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Silvia Romano, Enrico Mentana bacchetta Simone Angelosante

Un nuovo post, su Silvia Romano, destinato a far discutere. Porta la firma del consigliere regionale Simone Angelosante ed è finito, subito, all'attenzione di Enrico Mentana. Le reazioni della politica abruzzese.

La liberazione di Silvia Romano è stata la notizia della domenica. Dal suo rientro in Italia con un volo di Stato e due ministri ad attenderla, però, è stata guerra social ai commenti delle affermazioni di Silvia. A non mancare l’appuntamento con la polemica è, di nuovo, il consigliere regionale Simone Angelosante, citato in un post da Enrico Mentana.

Moltissimi sono stati, del resto, i commenti indignati pubblicati a corredo di articoli e post sulla liberazione e il rientro in Italia di Silvia Romano, rapita 18 mesi fa in Kenya. Ha fatto e fa discutere la sua conversione volontaria all’Islam, ma soprattutto la sua volontà di tornare quanto prima in Kenya. Da qui lo sdegno di molti italiani, con alcuni politici al primo posto.

Non nuovo a prese di posizioni forti è il consigliere leghista e sindaco di Ovindoli Simone Angelosante.

Questo il suo post su Silvia Romano, pubblicato su Facebook, subito riportato dal  direttore del Tg di La7 Enrico Mentana.

“Avete mai sentito di qualche ebreo che, liberato da un campo di concentramento, si sia convertito al nazismo e sia tornato a casa in divisa delle SS?”

Una domanda ad accompagnare la foto del sorriso di Silvia. Poi commenti e condivisioni del post, che deve essere arrivato anche sulla bacheca di Mentana.

Mentana su angelosante

Non è un fesso qualunque, l’autore di questo orrore è stato eletto due volte: a sindaco di Ovindoli e a consigliere regionale in Abruzzo. Per la Lega“.

Il commento di Mentana sul messaggio pubblicato da Angelosante. Un post, quello del consigliere regionale, che ricorda quello pubblicato all’indomani del concerto ad Ovindoli di Roberto Vecchioni, reo, a suo dire, di aver cantato “Bella Ciao” trasformando lo spettacolo musicale in un comizio politico. 

Questione di giorni, in realtà, e il consigliere regionale aveva concesso il bis alle polemiche, con un post dai toni molto forti in cui accusava il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di “Alto tradimento”.

Questa volta al centro di tutto, soprattutto delle numerosissime polemiche del giorno, c’è Silvia Romano. Per l’Abruzzo sembra ci sarà, invece, di nuovo Simone Angelosante.

Post Angelosante: le reazioni

Non sono mancate le reazioni da parte del mondo della politica abruzzese al post su Facebook su Silvia Romano scritto dal consigliere regionale Simone Angelosante.

A prendere le distanze la Lega, partito con il quale è stato eletto consigliere e sindaco di Ovindoli Angelosante. Si dissocia la Lega, con la nota a firma dell’onorevole e coordinatore regionale, Luigi D’Eramo.

Interviene anche il centrosinistra sul post di Angelosante: “Chieda scusa a Silvia Romano e agli italiani tutti”

“Il post del consigliere leghista Simone Angelosante sulla liberazione di Silvia Romano è una delle cose più basse e meschine che la politica abbia espresso nella storia della nostra repubblica”, così i consiglieri regionali abruzzesi di centrosinistra.

“Non è con l’odio, né con assurdi paragoni che si ottiene consenso e non è con la violenza delle offese, peraltro del tutto ingiustificate, che si fa politica – così i consiglieri Silvio Paolucci, Antonio Blasioli, Dino Pepe, Americo Di Benedetto, Pierpaolo Pietrucci e Sandro Mariani – Il consigliere con le sue pubbliche esternazioni ha danneggiato tutto il Consiglio, dando voce a un livore che non rappresenta la nostra terra, che con la sua storica accoglienza e la sua grande solidarietà è piena di buoni esempi, passati e presenti”.

“Chieda ufficialmente scusa a Silvia e a tutti coloro che sono rimasti scossi dalle sue affermazioni. La maggioranza di centrodestra e il Presidente del Consiglio Regionale prendano subito le distanze dalle sue dichiarazioni, senza minimizzarle”.

Fina: “Imbarazzanti ed offensive le parole del Consigliere regionale abruzzese Simone Angelosante”

“Sono imbarazzanti ed offensive le parole del Consigliere regionale abruzzese Simone Angelosante”: è la dichiarazione del segretario del Pd Abruzzo Michele Fina, riportata dalla pagina Facebook del Partito Democratico nazionale.

Fina prosegue: “Purtroppo il Consigliere leghista in questione non è nuovo a queste sparate: già ha avuto modo di polemizzare con Roberto Vecchioni imputandogli di aver cantato ‘Bella ciao’ ad un concerto per fare ‘propaganda politica di basso livello’; poi si è ripetuto con un altro post che definiva il Presidente Conte un traditore e aggiungendo: ‘In tempo di guerra era punito con la fucilazione alle spalle’. Poi, non contento, aggiunse: ‘fino a quando il popolo con il populismo non impicca i banchieri…’.

“Ora un terzo post, in crescendo di grettezza. Infangando così un territorio e un’Istituzione; o meglio, tutte le Istituzioni e la fascia tricolore che indossa come Sindaco. Sì perché oggi, riguardo la conversione di Silvia Romano, si pone una miserevole domanda: ‘Avete mai sentito di qualche ebreo che liberato da un campo di concentramento si sia convertito al nazismo e sia tornato a casa in divisa delle SS?’. Una provocazione piena di odio, piena di cinismo e bassissima strumentalizzazione. Che viene lanciata con cattiveria“.

“In un sol colpo Angelosante insulta una ragazza, insulta gli ebrei e la memoria della Shoah, insulta un’intera religione con circa 1,8 miliardi di fedeli (cioè più di un quinto degli esseri umani). Insomma, insulta l’intelligenza di tutti e promuove l’odio, con una provocazione intollerante e pericolosa. Un odio che non possiamo tollerare e che non è parte della cultura e dell’umanità profonda degli italiani”.

“PURTROPPO DAI CAMPI DI CONCENTRAMENTO NAZISTI NESSUNO È TORNATO!”, la reazione dell’Anpi Marsica

“Riteniamo assolutamente oltraggioso e privo di ogni rispetto fondamentale dei diritti dell’uomo il gravissimo paragone esibito pubblicamente dal Consigliere della Regione Abruzzo, Simone Angelosante, tra la vicenda umana, per la quale siamo obbligati al più assoluto rispetto, della giovane cooperante Silvia Romano, liberata ieri dai suoi rapitori con una giusta e coerente iniziativa dello Stato Italiano, con il genocidio per la sola professione di fede religiosa perpetrato dal nazismo e dal fascismo nei confronti di cittadini europei di fede ebraica”.

Questa la nota a firma del segretario e del presidente dell’Anpi Marsica, Augusto Di Bastiano e Giovanni D’Amico.

“Urge ricordare al Consigliere Angelosante che ben sei milioni di persone, per la loro appartenenza e religione, non hanno avuto la possibilitá di tornare nelle loro case e ai loro affetti, dopo la fine della guerra, perché fisicamente sterminate dal fascismo e dal nazismo”.

“Se non si ha coscienza della totale drammaticità di quella Storia, sarebbe bene tacere, soprattutto per uomini che rappresentano le libere istituzioni della Repubblica Italiana, la cui Costituzione é irrevocabilmente democratica ed antifascista.
Resta intatto per ciò il nostro umano entusiasmo per la liberazione di Silvia Romano e per la tutela assoluta delle sue libertà personali, ora che é tornata a vivere e vivrà in un Paese Libero: l’Italia!”.