Crua Avezzano, in gestione alle Università contro il Covid: nuovo appello

"CRUA di Avezzano in gestione all’Università, per dar vita a un nuovo centro in Abruzzo per la ricerca del Coronavirus", nuovo appello di Aurelio Cambise

Crua Avezzano, nell’emergenza coronavirus, spunta la proposta della gestione universitaria. Nuovo appello di Aurelio Cambise, del circolo del Pd.

“CRUA (Consorzio di Ricerca Unico d’Abruzzo) di Avezzano in gestione all’Università per dar vita a un nuovo centro in Abruzzo per la ricerca del Coronavirus, sul modello dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo, del Laboratorio di genetica molecolare del Centro Studi e Tecnologie Avanzate dell’Università degli Studi d’Annunzio di  Chieti – Pescara  e del centro di ricerca Biogem (Biologia e genetica molecolare) di Ariano Irpino”, scrive Cambise alla stampa.

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“Occorrerebbe fare quel che stanno facendo anche in Campania per contrastare sempre di più il COVID 19. Ma lì nessuno si è sognato di contrastare una struttura molto apprezzabile per la ricerca e per le analisi dei tamponi. Biogem non opera da sola, ma in sinergia con l’Università degli Studi della Campania ‘Luigi Vanvitelli’.  Biogem è stata autorizzata dalla Regione Campania ad effettuare l’analisi dei tamponi rino-faringei per l’identificazione del COVID 19. Da lunedì 20 aprile i test saranno eseguiti presso il Laboratorio di Oncologia Molecolare e Medicina di Precisione, diretto dal Prof. Michele Caraglia. In un mese, invece, l’Istituto Zooprofilattico di Teramo è in prima linea nella guerra al Coronavirus in Abruzzo. Finora ha processato 11mila tamponi provenienti dalle Asl di Teramo, di L’Aquila e di Chieti: 60 i tecnici in due laboratori di alta sicurezza“.

La prima proposta affinché si riattivasse il Crua per far fronte all’emergenza sanitaria in atto era arrivata dall’ex sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, poi l’appello di Cambise – subito bocciato dal consigliere regionale Mario Quaglieri – a cui ora segue una nuova proposta, che tira in ballo le Università d’Abruzzo.

“La Regione Abruzzo, attraverso una manifestazione di interesse, potrebbe affidare il CRUA di Avezzano all’Università: i tre Atenei abruzzesi possono intervenire su ciò che il laboratorio potrebbe riuscire a fare. Sarebbe anche un’occasione utile per installare nel CRUA un incubatore d’Impresa con start up che operi nel settore agroindustriale, con la collaborazione obbligata dell’Università degli Studi di Teramo per via della Facoltà di Bioscienze e Tecnologie Agro-Alimentari e Ambientali  unica in Abruzzo”, continua Cambise.

“Se i politici non si mettono in testa una buona volta che, per la salute e per la cultura, valga la pena di spendere energie e risorse, assisteremo sempre allo scenario della squallida politica dei tagli e della umiliazione di tanti territori come quello della Marsica. In questo momento difficilissimo per la salute umana in tutto il mondo non è più il caso di continuare a parlare dei campanili: uniamoci tutti per uscirne fuori.  Se gli Atenei di L’Aquila, di Teramo e di Chieti-Pescara fossero interessati ad agevolare il rilancio del CRUA sono bene accetti dalla Comunità marsicana”.

Emergenza Coronavirus, non solo Crua: questione Ospedali

Cambise si sofferma, poi, anche sulla questione meramente sanitaria. Sottolinea l’urgenza di accelerare l’iter per il nuovo ospedale di Avezzano e non solo. “Occorrerebbe anche rafforzare la rete ospedaliera con la realizzazione del nuovo Ospedale di Avezzano e la riorganizzazione dei due Ospedali di Pescina e di Tagliacozzo, finalizzandoli ad attività specialistiche per malattie infettive. La politica guardi lontano, operi sempre in prospettiva, perché non avvenga più che le popolazioni vengano colte di sorpresa e impreparate a respingere eventuali, subdole e malaugurate insidie alla salute, come è avvenuto per il COVID 19″.

“Le strutture per contrastare le malattie non sono mai troppe e non dimentichiamoci che non esiste solo il Coronavirus e moltissime persone hanno bisogno urgente di essere curate, senza dover attendere tempi biblici per effettuare esami diagnostici e relativi interventi chirurgici. La Marsica, con i suoi 140.000 e oltre abitanti, attende una buona volta risposte concrete perché non rimanga indietro più di quanto non lo sia già, per inerzia e disinteresse di chi dovrebbe intervenire”, conclude la nota stampa a firma di Aurelio Cambise.