Covid e tamponi nei cantieri tra oneri e polemiche

Tamponi alle maestranze dei cantieri dell'Aquila per ripartire con la ricostruzione: in tanti ancora in stand by a causa degli oneri in capo alle imprese.

Per accedere ai cantieri della ricostruzione all’Aquila è ‘consigliabile’ che tutti i dipendenti facciano i tamponi.

Il tampone entro 14 giorni dalla riapertura del cantiere lo ha stabilito un’ordinanza intempestiva del Comune dell’Aquila, interpretata dal Prefetto con un ‘consigliabile’, che ha voluto così regolamentare la sicurezza nei cantieri in città, per ‘evitare’ la diffusione del Coronavirus con il rientro delle maestranze.

L’ordinanza ha fatto molto discutere, anche perchè i costi di circa 100 euro a tampone e tutta la burocrazia connessa sono totalmente a carico dei titolari delle imprese.

I costi dei tamponi rappresentano un onere non indifferente, soprattutto per le grandi imprese che hanno più di 50 dipendenti.

Non solo i tamponi ma anche la fornitura di dispositivi di protezioni e tutti i costi di sicurezza in generale.

“Una situazione che sta rallentando moltissimo la ripresa del lavoro – spiega al Capoluogo la titolare di una grande impresa aquilana – assodato che sono gli operai a decidere se fare il tampone, è chiaramente consigliato eseguirli, per mantenere standard di sicurezza in tutto il cantiere”.

“Prima del tampone gli operai devono firmare i consensi per la privacy, cioè devono collegarsi online, fare domanda del tampone e, pur risiedendo lontano, dovrebbero firmare il modulo della privacy. Una burocrazia che crea rallentamenti, anche perchè il modulo della privacy può essere firmato contestualmente al prelievo del tampone”.

“Va bene, affrontiamo la spesa – prosegue l’imprenditrice aquilana -, ma tra 15 giorni si ripresenterà il problema, perchè i tamponi andranno rifatti di nuovo. Se ci sono le due settimane di incubazione bisognerà verificare la poisivitià un’altra volta e questo finché non saremo davvero fuori dal Covid. Parliamo di una spesa che inizia ad essere eccessiva, alla quale aggiungiamo gli oneri per tutti i Dpi che dobbiamo fornire”.

Costi e spese che andranno a gravare anche sul lavoro nel cantiere e che non saranno rimborsati, “prima del covid non c’erano grosse distanze da mantenere se non quelle legate alla sicurezza, adesso la lavorazione sarà più lunga, il lavoro andrà sicuro a rilento e non per causa nostra.

“Hanno fatto i primi tamponi agli operai delle ditte iscritte all’Ance, come se avessero una sorta di corsia preferenziale. Non tutte le ditte si sono potute permettere questo tipo di iscrizione, sempre per una questione di costi. Gli operai, le maestranze che lavorano in città sono tantissime, prima di avere una mappatura completa ci vorranno settimane”.

banner_doc

L’Aquila, il più grande cantiere d’Europa con i suoi oltre 500 cantieri che a pieno regime possono ospitare circa 10mila persone, addette ai lavori, si presenta come una “città nella città” e sarà davvero difficile poter riuscire e fare tutti i tamponi in tempi brevi.

Intanto, sono oltre 200 i dipendenti delle imprese iscritte all’Ance che hanno effettuato i tamponi presso la nuova tecnostruttura allestita all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio. Altri 100 tamponi sono stati fatti nella sede aquilana della Cna in via Pescara.

Secondo l’ultimo Dpcm, lunedì 4 maggio i cantieri hanno potuto riprendere le attività, ma a L’Aquila sono pochissimi i cantieri ripartiti, dal momento che le regole sono rigide e le persone da controllare sono tante.

Il nodo cruciale è rappresentato dai coordinatori della sicurezza che, stando così le cose, non possono prendersi responsabilità per questioni che al momento non possono “padroneggiare” come l’ordinanza vorrebbe.

“Per i titolari delle imprese sarà l’ennesima mazzata – spiega il dipendente di un’impresa aquilana al microfono del Capoluogo – sappiamo benissimo e siamo coscienti dell’utilità di fare i tamponi. Si tratta però di una spesa eccessivamente onerosa per i nostri datori di lavoro che sono fermi da mesi. Chi ha potuto tra l’altro, in questo periodo di emergenza Covid ha anche anticipato la cassa integrazione”.

Facciamo un esempio – aggiunge – un’impresa piccolina che sta lavorando all’Aquila in questo momento ha non meno di 5/6 dipendenti. Quanto costa fare questi tamponi? Non è giusto caricare di un onere così grande, una categoria che in questo momento ha vissuto e sta vivendo un momento di grande difficoltà”.

Tamponi nei cantieri: cosa succede negli altri comuni aquilani

“Tra l’altro ci sono delle informazioni poco chiare: si parla di ‘obbligo’ per chi lavora nel comune dell’Aquila, ma tanti sono i cantieri aperti anche nei piccoli comuni del cratere. Lì l’obbligo non c’è? L’hinterland Aquilano cos’è, un’oasi felice?”.

“Ma soprattutto, gli operai vengono tutelati e le loro famiglie? Non si può gestire un flusso giornaliero fatto di gente che lavora in città da pendolare e la sera rientra a casa. Che vuol dire ‘il tampone entro 14 giorni per le imprese edili e per gli altri pendolari di altri settori no?”

g8