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Il Coronavirus in un cartone, “L’ora d’aria” dell’aquilano Alessandro Cantalini

Il corto dell'aquilano Alessandro Cantalini: i contorni di un'epidemia nella leggerezza di un fumetto. Da Batman ai burocrati, fino a una natura maltrattata.

Un modo diverso di raccontare il coronavirus. A colori, animato, che nasce dai fumetti e dalla passione di un giovanissimo aquilano, Alessandro Cantalini.

18 anni e già tante idee chiare in testa, come quelle che prendono forma nel corto L’ora d’aria.

«Volevo creare un lavoro che si distaccasse dalle visioni tipiche sull’emergenza coronavirus. Alla base del cartone c’è uno stravolgimento che si trova già nel titolo ‘L’ora d’aria‘. Se pensiamo ai detenuti, ad esempio, l’ora d’aria per loro è un sogno, un’utopia. Per noi, in questo periodo, l’ora d’aria è parte di una ‘morte quotidiana’, poiché la quotidianità è diventata reclusione», spiega Alessandro alla redazione del Capoluogo.

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E il Lavoro risultato dall’amore per il mondo dei fumetti, dei Supereroi e di un’attualità da rileggere in chiave originale, unito alla tecnica del montaggio, ha dato i suoi frutti. Il corto d’animazione sviscera, in 8 minuti e poco più: luoghi comuni, timori diventati ipotesi di teorie, contrasti tra ricchi e poveri, logiche del sistema imprenditoriale, esempi del potere dell’uomo sulla natura e viceversa.

«Ho cominciato dall’inizio di marzo ad elaborare questo progetto, per poi cambiare idea in corso d’opera e virare su quello che è stato il lavoro finale. Ho fatto tutto autonomamente, dai disegni alle animazioni. La difficoltà maggiore è stata riuscire a rendere i movimenti e le espressioni facciali dei personaggi del cartone, in base agli adattamenti delle voci».

Proprio per le voci Alessandro ha potuto contare sulla collaborazione di professionisti importanti nella realtà del doppiaggio. Spiccano, infatti, nomi d’eccezione, tra i quali Stefano De Filippis (voce di Ki Hong Lee in “Maze Runner”, Nick Birch “Big Mouth” e SpongeBob bambino in “SpongeBob amici in fuga”) e Laura Baldassarre (doppiatrice di Salmon in “Legion” e speaker di Cartoonito e Boomerang).

Alessandro Cantalini studia al Liceo linguistico Cotugno dell’Aquila. Alla domanda: ‘Qual è il lavoro dei tuoi sogni?’, risponde: «Vorrei diventare un doppiatore professionista. Oppure un produttore di cartoni animati». Del resto, lo fa già e lo ha fatto anche per L’ora d’aria. Unendo le competenze provenienti, inoltre, da ben undici anni di teatro svolto tra L’Aquila e Pescara.

L’ora d’aria, il coronavirus in un cartone: la storia raccontata

“La storia che state per vedere è ambientata in una città infetta, non troppo lontana da qui, persa da qualche parte nel tempo e nello spazio”

Si apre così L’ora d’aria che ci regala Alessandro Cantalini, prima che il suo stesso personaggio, comodamente seduto su una poltrona, accenda la tv. Parte quindi la storia nella storia, quella di un’epidemia riletta e interpretata da una mente giovane.

«Il virus è visto come punizione nei confronti di un’umanità colpevole. Verso chi? La natura, in tutte le sue sfaccettature. È un messaggio, al tempo stesso, ai tecnocrati e ai politici, perché dal mio punto di vista non hanno tenuto in considerazione la generazione dei giovani. Anche noi possiamo dire la nostra sui problemi del mondo, in particolare sulla tematica ambientale. Chi dice che i giovani debbano essere tagliati fuori? La visione ‘imprenditoriale’, guidata puramente dagli interessi economici, è alla base di errori che possono portare a danni irreparabili. Nel cartone è come se il virus fosse nato dagli errori di qualcuno».

Un viaggio nella realtà rivisitata del coronavirus e della società che è stata messa in ginocchio dalla pandemia. Non resta, allora, che fare click su Play: perché anche i giovanissimi hanno il diritto di dire la loro. Alessandro ha scelto di farlo nella lingua della sua arte.