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Coronavirus e maturità in presenza, è polemica

Coronavirus, esami di Stato leggeri ma in presenza e lezioni a settembre a distanza, monta la polemica. Da sciogliere anche nodo graduatoria docenti.

Un “esame leggero” ma con prove reali, non a distanza: questa sarà la maturità 2020 al tempo del Coronavirus.

Non c’è ancora ufficialità eppure sono tanti i nodi da sciogliere e le incertezze da chiarire. Mancano poche settimane e anche a L’Aquila l’argomento maturità sta diventando fra quelli più dibattuti nella comunità scolastica.

Per quanto riguarda la maturità, un provvedimento è in fase di scrittura: in teoria dovrebbe essere questa la maturità a cui sta lavorando la titolare del ministero dell’Istruzione Lucia Azzolina.

“Ragazzi, so che attendete risposte sull’esame di Stato, ho letto tutte le vostre richieste. Abbiamo bisogno di un veicolo normativo: presto lo avremo e potremo dare risposte sull’esame di Stato e di terza media”, ha spiegato il ministro durante una diretta Facebook.

Tanti i docenti e i genitori contrari; perchè, tra le altre cose, sembrerebbe ventilarsi l’ipotesi di riprendere l’anno scolastico a settembre sempre a distanza.

“Esami in presenza e a settembre a distanza?Non possiamo far correre questo rischio ai nostri ragazzi e ai professori” è il commento unanime.

A settembre dovrebbero tornare sui banchi 7,5 milioni di studenti, più personale amministrativo, collaboratori e docenti; una vera e propria industria “dell’istruzione” a rischio contagio, dal momento che l’età media dei docenti è di 55/60 anni, una fascia a rischio per il Coronavirus.

In campo il sindacato Snals, per quanto riguarda le graduatorie degli insegnanti.

Di seguito il comunicato pubblicato sul sito Orizzontescuola.

“La nostra Ministra dell’Istruzione non ha voluto ascoltare il Sindacato sulle procedure di reclutamento del personale, dando avvio a procedure concorsuali come se nulla fosse accaduto da febbraio in poi nel nostro Paese”.

Oggi, con un rischio di diffusione del contagio da coronavirus ancora elevato, con pesanti limitazioni alla mobilità e con gli obblighi di distanziamento sociale, ci appare assolutamente fuori luogo avviare concorsi che non solo incrementano irresponsabilmente il rischio di contagio, ma nemmeno consentono di coprire le cattedre ed i posti vacanti a settembre, allorché dovrebbero riprendere le attività didattiche e le lezioni.

Da qui l’insistente ed incessante richiesta da parte dello SNALS-CONFSAL di una procedura di reclutamento straordinaria per titoli e servizi, con la previsione di prove finali, al termine del prossimo anno scolastico, e valutazione dell’esperienza di servizio svolta.

Anche sugli esami di Stato apprendiamo da notizie di stampa e mai da corrette relazioni sindacali, come previsto dalla norma contrattuale, che il colloquio di cui al DL 22/2020, ancora in corso di conversione in legge, dovrebbe svolgersi in presenza.

Anche in tal caso non riusciamo a comprendere perché centinaia di migliaia di studenti e migliaia di commissari debbano correre rischi elevati di contagio da Coronavirus, quando anche le sedute di laurea si tengono a distanza.

Non solo, i percorsi formativi in tutte le scuole, da marzo in poi, si sono svolti a distanza con metodologie e tecniche che sono ormai diventate abituali per tutti gli studenti.

Non vi sono solo ragioni didattiche per prediligere il colloquio a distanza. Vi sono ragioni ancora più importanti che attengono alla sicurezza degli alunni e del personale.

I protocolli di intesa per il settore privato, sottoscritti a marzo e aggiornati ad aprile dalle parti sociali, per la definizione delle misure di sicurezza da adottare nei luoghi di lavoro, non hanno ancora trovato adeguata espressione nel settore pubblico e meno che mai nella nostra Amministrazione.

Senza l’adozione di misure di sicurezza condivise a livello nazionale, in un quadro di corrette relazioni sindacali, non sarà possibile definire, con specifiche sequenze contrattuali a livello di singole istituzioni scolastiche, i criteri per l’attuazione delle misure di sicurezza locali, che tra l’altro devono far seguito a sostanziali aggiornamenti dei documenti di valutazione del rischio di concerto con gli enti locali. Senza parlare delle risorse che occorrono per la messa in atto delle misure di profilassi e di igiene, necessarie quotidianamente a garantire sufficienti condizioni di agibilità degli ambienti scolastici.

Lo SNALS-CONFSAL si rivolge ancora una volta al Governo affinché, sulla base anche dei pareri da parte del Comitato tecnico-scientifico, dia indicazioni precise al Ministero sulle procedure più idonee da seguire per la positiva conclusione dell’anno scolastico e per l’avvio del nuovo.

Per il prossimo anno, perdurando le misure di contenimento del rischio di contagio da Coronavirus/Covid-19, occorre avviare un consistente piano di investimenti nella scuola e nell’Università e dar corso ad una nuova stagione contrattuale in grado di sostenere le nuove dimensioni della funzione docente in un quadro chiaro di diritti e di doveri.