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Cantieri post Covid a misura di sicurezza: quanto costa la Fase 2

Cantieri, lievitano le voci di spesa per le imprese: verso l'aggiornamento del prezzario edile. Dubbi e domande sulla ripartenza post Covid.

Cantieri chiamati a ripartire nella Fase 2, con le dovute precauzioni. Il post coronavirus cambia modalità lavorative e, soprattutto, fa lievitare i costi.

A cambiare, allora, saranno soprattutto le voci del prezzario edile, che dovrà coprire le spese extra alle quali si avviano le ditte. Una tematica, questa, che interessa in modo particolare la città dell’Aquila, con il cantiere della ricostruzione.

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«La nostra Regione – spiega l’imprenditore edile Ettore Barattelli – ha già deliberato di adeguare il prezzario il 1 aprile, dandosi 30 giorni di tempo. In Campania, nella delibera che aggiorna il prezzario regionale c’è una particolarità, al punto 3. Oltre a riconoscere i costi per l’acquisto DPI, viene aumentata del 15% la voce “spese generali dell’impresa” in quanto si riscontra un oggettivo calo della produzione delle maestranze quando torneranno al lavoro. Circostanza questa che sarà causata dall’utilizzo dei dispositivi di protezione». Fa notare Barattelli alla redazione del Capoluogo.

«Il vero tema è: la norma vale per le opere pubbliche, per la ricostruzione privata? In Abruzzo e soprattutto a L’Aquila la situazione è complessa. Sarà necessaria una presa di coscienza degli uffici speciali USRA e USRC che dovranno, insieme alla politica del territorio, farsi riconoscere uno strumento di integrazione contributiva per i cantieri in corso e da iniziare. Infatti ricordiamo che i costruttori hanno, responsabilmente, chiuso i cantieri della ricostruzione privata 10 giorni prima del lockdown nazionale, vista la provenienza delle maestranze da ogni parte d’Italia. Alla riapertura dei cantieri chi sopporterà i maggiori, indispensabili costi per la prevenzione del covid 19?», si interroga Barattelli.

Lavori in corso per delineare dettagliatamente i singoli costi, mentre le imprese iniziano a riorganizzarsi, non senza qualche domanda.

«Oltre ai DPI – ci spiegano da Unirest – inevitabilmente con le nuove misure le spese relative ai costi della sicurezza aumenteranno in previsione a più del doppio rispetto a prima. Allo stato attuale, nello specifico dei lavori di ricostruzione, noi contiamo su alcuni contributi stabiliti ovviamente prima del Covid. Contributi che non prevedono questi costi specifici, bisognerebbe prevedere quindi richieste di contributi aggiuntivi per quelle lavorazioni non ancora effettuate?».

I costi, in via di definizione, saranno modulati sulle ulteriori spese. L’obiettivo primario resta garantire la sicurezza nei cantieri. E la sicurezza, mai come ora, sarà concentrata anche sulle pratiche igieniche e disinfettive.

Va da sé, logicamente, una lunga lista di oneri da Covid. Dai guanti alle mascherine, tutti i DPI obbligatori per i lavoratori (a prezzi probabilmente superiori rispetto a quelli pre-Covid), passando per le operazioni di sanificazione giornaliera degli ambienti, sia di lavoro, sia destinati al ricovero dei dipendenti, fino alla voce “formazione specifica dei preposti di cantiere in materia di Igiene e Sicurezza“.