Tsa, recital su Celestino e 3 spettacoli in estate contro il Covid

Un recital del Tsa inserito nelle celebrazioni in onore del compatrono San Pietro Celestino. Tutto regolato dalle disposizioni anti Covid. Verso la sfida artistica del Tsa per l'estate

La cultura alza il sipario a L’Aquila e unisce voglia di ripartire e la spiritualità che accompagnerà le celebrazioni, in forma nuova causa Covid, in onore di Pietro Celestino, compatrono cittadino.

Un recital e tre spettacoli per l’estate: il Tsa promuove la cultura nell’emergenza.

L’emergenza colpisce, L’Aquila risponde. E lo fa attraverso la cultura con un recital che unirà arte e raccoglimento spirituale, mantenendo la lunga tradizione di fede della città. Il 18 riapriranno le Chiese al culto con i fedeli, L’Aquila sarà una delle prime città italiane ad ospitare le celebrazioni religiose per una giornata di festa patronale, il 19 maggio, in onore di San Pietro Celestino.

Il recital, intitolato “Ho sognato Celestino”, è una produzione del TSA, in collaborazione con il Comune dell’Aquila. Questa mattina l’annuncio nel corso di una conferenza stampa, con il sindaco Pierluigi Biondi e il il presidente del Tsa, Pietrangelo Buttafuoco. Da definire le modalità di fruizione: oggi c’è stato un incontro in Prefettura. Non si tratterà di una fruizione intesa nel senso classico del termine. Maggiori dettagli su orari e modalità di partecipazione saranno resi noti nei prossimi giorni.

Il recital avrà come protagonista la figura del nostro compratrono Pietro Celestino. Il testo è stato scritto da Simone Cristicchi, anche voce narrante, e Matteo Pelliti. Voce che sarà accompagnata dal violino di Alessandro Quarta, già noto a L’Aquila per l’apprezzata esibizione con il trio de Il Volo durante la Perdonanza. Sarà, inevitabilmente, un evento breve, in virtù delle numerose norme da rispettare e sarà, al contempo, l’occasione per sancire il riconoscimento del Premio della Commissione Europea per il restauro della Basilica di Collemaggio“.

Lo ha spiegato Pierluigi Biondi, sottolineando come l’iniziativa potrà avere carattere nazionale. 

“Non è un caso se L’aquila si è candidata a Capitale italiana della cultura: si vuole segnare uno spartiacque tra L’aquila come modello in quanto custode della bellezza artistica e architettonica e di quella propriamente morale e culturale. A tal proposito vorrei ricordare il maestro Bosso, una delle tante personalità che aveva dato la sua volontà ad essere testimone dell’Aquila Capitale della cultura. Con questa iniziativa vogliamo dare una sorta di anteprima nazionale: aprire il sipario per capire come ricominciare a fare cultura in città, sebbene inserita, in questo caso, all’interno di una celebrazione liturgica”.

Questo l’intervento del Presidente del TSA Pietrangelo Buttafuoco, che annuncia il lavoro per l’estate a tre eventi importanti. Per uno degli appuntamenti a cui si sta lavorando è stata già assicurata la presenza di una star del teatro italiano, che parteciperà per amore dell’Aquila e dell’Abruzzo.

“Ringrazio la città dell’Aquila perché in essa mi riconosco e ne assorbo il senso stesso della vita: nel suo coraggio, nella sua spiritualità e nel suo modo di custodire la bellezza. La cerimonia sarà anche un esempio di tutto questo, grazie a Cristicchi e alla sua grande capacità di saper trasformare un fatto d’arte in una viva presenza religiosa. Daremo finalmente il là al ritorno dell’arte, rialzeremo il sipario, con un evento totalmente incardinato nel messaggio religioso. Il sipario si alzerà su una vera e propria stagione che vogliamo affrontare approfittando di questa estate, ovviamente con tutte le considerazioni legate alle procedure di sicurezza. Vogliamo regalare a L’Aquila e al suo territorio una stagione corale”.

Sui tre spettacoli annunciati Buttafuoco aggiunge

“Nel corso di una nuova conferenza vi comunicheremo i dettagli e le modalità che ci imporrà questa situazione d’emergenza, Ma vi assicuro che la cultura ha terreno fertile per andare avanti a L’Aquila, con tutte le dovute cautele”.

Tsa, la cultura ai tempi del Covid: parla Buttafuoco

C’è spazio anche per una considerazione sulla iniziative intraprese dal Governo nazionale nell’attuale contesto emergenziale. Buttafuoco tuona:

Considero offensivo che, nella presentazione del Decreto Rilancio, sia stata usata l’espressione: ‘un occhio d’attenzione sarà dato agli artisti che tanto ci fanno ridere‘. Lo spettacolo ha bisogno di aiuti e ne ha bisogno l’arte nella sua totalità. L’idea di destinare aiuti limitati allo spettacolo dal vivo denota distrazione rispetto alla reale sostanza delle cose. In Russia, la prima cosa che fece la città di Mosca, sulle macerie della capitale, fu riappropriarsi del Teatro Bol’šoj. Cosa vuol dire questo? Che la cultura non può non far parte di un processo di rinascita. Motivo per il quale sono molto amareggiato dal trattamento riservatoci e dalla situazione che si è venuta a creare”.