centenario della nascita del Pontefice

Nel centenario della nascita di Papa San Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtila, la storia dell’intitolazione a suo nome della Cima del Gendarme delle Malecoste che si trova sul Gran Sasso.

Prima di ricongiungersi al Signore, il 2 aprile 2005, il Santo Padre Giovanni Paolo II potè gioire della notizia che il 18 maggio 2005 una cima del Gran Sasso d’Italia, a L’Aquila, sarebbe stata a Lui dedicata.

papa campo imperatore

L’idea progettuale fu avanzata dalla Soc. New E20 Wave con sede a Milano nell’anno 2004 ed aveva il proposito di dedicare al Papa, ancora in vita, la cima della Marmolada.

piatto Mimmo emanuele

Il piatto realizzato in onore del Santo Pontefice, dall’artista aquilano Mimmo Emanuele.

La felice intuizione di traslare tale nobile proposito su una montagna del Gran Sasso fu opera di Luigi Lombardo, cittadino aquilano, a quel tempo Console Generale della Repubblica di Malta a San Marino, giornalista e presidente provinciale di un’associazione di Categoria.

Luigi Lombardo fu contattato dalla Società milanese allo scopo di garantirsi i giusti contatti presso la Santa Sede, che avrebbe dovuto accogliere e benedire tale iniziativa.

Non fu difficile convincere la Società milanese ad abbinare il nome del Pontefice regnante ad una delle nostre cime montane sulla catena del nostro Gran Sasso, in considerazione delle comprovate e ripetute visite che il Papa aveva effettuato nel tempo su quelle alture, soprattutto con visite private improvvise come quelle per praticare sport sulle piste di Campo Imperatore, oppure per raccogliersi in preghiera nella Chiesetta di San Pietro alla Ienca, oltre alla visita ufficiale avvenuta nell’anno 1993 per l’inaugurazione della Chiesa degli Alpini laddove, pronunciando un commovente discorso, accostò la montagna a Dio.

Le parole di quel discorso furono integralmente riportate sul sito internet www.cimagiovannipaoloII.it creato dal Comitato Promotore, costituito dallo stesso Lombardo nel 2004 per la predisposizione dell’evento.

Il progetto prevedeva, inizialmente, di denominare “Cima Wojtyla” la montagna a fianco di Pizzo Cefalone, alta 2424 allora chiamata “Gendarme” e, “Sentiero Giovanni Paolo II” la stradina che congiunge la Chiesetta di San Pietro a tale vetta.

Furono le stesse Autorità Vaticane a far sapere all’allora presidente del Comitato Promotore Luigi Lombardo il desiderio che la cima venisse chiamata con il nome del Pontefice ed il sentiero con il Suo cognome.

Per realizzare questo progetto Luigi Lombardo costituì, pertanto, tre Comitati, così composti:

Comitato Promotore: Luigi Lombardo Presidente per tutta la fase propedeutica, Aldo Napoleone Presidente subentrante, Cimino Fabrizio, Giuseppe Chiarizia, Giacomino Di Marco, Giustizia Fulvio, Antonio Valentini, Pio Fulvi, Battista Bruno, Mons.Daniele Pinton, Mons. Narducci Vittorio;

Comitato d’Onore: On.Giovanni Alemanno, Cardinale Antonio Innocenti, Cardinale Josè Saraiva Martins, Mons.Antonini Orlando,Nunzio Apostolico, Mons.Giuseppe Molinari, Arcivescovo dell’Aquila, Mons.Custodio Alvim Pereira, Arcivescovo,Mons. Benotto Paolo, Vescovo di Tivoli, don Guido Giorgio Bianchi Abate di Collemaggio, On. Giovanni Pace Presidente Emerito Regione Abruzzo, On.Ottaviano Del Turco, Presidente Regione Abruzzo, Assessore Regionale ai Parchi, Presidente del Consiglio Regionale, Dott.Walter Mazzitti, Presidente Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, Prof.Luigi Lombardo, Console Generale di Malta, Dott.ssa Stefania Pezzopane, Presidente Provincia L’Aquila, Dott.Antonio Battaglia, Presidente Carispaq, Geom.Giorgio Rainaldi, Presidente Camera di Commercio L’Aquila, Dott.Annibale Salso Presidente Gen.CAI.

Comitato Organizzatore: Soc.New E20 Wave & Consociate con sede a Milano, Gabriella Fontana Presidente, Dott.Giorgio Talpo Direttore Marketing, Mons.Luigi Casolini Consulente Ecclesiastico,Dott.Saverio Grancagnolo Resp.Amm.vo e Fisc. Geom.Giampaolo Gioia, Consulente alpinista, Dott. Luigi Granelli Resp.Uff.tecnico e Synthax Group Resp.Rapp.Internazionali.

banner_docConsulente artistico:Prof. Errico Centofanti dell’Aquila e Consulente Legale:Avv.Maria Teresa Di Rocco dell’Aquila.

Oltre ad aver chiesto, ed ottenuto, l’alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica Italiana, unitamente ai Patrocini della Regione Abruzzo, della Provincia di L’Aquila, del Comune di L’Aquila,della Camera di Commercio, del PNGSML, della Carispaq e della Confartigianato, nonchè le autorizzazioni formali sia dalla Santa Sede sia dal Comune di L’Aquila, numerose furono le attività svolte da Lombardo per la programmazione e per il successo dell’iniziativa al fine di addivenire al cambio della denominazione, che doveva essere riportata su tutte le carte geografiche del mondo, ivi comprese quelle dell’Istituto Geografico Militare.

Dallo storico Laboratorio delle “Ceramiche di San Bernardino”, struttura rilevata dalla Confartigianato Provinciale, fece realizzare dal M° Umberto Crisciotti 5 formelle circolari in bronzo, del diametro di cm 20, quattro delle quali raffiguranti le immagini a rilievo dei quattro Santi Protettori dell’Aquila, San Massimo, San Celestino V, San Bernardino, Sant’Equizio e una con l’immagine, sempre a rilievo, di Giovanni Paolo II.

Una volta proposta e ricevuta la Croce in ferro, gentilmente offerta dalla Ditta ICRA di Pelliccione Carlo, di L’Aquila, del peso di 4 ql, fece porre al centro della stessa la formella con il papa ed ai 4 angoli della Croce i relativi Santi Patroni dell’Aquila, cosa che, forse, ancora oggi non tutti i visitatori dell’opera conoscono, seppur il tutto fedelmente venne riportato nell’opuscolo distribuito in quella giornata.

Successivamente fece realizzare dalle Poste Italiane un annullo filatelico con, in copertina l’immagine del Papa sul Gran Sasso e, all’interno, da un lato una sua personale recensione e dall’altro due immagini con il Santo Padre e il timbro postale con il logo dell’annullo.

Sempre dal Laboratorio delle Ceramiche di San Bernardino fece realizzare il busto del Papa che venne donato all’amico Pasquale Corriere per essere posto a sinistra dell’altare nella Chiesetta di San Pietro, oltre ad una serie numerata di piatti in ceramica con su riportata l’immagine del Papa con le mani giunte in preghiera e sullo sfondo il Gran Sasso e la Chiesetta di San Pietro, il tutto ripreso dalla litografia gentilmente offerta per l’occasione storica dal M° Mimmo Emanuele.

Realizzò, inoltre,una pubblicazione con tutta la documentazione sull’evento.

Qualche giorno prima dell’evento la Croce fu portata ai piedi del Gran Sasso, dove con una piccola cerimonia, il Cardinale Josè Saraiva Martins, insieme al Console Lombardo, a Mons. Narducci Vittorio, a Mons. Luigi Casolini ed ai rappresentanti della Soc.New E20 Wave, benedisse la Croce con le 5 formelle.

Ricordo chiaramente che in quel frangente sentimmo dei lamenti a poca distanza da noi ed allertammo subito i Carabinieri che erano di scorta e, di li a poco, trovarono una persona giacente a terra che aveva tentato il suicidio e che rischiava di morire senza un intervento immediato.

Commentammo subito che quello poteva essere considerato il primo miracolo di Giovanni Paolo II appena defunto. La stampa, infatti, riportò ampiamente quel particolare.

Subito dopo la benedizione con l’elicottero della Guardia Forestale salimmo tutti fino alla quota della Cima del Gendarme per visualizzare lo spuntone roccioso dove i coraggiosi operatori del CAI, della Forestale e del Soccorso Alpino avrebbero poi dovuto fissare, non senza difficoltà dovute alle asperità del luogo, la Croce dedicata a Papa Giovanni Paolo II.

Finalmente, il giorno 18 maggio, si celebrò la cerimonia d’intitolazione della Cima proprio nello spazio antistante la Chiesetta di San Pietro alla Ienca, tanto amata dal Santo Padre, con una solenne Messa officiata dal Cardinale Josè Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e dal Cardinale Antonio Innocenti, Prefetto em. Della Congregazione del Clero insieme ai concelebranti Mons. Giuseppe Molinari Arcivescovo Metropolita e quasi tutti i Vescovi d’Abruzzo, venuti per l’occasione.

Erano presenti numerose Autorità, tra cui il Ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno, il Sindaco dell’Aquila Biagio Tempesta, la Presidente della Provincia Stefania Pezzopane, i Sindaci del Comprensorio tra i quali il Sindaco di Capitignano Gabriele Fulvimari e di Montereale Lucia Pandolfi.

“Levavi oculos ad montes”, le prime parole pronunciate dal Cardinale Saraiva nella Sua omelia, (“Alzo gli occhi verso i monti e dico: da dove mi verrà l’aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto Cielo e Terra” (sal 121, 1-2).

Nella stessa giornata, che era un mercoledì, nel corso della rituale udienza generale in Piazza San Pietro, in collegamento con la Radio Vaticana Papa Benedetto XVI, già informato dell’evento, palesando grande soddisfazione per la lodevole iniziativa, volle benedirla con le testuali parole: “Si compie oggi in Abruzzo un atto quanto mai significativo, al quale spiritualmente mi unisco, l’intitolazione di una Cima del Gran Sasso d’Italia alla memoria del mio venerato Predecessore Giovanni Paolo II…….Saluto e ringrazio i Promotori di tale lodevole iniziativa ed auspico che quanti sosteranno presso questa vetta siano spinti ad elevare lo Spirito a Dio, la cui bontà risplende nella bellezza del Creato”.

Papa Wojtyla, una messa celebrata dal Cardinale Giuseppe Petrocchi

Il Cardinale Giuseppe Petrocchi, Arcivescovo dell’Aquila, lunedì 18 maggio 2020 alle ore 17,30 celebrerà una S. Messa in occasione del centenario della nascita di S. Giovanni Paolo II. La celebrazione avverrà nella chiesa di S. Mario alla Torretta nel rispetto del protocollo CEI-Governo per la ripresa delle celebrazioni liturgiche con la presenza di fedeli.

San Giovanni Paolo II, oltre le visite private, visitò tre volte l’Arcidiocesi dell’Aquila: nel 1980 per il VI centenario di San Bernardino degli Albizzeschi quando celebrò la S. Messa davanti la basilica di S. Maria di Collemaggio, il 9 agosto 1986 a Piani di Pezza (Rocca di Mezzo) per la ‘route’ nazionale degli Scout Agesci e il 20 giugno 1993 a Campo Imperatore per la benedizione della Chiesa della Madonna della Neve con la recita dell’Angelus.