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Coronavirus, fase 2 e ristorazione: proposta defiscalizzazione - Il Capoluogo
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Coronavirus, fase 2 e ristorazione: proposta defiscalizzazione

Coronavirus, fase 2 e attività produttive: la proposta di defiscalizzazione del consigliere comunale aquilano Daniele D'Angelo per commercianti e ristoratori.

Coronavirus/Covid19 e ripartenza dopo la fase 2; c’è sul piatto una proposta di defiscalizzazione che potrebbe aiutare le attività produttive fiaccate da questo periodo di chiusure imposte dall’emergenza.

la proposta di una defiscalizzazione che andrebbe a dare una “boccata di ossigeno” alle attività chiuse da quasi 2 mesi, arriva dal consigliere comunale dell’Aquila, Daniele D’Angelo “Parkeller”.

“Le nuove regole restrittive per la riapertura dopo l’emergenza Coronavirus a mio avviso serviranno soltanto al governo per non prendersi la responsabilità delle tante attività che non riapriranno”, spiega D’Angelo.

“Pensiamo ad esempio come si può mandare avanti un ristorante un bar o un albergo con la metà dei posti che ha a disposizione per via del distanziamento imposto dall’emergenza Coronavirus e per evitare la diffusione di ricadute o nuovi contatti.  Già si faceva fatica prima figuriamoci ora come si può sopravvivere!”, continua.

“Quello che chiedo e che porterò in settimana in parlamento è una defiscalizzazione con tasse appropriate al momento e riduzione del costo dei dipendenti o si è costretti a licenziare. L’equazione è semplice 40 posti 2 camerieri 20 posti 1 cameriere“, continua.

Per quanto riguarda le tasse comunali, la proposta di D’Angelo è di, “inizierare da subito a parlarne con la maggioranza e aprirò se necessario anche all opposizione. È impensabile e inspiegabile perché attività chiuse da 2 mesi devono pagare ad esempio l immondizia se non l hanno prodotta e quando si riaprirà con metà clienti produrranno metà immondizia quindi dovranno pagare la metà”.

Sto pensando anche ad attività come l’abbigliamento ad esempio che ha subito un danno enorme e per loro dovrà valere lo stesso principio. Ne vale la ripresa dell’economia soprattutto della nostra città che ora dopo quasi 12 anni dopo il terremoto del 6 aprile 2009 stava rialzando la testa”, conclude.

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