Cantieri L’Aquila, la lettera a Conte: “Riconoscere maggiori spese”

Cantieri L'Aquila, verso la Fase 2 e le spese extra per le misure di tutela previste. Il Comune dell'Aquila al Governo: "Riconoscere i maggiori oneri"

Cantieri L’Aquila, si lavora  all’adeguamento alle norme verso la ripartenza. Con la Fase 2 alle porte, si attendono, però, risposte dal Governo sulle maggiori spese comportate dall’emergenza Covid19.

Come anticipato dal Capoluogo, che ha dato voce a imprenditori e imprese edili del territorio, le linee guida sono fondamentali ma non bastano. Sono numerose, infatti, le spese extra alle quali le ditte sono chiamate per la ripartenza, per le quali si richiede allo Stato di trovare concrete coperture nel quadro economico. E di trovarle al più presto.

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Il Comune dell’Aquila ha inviato una nota, a firma del primo cittadino Pierluigi Biondi, al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli e al Commissario Straordinario per la Ricostruzione del Centro Italia, Giovanni Legnini.

«Com’è noto, il contributo per la ricostruzione degli immobili privati è stato definito quale indennizzo, è quindi onnicomprensivo di lavori ed oneri connessi, compresi quelli per la sicurezza. In maniera tempestiva – riporta la nota – il Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti ha emanato le linee guida per i cantieri, condivise con sindacati e associazioni di categoria. Con esse vengono fornite indicazioni operative finalizzate a incrementare l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento del Covid-19». 

«Tali linee guida – continua la nota – vengono adottate dai datori di lavoro, unitamente a tutta una serie di ulteriori misure elencate, quali, ad esempio, la pulizia e la sanificazione del cantiere, l’adozione di misure di igiene e dei dispositivi di protezione individuale specifici, oltre a quelle di natura organizzativa. Appare del tutto evidente che queste opportune misure di tutela determineranno maggiori oneri che, in un appalto pubblico in corso, attraverso l’istituto delle varianti, o in un appalto da bandire, potrebbero trovare opportuna copertura nel quadro economico».

«Per la natura stessa dell’indennizzo le procedure abbozzate sopra non possono essere applicate per i cantieri in corso e per i nuovi cantieri legati a processi di ricostruzione degli immobili privati danneggiati dal terremoto». Ciò vale sia per il sisma dell’Aquila del 2009 quanto per gli altri terremoto che si sono susseguiti, ad incominciare da quello del Centro Italia del 2016.

«Sarebbe opportuno un tempestivo provvedimento normativo che consenta di riconoscere questi maggiori oneri, che verranno determinati con le modalità e le procedure che il Ministero avrà certamente valutato. La norma dovrebbe essere prevista in uno dei primissimi decreti in scrittura o in conversione, al fine di consentire la Piazza rapida e ordinata ripresa delle attività».