Addio a Francesco Presutti, simbolo della lotta antifascista nella Marsica

Lutto per la scomparsa di Francesco Presutti. Ciccuccio, "nobile contadino del Fucino" era il simbolo della sinistra Marsicana nella lotta al fascismo.

E’ morto Francesco Presutti. “Ciccuccio”, originario di Luco dei Marsi era il simbolo della sinistra marsicana delle lotte agrarie e antifasciste.

Francesco Presutti che tutti conoscevano come “Ciccuccio”, classe 1929, ha sempre affiancato al lavoro la sua passione per la politica.

Con altri grandi personaggi della sinistra comunista marsicana, come Alberto Mancini, Romolo Liberale e tanti altri, ha rappresentato “un vero e proprio tesoro culturale”.

Francesco Presutti, ricordato anche come “il nobile contadino del Fucino”, era conosciuto in tutta la Marsica per il suo viscerale legame storico con il territorio e soprattutto per il contributo alle lotte contadine degli anni’50 contro il Principe Torlonia.

Il saluto a Francesco Presutti da parte della sezione Anpi Marsicana.

“A nome dell’Anpi Sezione della Marsica esprimiamo la più sentita partecipazione al lutto per la scomparsa di “Ciccuccio” Presutti una figura che con tutta la sua famiglia è stata espressione della cultura antifascista e democratica nella Marsica. L’Anpi gli rende onore per i valori e la coerenza che ha saputo esprimere nella sua vita”, si legge in una nota a firma del segretario e del Presidente dell’Anpi marsicano, Augusto Di Bastiano Giovanni D’Amico.

“Abbiamo chiesto al Sindaco di Luco Marivera De Rosa di scrivere per tutti noi un ricordo di Ciccuccio”

“Ciccuccio Presutti era, e sarà per sempre, un combattente, partigiano nell’anima, un contadino fiero, colto, capace di raccontare magistralmente lo spirito delle sue battaglie e il suo sguardo chiaro, lucido, sulla crudeltà delle oppressioni di tutti i tipi e sull’ingiustizia di ogni tempo, e di opporvisi senza riserve e senza esitazione alcuna”.

“Un Compagno che ha intessuto la sua vita di passione, di amicizia, di lealtà e dell’amore per la terra, alla quale lo lasciamo come si lascia un fratello, un faro, un testimone del meglio delle nostre qualità di luchesi, indomito e coraggioso di quel coraggio che ci rendeva, alla testa delle lotte contadine, gli utopisti, quelli che volevano dare la scalata al cielo. Lo salutiamo con tristezza e rimpianto, ma con la gratitudine di averlo avuto tra noi e la certezza che, se pure anche i grandi uomini muoiono, le loro idee resteranno indelebili, a rischiarare il cammino dopo di loro. Alla famiglia, le più sentite condoglianze della nostra Amministrazione, e il nostro ideale abbraccio”.

“L’uomo che pensa con la propria testa e conserva il suo cuore incorrotto, è libero”. Ignazio Silone.

Alla famiglia le condoglianze da parte della redazione del Capoluogo.