Trasporto pubblico, pochi passeggeri e un’app per prenotare

Come cambierà il trasporto pubblico di TUA a seguito dell'emergenza Coronavirus. Primo test con la riapertura della Sevel, ma il vero banco di prova ci sarà con la riapertura delle scuole.

Come cambierà il trasporto pubblico abruzzesea seguito dell’emergenza Coronavirus: pochi passeggeri e prenotazioni tramite app.

Gli abruzzesi che sceglieranno di utilizzare il trasporto pubblico “si troveranno di fronte ad un una condizione oggettivamente diversa rispetto al passato; ci vorrà resilienza nella condizione nuova”. Lo afferma il presidente TUA Gianfranco Giuliante spiegando che sugli autobus potranno salire non più di 12 persone su una capienza di 50 posti, tutti i passeggeri dovranno essere rigorosamente forniti di dispositivi di sicurezza personale, e dovranno far uso di gel disinfettante, collocato a bordo del mezzo. “Senza contare l’affollamento prevedibile nei punti di ritrovo per superare il quale potrebbe essere necessaria la prenotazione obbligatoria mediante l’App”.

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“Un primo banco di prova – ha sottolineato Giuliante – è stata la riapertura della Sevel: per i lavoratori era stato messo a disposizione un numero di autobus superiore alle necessità. Abbiamo lavorato sullo storico, ma è chiaro che dovremo apportare degli aggiustamenti”. Secondo Giuliante sarà necessaria una “grande collaborazione tra tutti i presidi territoriali e tra le organizzazioni verso le quali il trasporto pubblico si rivolge. È inutile dire che ci sarà bisogno anche di una certa dose di soluzioni creative e, quindi, la rimodulazione del trasporto potrebbe prevedere corse a chiamata o express o point to point”. Resta, tuttavia, il problema dei “controlli sui passeggeri che salgono senza dispositivi di sicurezza o di coloro che vogliono salire ad ogni costo: noi non abbiamo risorse interne per questo tipo di attività”.

Per TUA, il momento più complicato sarà quello della riapertura delle scuole: “Abbiamo qualche mese per sperimentare il sistema, prima che il problema assuma contorni esponenziali, se non troviamo accordi con i presidi”.

L’intervista integrale a Gianfranco Giuliante