Quantcast

Ristoratori, la protesta: insegne accese e chiavi al sindaco

Insegne accese per l'ultima volta, da L'Aquila a Pescara, da Silvi a Teramo. La protesta dei ristoratori: domani la consegna delle chiavi delle attività ai sindaci

Insegne accese, per l’ultima volta, e chiavi dei locali ai sindaci. Si accende la protesta dei ristoratori e delle attività ricettive. L’Aquila risponde presente, con il 70% delle attività  Ho.re.ca che ha aderito all’azione.

Un’iniziativa di ristoratori ed operatori turistici di carattere nazionale. Alle ore 17 di oggi erano ben 170mila le adesioni raccolte dall’associazione Ho.re.ca, promotrice della manifestazione di protesta, a cui ha aderito anche Ristoratori Aq VS Virus.

Insegne accese, quindi, in tutta Italia per protestare contro una crisi che sembra irreversibile se lo Stato non adotterà un intervento massiccio.

«Ci sentiamo abbandonati. I decreti risultano indecifrabili – spiega il consigliere comunale dell’Aquila Daniele D’Angelo, responsabile regionale dell’associazione Ho.re.ca – Ad oggi non sappiamo cosa intenda fare il Governo Conte, ci è chiara soltanto una cosa: se riapriremo dovremo attuare regole stringenti che condanneranno la maggior parte delle nostre aziende al fallimento».

banner_doc

Ristoratori e attività ricettive, un fronte unito contro la crisi

Ristoranti, alberghi, bar, pub e l’intero comparto della ricettività. Un grande lavoro in sinergia tra le città di L’Aquila, Pescara, Chieti, Teramo, Silvi, con l’attività di coordinamento svolta da Daniele D’Angelo. Tante realtà, un unico obiettivo comune: sopravvivere.

Per tutti da Decreto la riapertura ci sarà non prima di giugno. Lo stop forzato continua e la Fase 2 lascia già preventivare ulteriori spese per l’applicazione di tutte le misure previste per la sicurezza e la tutela di personale e clienti.

Ripartire, inoltre, non garantisce che tutti saranno fin da subito pronti a tornare alla vita normale. Il fantasma della paura potrebbe essere il colpo decisivo assestato a un settore già in ginocchio.

«Il nostro settore, quello ristorativo, conta su indotto di 1 milione e 500mila addetti. La situazione ad oggi è veramente preoccupante: chiediamo al Governo di essere ascoltati, altrimenti per noi arriverebbe la fine», conclude D’Angelo.

Domani, mercoledì 29 aprile, prevista la seconda parte della protesta. Le chiavi delle attività saranno consegnate al sindaco dell’Aquila e ai primi cittadini dei territori le cui attività hanno aderito alla protesta di massa.