Le nuove stanze della poesia, Bernardino Perilli

Il racconto dell'artista Berardino Perilli, poeta abruzzese dedito agli ambienti pastorali, nella rubrica a cura di Valter Marcone.

Il racconto dell’artista Berardino Perilli, poeta abruzzese dedito agli ambienti pastorali, nella rubrica a cura di Valter Marcone.

Bernardino Perilli, il poeta dell’ottava rima

Bernardino Perilli fa parte di quei pastori che nell’area di Mascioni, Campotosto e Poggio Cancelli usano in forme residuali l’ottava rima, delle quartine e delle terzine improvvisate, l’arte poetica che ha contrassegnato la vita dei pastori transumanti. Autodidatti, dediti alla lettura e all’apprendimento mnemonico dei poemi epici e cavallereschi, dall’Iliade all’Odissea, dall’Eneide all’Orlando furioso, dall’Orlando innamorato alla Gerusalemme liberata, al ciclo dei paladini di Francia, particolarmente attratti dalla Divina Commedia, dalla Bibbia, dal cosiddetto “libro di Maccarone” (Angelo Felice Maccheroni, autore de La Pastoral Siringa), i pastori dell’Italia centrale hanno da sempre coltivato l’arte dell’improvvisazione poetica. Omero, Ariosto e Boiardo, Tasso, Dante e Tassoni, e molti altri poeti minori raccolti in antologie trasmesse e prestate da persona a persona, sono stati per secoli il loro quotidiano passatempo nelle lunghe giornate in compagnia degli animali, sugli altopiani.

Nando Giammarini di cui i lettori di questa rubrica hanno letto la biografia e alcune poesie, scrive su Il Capoluogo una interessante cronaca in occasione dell’ultima edizione del Festival del canto a braccio ricordando anche, in sintesi , il grande valore di questa forma di espressione poetica: “ Nel contesto del festival del canto a braccio di Borbona, tenutosi dal 12 al 15 settembre 2019 nella splendida location dell’Alta Valle del Velino, è stato presentato il libro di Berardino Perilli: “Che Te Se Possa Portà Via Lo Vento”.

Berardino Perilli, decano nella poesia a braccio nell’Alta Valle dell’Aterno

Pastore transumante e poeta di Campotosto, è uno degli ultimi depositari di questo genere di cultura popolare che conobbe gli albori tra la fine dell’800 e gli inizi del 900. Egli è uomo di grande ilarità sempre pronto alla battuta , una persona di elevata generosità ed umanità. Si respirava un’aria davvero particolare, intrisa di poesia amicizia e socialità, tra persone diverse ma unite dallo stesso interesse per gli estemporanei cantori, lo scorso sabato 14 settembre, serata conclusiva del canto a braccio scelta per la presentazione del libro. I poeti estemporanei rappresentano la sapienza e la spontaneità popolare sono portatori di saggezza e rispetto, cultura e sensibilità ed hanno il grande dono di natura di improvvisare ed esprimere contemporaneamente rima e significato. Berardino Perilli è decano nella poesia a braccio nell’Alta Valle dell’Aterno; ne ha fatta la storia con Rinaldo Adriani e tanti altri grandi vati del passato di cui era popolato …”

Berardino Perilli, “Che Te Se Possa Portà Via Lo Vento”

Con queste premesse, e nello spirito di gratitudine a quanti hanno prestato la loro opera di difesa e valorizzazione della poesia estemporanea, volta a rafforzare il legame di Comunità tra l’Alta Valle dell’Aterno, del Velino, del Tronto e degli altri territori montani – la XIV edizione della kermesse poetica borbontina ha ritenuto giusto e doveroso tributargli un abbraccio affettuoso e riconoscente. Il libro “Che Te Se Possa Portà Via Lo Vento” è un insieme di terzine ed ottave recuperate grazie alla collaborazione di un amico dell’autore ed altro grande vate dell’Alto Aterno, Marcello Patrizi di Montereale e del prof. Palombini dell’università di Perugia. Una presentazione nello stile semplice e mite del pastore poeta campotostaro che portando il proprio saluto in apertura di presentazione seguendo la sua vena umorista ha detto” Un libricino piccoletto, come l’autore”. È stata poi la volta di Marcello Patrizi che, raccontando il comune percorso poetico, ha trattato il sentimento dell’amicizia e della stima che lo lega all’amico e collega di Campotosto recitando anche alcune ottave. Quindi il prof. Palombini ha parlato della poesia a braccio in fase calante ma non sono diminuiti gli estimatori che la sostengono con passione e convinzione.

banner_doc

Sempre a proposito di questo volume scrive Marco Betti su Lentopede: ”Ascoltare un poeta estemporaneo attraverso le pagine di un libro è sempre un’esperienza particolare specialmente per chi scrive che si è cimentato molte volte con l’autore anche su palchi difficili e importanti. Leggerne i versi figurandosi la voce e i gesti del grande poeta d’Abruzzo restituisce alle parole quell’aura mistica che si assapora solo nel canto improvvisato. Non c’è altra strada per apprezzare i versi di Berardino che condividerli intorno a un tavolino o su un palco. Non c’è paragone tra canto e scrittura. Non c’è paragone tra Perilli e il suo libro. È proprio la sua figura modesta a rendere grande ciò che dice; la sua semplicità a dare contrasto al testo. D’altronde, come tutti coloro che valgono, Perilli non ha niente da dimostrare; la sua forza esce dalla semplicità e, mi verrebbe da dire, dal nascondimento. Misuratissimo nel gesto, quasi salmodico nel canto è sempre pronto a prendersi gioco di sé.

L’ottava popolare, rima dei poeti bernescanti

Su sta collina verde ed ubertosa, mio Campotosto ti trovo ubicato
e da una prominenza montagnosa, tutto d’intorno resti circondato
dal lago artificiale opra grandiosa, ai tuoi piedi ti vedo bagnato
poco discosto per farti più adorno, s’alza il Gran Sasso col suo Monte Corno.

È l’ottava rima, che il poeta improvvisatore Berardino Perilli ha dedicato al suo paese, Campotosto, adagiato nell’Alta Valle dell’Aterno sulle sponde dell’omonimo lago.

L’Ottava popolare (detta anche Ottava legata o Ottavina o Ottava Improvvisata) è una forma metrica tipica di Toscana, Lazio e Abruzzo derivante dall’ottava rima, e utilizzata ancora oggi nelle gare di improvvisazione. L’ottava rima popolare è praticata dai soli poeti bernescanti (o poeti improvvisatori o poeti a braccio) che sogliono improvvisare i loro versi tra di loro o di fronte ad un pubblico che talvolta assegna anche l’argomento (o tema) sul quale i poeti devono cantare.

L’ottava rima è composta da stanze di otto versi endecasillabi. Lo schema delle rime di ogni stanza è A B A B A B C C: ciò significa che rimano tra loro i versi I, III e V i versi II, IV e VI e i versi VII e VIII.
I poeti durante l’improvvisazione si avvalgono di una melodia molto antica che dà loro la misura del verso e la misura della stanza. Dallo scorrere della melodia è infatti possibile conoscere in ogni momento a quale verso dell’ottava il poeta si trovi e quante sillabe manchino ancora alla chiusura del verso.

Il gallo mirate il gallo che sembiante altero
par l’orgoglio in persona a chi lo vede
non porta l’elmo e par ch’abbia il cimiero
da cavaliere ha gli speroni al piede.
In amore è veloce e battagliero
sapete ben l’arene che possiede:
col suo chicchirichì squillante e gaio
incanta le cretine del pollaio.

PERILLI BERARDINO di Edilio Romanelli

Perilli non portarmelo rancore
le tue capacità non metto in gioco
tutti si può cascare nell’errore
ed io in ispecie ti conobbi poco
posso dire che sei uomo d’onore
il tuo nome è citato in ogni loco:
dove l’appassionato e il competente
ti da un vanto primiero veramente.