Avezzano, il nuovo sindaco in autunno: politica all’anno zero

Elezioni rinviate al prossimo autunno. Avezzano si prepara a vivere un nuovo anno zero della politica, non solo perché uscirà dal commissariamento. Le reazioni del mondo politico

Sarebbero stati oltre mille i Comuni al voto in questa primavera, ma il coronavirus ha cambiato i piani. Avezzano, il più grande Comune della provincia dell’Aquila alle urne, dovrà attendere l’autunno 2020. Le prime reazioni.

Nel caso di Avezzano non si tratterà semplicemente di un rinnovo dell’amministrazione comunale. Si ripartirà da zero, o quasi. Il capoluogo marsicano è, infatti, commissariato dallo scorso giugno 2019 e tale resterà fino al prossimo autunno. Quando, Covid permettendo, si recupererà la tornata elettorale.

Il provvedimento tecnico, già ampiamente previsto, trova compatto il fronte dei protagonisti dell’appuntamento amministrativo. Questa volta il coro è unanime, “Prima la salute”. Cosa accadrà allora da qui all’autunno? La sensazione comune, che sia destra, centro o sinistra, sembra essere quella di un nuovo anno zero nella politica. Una politica che sarà, inevitabilmente, legata alle nuove esigenze post Covid-19.

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Elezioni rinviate ad Avezzano, le reazioni

Sponda centrodestra la posizione della Lega viene descritta da Tiziano Genovesi, commissario provinciale del partito. «Questa epidemia ha cambiato il mondo e, al tempo stesso, il modo di fare politica. Ad oggi sono ancora più convinto che quella alle porte sarà una stagione cruciale. Nel percorso politico che si intraprenderà sarà importante la componente civica. I prossimi mesi saranno caratterizzati dalle riaperture, dalla ripartenza di un paese intero. In quest’ottica la Lega sta già lavorando, calibrando il programma iniziale in virtù della crisi affrontata e da affrontare».

«Aspettando il voto in autunno resteremo concentrati sulle istanze che avevamo già raccolto. Ovviamente ci batteremo per concentrare risorse ed energie sulla Sanità, per tentare di accelerare l’iter per la realizzazione del nuovo ospedale di Avezzano. È giusto che ci sia una struttura sanitaria all’avanguardia. Abbiamo scelto volutamente di non rispondere alle polemiche strumentali di questi giorni sulla sanità, perché vogliamo concentrarci nel dare risposte. Per questo continuiamo a lavorare in silenzio, in un momento particolarmente delicato. Questa nuova fase porterà con sé gli strascichi delle criticità incontrate nell’emergenza: sicuramente la prossima compagine amministrativa si troverà ad affrontare questi strascichi e noi, da forza di governo, saremmo pronti a fare la nostra parte».

Lato centrosinistra, parola al Partito Democratico. «La situazione grave che investe il paese ha imposto il rinvio delle elezioni amministrative. Una decisione opportuna per evitare di esporre cittadini e operatori impegnati nelle operazioni elettorali a inutili rischi. Il grande cambiamento generato dalle conseguenze della pandemia interroga la politica a tutti i livelli e, dunque, questo periodo di rinvio fino all’autunno dovrà essere un momento di riflessione, elaborazione e pianificazione per il futuro».

Lo dichiara Francesco Piacente, segretario provinciale del Pd, contattato dalla Redazione del Capoluogo, che aggiunge: «Personalmente ritengo che la fase in atto riproponga in forme nuove e più urgenti il tema delle aree interne: da qui può ripartire un nuovo paradigma di sviluppo generale, che tenga conto di una migliore qualità della vita, di un maggiore rispetto dell’ambiente, di un più profondo senso di solidarietà. Su questo i programmi amministrativi e i candidati dovranno impegnare un supplemento di attenzione nei prossimi mesi», conclude Piacente.

Cambiando nuovamente fronte, la lunghezza d’onda sembra essere quasi la stessa. La politica avezzanese, chiamata a ripartire, potrà iniziare a stilare una lista di priorità, partendo dalla situazione emergenziale attraversata a causa dell’epidemia. Lo conferma Aureliano Giffi, coordinatore cittadino di Forza Italia.

«Lo spostamento delle elezioni era nell’aria già allo scoppiare della pandemia. È certo che, fin da ora, considerata la situazione, dovremo ridisegnare i programmi pensati. Quest’emergenza cambia tutto, compresa la visione di un’amministrazione. Come cambierà non ci è ancora dato saperlo dettagliatamente, ma ciò che è sicuro è che le priorità non saranno le stesse del passato. Le problematiche che l’emergenza ha fatto emergere avranno precedenza su tutto».

«Si dovrà pensare a come risolvere le lungaggini legate alla burocrazia, problema che, tuttavia, non scopriamo oggi. Bisognerà poi battere affinché i Comuni vengano maggiormente attenzionati: vietato abbandonarli, soprattutto nella complessa fase che li attende. Ecco perché il programma dovrà essere strutturato con l’obiettivo guida di una rinascita a 360 gradi. Bisogna pensare, già ora, ad un nuovo sviluppo per Avezzano. Ricordiamo che si sta parlando di una città che, fino a 10 anni fa, fondava la sua economia cittadina su commercio e servizi. Avezzano ha il diritto e tutte le carte in regola per tornare quella di un tempo», conclude il coordinatore FI.