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Crisi ristorazione, albergatori aquilani: “Le nostre difficoltà non sono minori”

Il blocco e le nuove misure per ripartire avranno conseguenze per tutti. "Noi, ad esempio, per chi riapriremo? I nostri problemi non sono minori di altri"

La crisi dei ristoratori investe l’intero settore, nessuno escluso. Lo stop ha avuto e avrà inevitabili ripercussioni economiche sulle attività, le misure da adottare per ripartire, poi, faranno il resto. Gli albergatori dell’Aquila: “Il problema per gli hotel non è affatto minore rispetto ad altre strutture”.

Una nota a firma degli albergatori dell’Aquila replica alle dichiarazioni pubblicate nell’articolo del Capoluogo del 22 aprile, a questo link. Articolo che riportava il programma di protesta di Ho.re.Ca e Locali di Pubblico Spettacolo e le relative parole del consigliere Daniele D’Angelo, in qualità di rappresentante regionale dell’associazione Ho.re.ca.

Di seguito la nota degli albergatori:

“Abbiamo letto con perplessità e a tratti sconcerto l’articolo sulla protesta dei ristoratori Ho.re.ca, per alcuni dichiarazioni senza capo né coda, in un tourbillon di sigle o sconosciute o delle quali ci sembra non si conosca nemmeno il significato. Partiamo da Ho.Re.Ca., acronimo di Hotellerie-Restaurant-Café. Se si vuol parlare di ristorazione, pensando di averne qualche rappresentanza, lo si faccia pure, lasciando a chi fa hotellerie (ospitalità, che non c’entra nulla con ristorazione e bar) l’onore e l’onere di rappresentare i propri problemi, con la cognizione di causa di chi li vive e somatizza quotidianamente, magari da una vita”.

Il punto di disaccordo pressoché totale riguarda “il problema ‘relativo’ nella Fase 2 da affrontare da parte degli Hotel”, sollevato da D’Angelo,

“Ciò denota un’imbarazzante superficialità e disinformazione.
Gli alberghi sono realtà complesse, tanto è vero che sono annoverati tra le attività produttive. All’interno dell’albergo si trova la camera come elemento fondante dell’attività, ma anche: il bar, il ristorante, il centro benessere, la palestra, la boutique. Ridurre l’attività a semplice fittacamere denota una visione assai ristretta e fatta da persona di nessuna esperienza nel settore.
Inoltre la colazione è a tutti gli effetti ristorazione, ove la stessa proponga servizio al tavolo e prodotti di preparazione in casa, tanto è vero che il servizio è spesso organizzato da personale sia di cucina, sia di sala”.

Così prosegue la nota:

“Si parla a nome di presunte organizzazioni apolitiche nate spontaneamente, avendo palesemente due parti in commedia, quella del politico impegnato nella cosa pubblica e quella del difensore di categoria. Crediamo sia il caso di impegnarsi di più nella prima lasciando la seconda a chi, come già scritto, ne conosce la realtà e ne vive (e soffre) i problemi. Siamo purtroppo tutti accomunati, in questo grave momento, dalle stesse difficoltà e per questo non sottovalutiamo quanto stanno patendo i colleghi e amici nel campo Ho.Re.Ca., con i quali siamo solidali e pronti a battaglie comuni. Non stiamo qui ad elencare tutte le misure anti Covid-19 da intraprendere nel nostro settore, per le quali, in verità, siamo già da tempo impegnati. Vorremmo solo evidenziare “il problema”, ovvero per chi riaprire, per quali ospiti?Altro che problema minore! Poi, per carità, a dire si ha la libertà di dire qualsiasi cosa. Anche che l’asino vola”.

Gli albergatori dell’Aquila: Hotel Amiternum, Hotel Azzurro, Hotel Castello, Hotel Canadian, Hotel L’Aquila, Hotel Federico II, Hotel Fiordigigli, Hotel Giampy, Hotel La Compagnia del Viaggiatore, Hotel Il Nido dell’Aquila, Hotel La Magione Papale, Oasi Vetoio, Hotel San Michele, Hotel 99 Cannelle.

Una nota a cui fa seguito la risposta del consigliere comunale e rappresentante regionale Ho.re.ca, Daniele D’Angelo, che precisa:

“Come Ho.re.ca. nazionale includiamo anche rappresentanti degli albergatori, quindi nella protesta sono comprese loro istanze. La nostra volontà è portare avanti unitamente una causa comune. Dispiace che si sia creata confusione intorno alle mie personali dichiarazioni. Il percorso che vogliamo seguire è riferito all’intera categoria ristorativa, gravata dai problemi causati dall’emergenza”.

Nello specifico delle dichiarazioni rilasciate in precedenza, D’Angelo aggiunge:

Non sono un albergatore, quindi di sicuro la mia conoscenza su determinate tematiche è marginale. Io sono disposto a rappresentare le istanze di tutti. Vorremmo stilare un progetto da portare al Ministero che comprenda le criticità di tutti, affinché si trovino soluzioni che garantiscano prospettive future di rinascita. Sto lavorando, da Roma, con il senatore Quagliariello, ad un progetto concreto che porti a L’Aquila un turismo di qualità. L’iniziativa risponde alle peculiarità del nostro territorio e posso sottolineare, già da ora, che sarà necessaria la collaborazione degli albergatori aquilani per realizzarla. L’unione delle forze può solo fare il bene dell’Aquila”.