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Campana di Fagnano Alto, la storia che scorre a Fonte Ciarlotta fotogallery

Campana di Fagnano Alto: alla scoperta di Fonte Ciarlotta, l’antica cisterna romana, protetta dal bosco di querce nel Parco Sirente Velino.

I gioielli di Campana: non solo il Ponte Romano, la storia scorre anche a Fonte Ciarlotta.

Nota per la presenza del meraviglioso Ponte Romano del I secolo D. C., la frazione di Campana di Fagnano Alto, è ricca di gioielli storici come Fonte Ciarlotta, o di Ciarlotti, una fonte/cisterna che risale all’epoca della Roma Imperiale.

Campana di Fagnano Alto, come raggiungere Fonte Ciarlotta

La Fonte si trova in mezzo al bosco, nella parte alta di Campana, alla Madonnella e non è raggiungibile in automobile. Per poter scoprire questo antico gioiello dell’architettura romana è necessario prendere la strada bianca del bosco, che sale verso Terranera, e scendere subito a sinistra, seguendo la strada arginata dal tipico muro di pietre a secco. Seguendo il sentiero si scende per quasi un chilometro, quando a destra si apre questo straordinario esempio di architettura romana. Colpisce l’energia atavica di questo posto magico.

Il sito è stato ripulito ed il sentiero riaperto per volontà dell’amministrazione guidata da Francesco D’Amore, che ha reso fruibile questo pezzo di storia della Via Poplica Campana, la strada romana che univa Peltuinum ad Alba Fucens, attraverso le Rocche.

Ce ne parla Paolo Boccabella, appassionato studioso della storia del nostro territorio, che spiega al Capoluogo “che l’origine di questo manufatto si inserisce sicuramente nel contesto del ben più noto Ponte Romano, realizzato all’epoca della Roma Imperiale (200 – 250 d.C.), per il quale sono state fatte e pubblicate relazioni a firma di autori già noti (S. Zenocchio, O. Antonini, I. Proietti, B. Orsatti, ecc.)”.

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Per quanto riguarda invece Fonte Ciarlotta, “l’impianto è situato poco fuori dall’abitato nella località denominata Piano del Monte, a 560 metri sul livello del mare. La struttura del manufatto si addice di più a quella di una cisterna che a quella di una fonte, infatti la ciclopica pietra posizionata alla base dell’impianto fa pensare ad un avvicinamento verso il pozzo, il più vicino possibile, per la raccolta dell’acqua, senza adoperare svariate prolunghe che avrebbero causato una tracimazione dell’acqua durante il sollevamento del contenitore”.

Fonte Ciarlotta a Campana

Dall’epoca Imperiale, Fonte Ciarlotta ha subito alcuni cambiamenti: “È probabile che nel corso dei secoli questa struttura abbia subito delle modifiche in quanto, nella parte inferiore troviamo i ‘rigorosi’ conci ben squadrati risalenti all’epoca Romana, mentre nella parte superiore, compresa la volta a botte, le pietre sono irregolari e tenute da una specie di malta, per cui possiamo farle risalire a un periodo medievale“. Ma non solo: “Adiacente all’impianto si suppone ci sia stato un insediamento Vestino, attraverso il ritrovamento, sui terreni circostanti, di alcuni reperti, da confermare, risalenti a tale periodo”.

Fonte Ciarlotta a Campana

Campana, Fonte Ciarlotta o dei Ciarlotti, da dove deriva il nome?

Come ci spiega lo stesso Paolo Boccabella, ci sono due ipotesi sull’origine della denominazione: “Il nome “Ciarlotti”, con ogni probabilità, gli fu attribuito per identificare un popolo di ceto sociale più basso, cioè contadini, artigiani, pastori, ecc.. Un’altra ipotesi dell’appellativo “Ciarlotta” è quello inteso come una sorgente con una copiosa erogazione di acqua“. Infatti, “nel secolo scorso, come raccontano i pochissimi residenti anziani di Campana, è stato un punto di approvvigionamento, sia per uso alimentare che agricolo; sempre da tali testimonianze, si racconta che l’acqua prelevata per uso agricolo serviva per sciogliere lo zolfo, quale trattamento antiparassitario sui piccoli vigneti circostanti”.

Venite a visitare questo splendido borgo, la cui unica via di accesso consiste nel ponte romano del I secolo dopo Cristo. L’antica via Poplica Campana univa Peltuinum ad Alba Fucens, attraverso la piana delle Rocche.

*Rispettate l’ambiente: non inquinate e non abbandonate plastica e carta. Ricordate che non esistono i rifiuti in natura, che sono un effetto collaterale dell’uomo.