Coronavirus e scuola online: “Una terapia per non far sentire soli i ragazzi”

Coronavirus e didattica online anche come "terapia per non far sentire i ragazzi soli". L'intervista ai docenti e alla preside della scuola media Dante Alighieri dell'Aquila.

Al tempo del Coronavirus la scuola si è spostata online, con la didattica che sta marciando verso la fine dell’anno.

I professori dei vari istituti dell’Aquila si sono organizzati da settimane con le lezioni online, riprese sulle varie piattaforme a disposizione sul web.

Dopo qualche incertezza iniziale, adesso sembra che le cose stiano prendendo la giusta piega; anche al tempo del Coronavirus di può fare lezione.

In questo contesto di emergenza per il Coronavirus, anche la scuola media “Dante Alighieri” dell’Aquila sta affrontando il momento con piglio ed energia, per coprire e non far sentire escluso nessuno dei suoi 500 studenti.

La scuola ha anche fornito in comodato d’uso tablet e pc a chi ne ha fatto richiesta.

Il Capoluogo ha sentito il dirigente scolastico della “Dante Alighieri”, Antonella Conio, per sentire da vicino come sta procedendo la didattica a distanza.

“Abbiamo cominciato ad organizzarci dal primo giorno di chiusura a causa dell’emergenza Coronavirus – spiega al microfono del Capoluogo –  con una programmazione tecnica che ha coinvolto innanzitutto  i docenti partendo da quelli di strumento musicale e di lingua”.

Il primo passo quindi è stato quello di far ripartire le lezioni di strumento per gli alunni dell’indirizzo musicale.

“Era sicuramente più facile – chiarisce – dal momento che si doveva organizzare una lezione individuale. Dopo lo strumento siamo passati al potenziamento della lingua inglese con tutte le modalità che avevamo già a disposizione”.

Dopo la musica e le lingue è stato il turno dei docenti di italiano che hanno creato le classe virtuali.

“Il primo obiettivo era quello di creare il gruppo, di non far sentire i nostri ragazzi abbandonati. Il Coronavirus ha imposto isolamento e chiusura ed era fondamentale che non si sentissero soli perchè la scuola insegna anche questo: la condivisione, lo stare insieme, il confronto”.

Per quanto riguarda le piattaforma ai docenti è stata dato ampio margine di scelta; “a noi interessava che la didattica online fosse quella della vicinanza, ritenendo importante l’interazione. I nostri docenti hanno avuto in questa emergenza un doppio incarico: devono andare avanti con il programma, ma hanno anche un compito emotivo!”.

“Nei primi giorni – aggiunge – ci siamo sincerati che tutti avessero la possibilità di collegarsi, ci siamo accertati delle necessità e con la scuola abbiamo fornito gli strumenti necessari a chi ne aveva bisogno; non parliamo solo di difficoltà economica, ma anche nuclei dove i figli sono due e frequentano classi o sezione diverse”.

“L’orario è stato ovviamente rimodulato, prima avevano 5 ore di lezioni ma non potevamo tenerli tutto quel tempo davanti a uno schermo, in questo modo abbiamo dato a tutte le classi lo stesso curriculum obbligatorio”.

Il prolungamento dell’emergenza Coronavirus e la chiusura delle scuole ha posto adesso il problema delle valutazioni finali: come si è organizzata la Dante?

“I ragazzi della terza media che avranno gli esami stanno preparando intanto un elaborato. In ogni caso aspettiamo comunque ancora l’ordinanza che disciplini l’eccezionalità di quest’anno. A breve arriverà la seconda ordinanza ministeriale per le scuole medie e sapremo anche come bisognerà muoversi per le valutazioni finali e gli eventuali debiti da recuperare poi a settembre. Abbiamo nominato una commissione di valutazione ad hoc ed è stata declinata una rubrica valutativa. A fine anno terremo conto del livello di partecipazione e di interesse, valorizzando anche le competenze digitali dei nostri ragazzi”.

In questo contesto, la scuola Dante Alighieri ha voluto enfatizzare un’altra competenza europea: ‘imparare ad imparare’.

“La didattica è stata riformulata secondo una riprogrammazione di competenze di stampo europeo e devo dire che stanno rispondendo benissimo. Si sono dovuti reinterpretare, dal bambino che in prima media non sapeva usare le pagine di un diario, abbiamo ora un ragazzino che si sposta da una piattaforma all’altra, che manda file, allega documenti, scrive e-mail. Tutte piccole attività che non ci saremmo nemmeno sognati in altre circostanze.”Stanno acquisendo una maturità che di solito si chiede allo studente universitario.

“Dal Coronavirus, da una situazione di isolamento ed emergenza stanno imparando tanto. Questo momento storico ha insegnato a tutti noi anche un nuovo modo di svolgere i compiti che vanno poi acquisiti per trasmetterli al professore”.

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“La scuola oggi sta offrendo non solo semplice didattica, ma si propone come il mezzo per avere prospettive e orizzonti nuovi”.

Per la preside questo momento di emergenza deve servire ai ragazzi per imparare anche il valore di chi sta lavorando per sconfiggere il Coronavirus.

“Abbiamo deciso per la metà di maggio di far versare ai ragazzi della scuola una quota simbolica di 10 euro che andrà a favore della Protezione civile. Loro stanno lavorando per noi e noi cerchiamo di dare il nostro piccolo contributo”.

“Anche prima dell’emergenza abbiamo sempre cercato di uscire fuori dai banchi e vedere cosa c’è oltre i libri e non vogliamo dimenticarlo. Prima della fine dell’anno infatti i ragazzi del corso musicale interverranno all’interno di una collaborazione con dei jazzisti italiani, che faranno lezione sulle piattaforme”.

“Dobbiamo dare ai nostri ragazzi degli obiettivi, se ci riusciamo, adesso manca il contatto fisico, ma stiamo cercando di colmarlo dove possibile. È tutto perfettibile ma la tecnologia ci aiuta a sentirci vicini per condividere anche questa difficile  situazione e superarla insieme!”, conclude.

Lezioni di strumento online al tempo del Coronavirus, tra videochiamate e messaggi su Whatsapp per il professore Antonio Pro, docente di chitarra alla Dante.

antonio pro didattica

“Sono davvero soddisfatto – dice il professor Pro al Capoluogo – nonostante le varie problematiche per la connessione che ogni tanto dà dei problemi, i ragazzi stanno rispondendo bene!”.

Per il professore Pro la sua lezione, in questo momento, non serve solo ad “imparare lo strumento”, ma vuole uscire dai confini della didattica e fungere un po’ da terapia per rompere la noia e l’isolamento.

“La musicoterapia è sempre stata un’ottima medicina. Sono convinto che in questa situazione li stia aiutando tanto anche come valvola di sfogo sotto l’aspetto psicologico. Questi ragazzi sono un po’ stanchi ma stanno reagendo bene. Hanno delle scadenze, le rispettano, si sentono impegnati e in qualche modo passa anche il tempo”.

“Sono molto seri, forse anche più che a scuola; il fatto di stare a casa li ha fatti appassionare, probabilmente il contesto domestico li rilassa anche… la lezione è individuale e le distrazioni si azzerano. Lo strumento deve essere anche un piacere, anche perchè lo hanno scelto loro”, conclude.

Esperienza positiva, quella della didattica online, anche per la professoressa di italiano Emanuela Fiamma.

“Sono bellissimi i miei ragazzi! Concentrati, attenti e partecipi… Devo dire che eravamo pronti, anche perchè, per restare al passo con i tempi, anche prima dell’emergenza Coronavirus avevamo una classe virtuale dove archiviavamo delle risorse in più oltre a quelle che utilizzavamo in classe”, spiega la professoressa Fiamma al Capoluogo.

“Al momento i ragazzi sono molto motivati, non vedevano l’ora di fare le lezioni in sincrono, vedersi con i compagni in contemporanea. Assegno i compiti e loro li fanno immediatamente. Si stanno rendendo conto di quello che il Coronavirus ha portato via a livello di  contatto umano. Questa esperienza li sta forgiando”, aggiunge.

Per la professoressa Fiamma la generazione che oggi sta frequentando le medie all’Aquila, “è preparata all’emergenza. Sono tutti ragazzi nati tra il 2006 e il 2009. Non dimentichiamo che sono ‘figli del terremoto’, che hanno fatto tutti le elementari in un Musp quindi conoscono la difficoltà. Tanti di loro già capiscono quanto la scuola, anche come edificio, sia un valore aggiunto, un privilegio, qualcosa che non si riesce a descrivere bene a parole”.

“Sta nascendo anche un rapporto tra loro e noi docenti più umano, prezioso. Certo, dobbiamo comunque richiamarli, c’è chi si distrae, alla fine è come in classe: ce la possiamo fare! Intanto è molto positivo aver suscitato l’interesse e stimolato una partecipazione attiva alle nuove sfide, tecnologiche e relazionali che stanno vivendo questi piccoli uomini e donne del nostro tempo”, conclude.

Uno stralcio messaggio agli studenti di Stefano Versari, direttore dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna.

Sarete il cigno nero del Coronavirus e ci costringerete a cambiare lo sguardo sulla realtà. Ma come potete divenire “cigno nero”, cioè realtà nuova?
“​Aristotele … contraddicendo il senso comune, spiega che lo schiavo è colui che non
ha legami, non ha un suo posto, che si può utilizzare dappertutto e in modi diversi. L’uomo
libero invece è colui che ha molti legami e molti obblighi verso gli altri, verso la città e verso il
5 luogo in cui vive”​ .
Vi auguro di tutto cuore di essere studenti pieni di legami con il mondo in cui vivete, perciò realmente liberi. Noi adulti “ci siamo”, per quanto capaci, ognuno cercando di svolgere al meglio il proprio compito, professionale e umano.

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