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Disney World, gli italiani tornano a casa: con loro la marsicana Federica Raglione

Lieto fine nella storia del Parco dei sogni diventato un incubo per 200 italiani, rimasti bloccati a Disney World causa Covid. I giovani sono tornati a casa: con loro Federica Raglione di San Benedetto dei Marsi.

Un Parco divertimenti trasformatosi nel regno dell’incubo. Disney World e la bella Orlando sono diventati una prigione senza chiave per 200 italiani, rimasti bloccati in Florida. Con loro la marsicana Federica Raglione.

Tanto tuonò che piovve. Una storia scoppiata all’improvviso e rimbalzata oltreoceano, nell’Italia che li ha aspettati e li riabbracciati ieri, una volta atterrati all’aeroporto di Fiumicino. Un lieto fine arrivato per tutti, e per i giovani rimasti bloccati e per le famiglie preoccupate. Anch’esse bloccate in un paese in piena emergenza.

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I 200 italiani si sono fatti sentire dopo gli avvenimenti legati all’emergenza coronavirus. Erano impiegati presso Disney World, tramite l’azienda Patina Group, quando da un giorno all’altro si sono ritrovati senza un lavoro, in un paese che non era il loro e impossibilitati a rientrare in Italia. Con loro Federica Raglione, giovane di San Benedetto dei Marsi. Anche lei è tornata a casa, ieri, lunedì 20 aprile.

A dare l’annuncio il primo cittadino Quirino D’Orazio.

“Si chiude con un lieto fine l’odissea vissuta da circa 200 cittadini italiani rimasti bloccati, da oltre un mese, nella città di Orlando, negli Stati Uniti. Qui la Disney World, nel giro di pochi giorni, a causa dell’emergenza Covid-19 ha dovuto chiudere i suoi parchi divertimento. Con una semplice mail  i loro contratti di lavoro sono stati sospesi e i giovani sono rimasti letteralmente in strada. Gli è stato impedito di utilizzare gli alloggi messi a loro disposizione fino al giorno prima“.

I ragazzi erano dipendenti del Patina Restaurant Group, che conta più di 60 ristoranti in tutti gli Stati Uniti. Tramite l’azienda lavoravano nel Parco divertimenti di Orlando.

Una premessa doverosa che ricostruisce l’accaduto, da parte del sindaco di San Benedetto dei Marsi, prima di ripercorrere l’iter che ha permesso ai 200 italiani e alla marsicana Federica Raglione, di rientrare.

Unione di forze e di intenti, così l’Italia si è ripresa i suoi cittadini.

“Grazie al Consolato Italiano a Miami, in stretto contatto con l’Unità di Crisi della Farnesina, l’Ambasciata Italiana a Washington e la nostra Amministrazione Comunale si è chiusa positivamente anche questa difficile pagina, che ha tenuto molti in apprensione e con il fiato sospeso. Dopo tante ore di volo, una volta scesi all’aeroporto di Fiumicino, i viaggiatori, già molto provati, hanno dovuto fare i conti anche con un’altra amara sorpresa. I loro bagagli sono andati dispersi ed hanno, così, dovuto trascorrere diverse ore in Commissariato, per formalizzare le rispettive denunce”.

Una permanenza, quindi, movimentata fino alla fine e al tanto desiderato ritorno in Italia. I 200 italiani, però, ora sono a casa. Anche Federica ha fatto rientro a San Benedetto e ricongiungersi ai suoi familiari.

“Una volta espletate le procedure – conclude il sindaco D’Orazio – la nostra cara Federica ha potuto riprendere il viaggio verso casa e, finalmente, nel pomeriggio, ha potuto riabbracciare i genitori e la sorella, che non vedevano l’ora di riaverla qui. Ora la nostra concittadina dovrà rispettare i giorni di isolamento precauzionale obbligatori, per poi poter tornare alla vita di prima. A nome dell’Amministrazione Comunale e di tutta la nostra Comunità le inviamo il nostro più grande abbraccio e le esprimiamo tutto il nostro affetto. Bentornata a casa cara Federica!”.