Riapertura cantieri, falsa partenza

Tutto pronto per la riapertura cantieri a L'Aquila, ma la questione "tamponi" ferma tutto. Lunedì ancora in stand by per le ditte della ricostruzione.

L’AQUILA – Tutti fermi ai nastri di partenza, nessun assalto ai cantieri. Le ditte alle prese con l’ordinanza sui tamponi.

Con oltre 500 cantieri che – a pieno regime – possono arrivare ad ospitare circa 10mila persone, la “città nella città” del più grande cantiere di Europa si appresta a tornare al lavoro, ma non lo farà subito. Secondo l’ultimo Dpcm, lunedì 4 maggio i cantieri possono riprendere le attività, ma a L’Aquila non ci sarà alcuna corsa. Quella di domani per il capoluogo abruzzese sarà infatti una “falsa partenza”, a causa della particolare condizione della città che – in quanto appunto più grande cantiere d’Europa – necessità di particolari precauzioni, nella ripartenza, che il sindaco Biondi ha inteso concretizzare con un’ordinanza che ha fatto molto discutere, dentro e fuori la sua maggioranza.

Ma non è solo una questione politica. L’obbigo dei tamponi previsto dall’ordinanza sindacale ha complicato le cose anche alle ditte, con o senza i 14 giorni di tempo per fare i tamponi. Il nodo criciale è rappresentato dai coordinatori della sicurezza che, stando così le cose, non possono prendersi responsabilità per questioni che al momento non possono padroneggiare come l’ordinanza vorrebbe. “Noi non ripartiremo lunedì – spiega a IlCapoluogo.it Ettore Barattelli – ma non è una scelta nostra, i coordinatori della sicurezza ci dicono che bisogna prima fare i tamponi e poi ripartire. Alla luce dell’ordinanza non se la sentono di assumersi la responsabilità della sorveglianza sanitaria del cantiere, non essendo una loro competenza”. Insomma, finché non si chiariranno esattamente gli effetti dell’ordinanza, i cantieri rimarranno ancora fermi.
banner_doc

Lo conferma anche Eleonora Laurini, di Unirest: “L’ordinanza ci obbliga ai tamponi, per cui stiamo aspettando delle indicazioni specifiche su come e dove farli. La stessa ordinanza d’altra parte ha fatto scattare una serie di rimpalli sulle responsabilità sulla sicurezza che bisogna chiarire prima di tornare in cantiere. Nel frattempo abbiamo riorganizzato la struttura aziendale: abbiamo adattato e adeguato gli uffici, acquistato termometri, dispenser e tutto ciò che prevede il protocollo del MIT”.

Insomma, tutto pronto per ripartire, ma la questione “tamponi” ferma tutto. Almeno per il momento. In settimana dovrebbero arrivare i chiarimenti richiesti dalle ditte, diversamente la “falsa partenza” di domani potrebbe diventare un prolungamento del lockdown, al di là dei vincoli imposti dal Dpcm. D’altra parte c’è da salvare l’ottimo dato reativo allo “zero contagi” che contraddistingue positivamente la provincia aquilana. Il Coronavirus ha fatto emergere tutta la difficoltà di compensare sicurezza sanitaria e la ripartenza in fase due.

“I nostri cantieri – aveva comunicato ieri in una nota il presidente Ance Adolfo Cicchetti – sono pronti con tutte le misure anti Covid previste dai protocolli nazionali siglati con le parti sociali. Questi due mesi non sono trascorsi invano. Abbiamo operato per ridurre al minimo i rischi, considerato che un solo caso di contagio metterebbe a rischio le nostre aziende con una imputazione per infortunio sul lavoro quando non per epidemia colposa. Il primo interessato alla prevenzione, quindi, è proprio il datore di lavoro, che riapre il cantiere con non poche ansietà. Riteniamo però, anche per le responsabilità che abbiamo nei confronti della città, dei nostri committenti e delle nostre maestranze che stanno per esaurire la cassa integrazione, di provare a ricominciare, solo dove possibile, mediando saggiamente tra la sicurezza sanitaria e quella lavorativa ed economica. La salute resta anche per noi un valore primario”.

Alla Cna i tamponi per i lavoratori dei cantieri.

La Cna dell’Aquila attiverà in settimana, nella sede di via Pescara, nel complesso direzionale Strinella 88, un punto di accoglienza per eseguire tamponi e test sierologici ai lavoratori della ricostruzione, agli addetti della filiera dell’indotto e delle aziende artigiani e commerciali del territorio“. A comunicarlo è il direttore della Cna dell’Aquila, Agostino Del Re. “L’attivazione del servizio – spiega Del Re – è stata possibile grazie ad una convenzione, che verrà siglata nei prossimi giorni, con la Asl dell’Aquila e con l’Istituto zooprofilattivo di Teramo. La partenza imminente dei cantieri della ricostruzione impone un monitoraggio significativo delle maestranze, soprattutto di quelle che arrivano da fuori Regione, e di tutti gli operatori, comprese le maestranze che lavorano i subappalto o che effettuano opere specialistiche per conto delle ditte edili. Per favorire un controllo capillare delle maestranze che torneranno in cantiere, ma anche di tutti gli artigiani, commercianti e piccole imprese che si apprestano a riaprire le loro attività, abbiamo pensato di attivare uno sportello socio-sanitario, all’interno della nostra sede, strutturato con tutti i sistemi di sicurezza operativa e sanitaria, per garantire la piena operatività e il rispetto della normativa vigente per assistere imprese e cittadini”.

I tamponi e i test sierologici verranno effefttuati su prenotazione conttando il numero 0862/61750. ”

I costi che le imprese dovranno affrontare, nei prossimi giorni, per ottemperre a tutte le esigenze di sicurezza dei lavoratori, all’acqusito dei Dpi e alla sanificazione dei locali e edelle aziende, richiederanno un sforzo economico importante – sottolinea Del Re – pertanto, segnaliamo a tutto il mondo il mondo produttivo locale il bando di Invitalia “Impresa Sicura”, che mette a disposizione 50 milioni di euro per i Dpi e altre misure di tutela della salute dei laviratori nel rispetto delle norma antic-Covid, e che consente, con una copertura del 100 per cento delle spese ammissibili, di accedere ad un finanziamento di 500 euro ad addetto per una somma complessiva di 150mila euro ad impresa. Si tratta di un aiuto sostanzioso per le aziende del territorio, non cumulabile con altri contributi similari, ma che fa ban sperare per un sostegno concreto al mondo imprenditoriale locale. Sollecitiamo – conclude Del Re – che ci siano altri interventi, a livello locale, per garantire la copertura dei costi relativi ai tamponi e ai test sierologici, che andranno effettuato periodicamente. Somme che andrebbero erogate a fondo perduto, e non in quota parte di rimborso delle spese, come avvenuto per alcuni bandi locali, e ascoltando le esigenze delle associazioni di categoria in rappresentanza delle tante imprese in difficoltà, anche per evitare un inuti dispendio di risorse su inziative superte da altri interventi nazionali di caratura economica e gestionale ben più efficace”.