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Coronavirus e parrucchieri, fase 2: sos distanza di sicurezza

Coronavirus, i parrucchieri dopo la quarantena. "Nulla sarà come prima, l'emergenza ha dato una mazzata a tutto il settore".

L’isolamento imposto dal Coronavirus ha dovuto fare i conti con un fenomeno solo apparentemente secondario: la chiusura dei parrucchieri e dei barbieri e l’impossibilità di raggiungerli e di mettere ordine nelle capigliature.

Nel frattempo che la ricrescita avanza e che le chiome prendono il sopravvento, i parrucchieri aquilani pensano alla fase successiva, a quando potranno riaprire alla fine dell’emergenza Coronavirus.

Da una parte i parrucchieri in questo momento di isolamento in piena emergenza Coronavirus tentano di dare qualche consiglio per il taglio o colore “fai da te” ai clienti chiusi in casa, anche per non perdere i contatti, ricordando alle signore che un po’ di ricrescita è ormai diventata quasi una mise che fa moda.

Dall’altra i parrucchieri si stanno preparando a quella fase 2 in cui nulla sarà più come prima e anche loro dovranno trovare un nuovo modo di accogliere i clienti.

Spazzole da riportare a casa e distanze di sicurezza collaudate nel post emergenza di Fabio Rosito

“Il Coronavirus nel suo aspetto economico si sta rivelando una tragedia per tutto il comparto. Siamo di fronte a una chiusura molto prolungata che ha danneggiato moltissimo il settore dei parrucchieri”, questo il primo commento dell’hair stylist aquilano Fabio Rosito.

Fabio Rosito

“Abbiamo chiuso nel periodo migliore dell’anno per noi parrucchieri – spiega Fabio al microfono del Capoluogo – è il momento in cui si ricomincia a lavorare davvero dopo il periodo ‘morto’ di gennaio e fai cassetto per 1/3 del fatturato”.

Fa notare Fabio che in questo momento dell’anno tra matrimoni, cerimonie, cresime e comunioni i parrucchieri di solito lavorano moltissimo.

“Quasi 2 mesi di chiusura sono una vera tragedia per chi può contare solo sulle entrare della propria attività. Cosa abbiamo fatto? Appena chiuso abbiamo provveduto alla sanificazione del locale, durante questo periodo tramite l’azienda di prodotti Wella abbiamo avviato un servizio di consulenza online chiamato ‘Sos colore’ con il quale abbiamo mantenuto i contatti con i clienti”.

Con ‘Sos colore’ Fabio ha spiegato alle sue clienti quale nuance applicare per la ricrescita, dopo che hanno acquistato il kit dal sito dell’azienda.

“Non ci guadagnamo nulla, ma almeno ci sentiamo meno soli e soprattutto abbiamo consigliato alle nostre clienti di non acquistare tinture a caso che vanno solo a danneggiare i capelli. Con questo servizio Wella ha messo a disposizione anche un buono simbolico da spendere nel nostro negozio quando riapriremo”.

Come si comporterà Fabio Rosito appena potrà riaprire dopo l’emergenza Coronavirus

“Innanzitutto per noi ancora non c’è una data. Nel salone ho sempre usato kit monouso per mantelline e asciugamani, quindi questo rimarrà sempre uguale. Continueremo con la sanificazione di tutte le attrezzature e ci sarà la possibilità di avere delle spazzole monouso che la cliente compra e la riporta a casa oppure gliela impacchettiamo in negozio. Seguiremo tutte le regole che riguardano il distanziamento, ovviamente noi le seguiremo perchè dobbiamo tornare a lavoro. Siamo 7 persone nel mio salone e in questo momento l’esigenza comincia a diventare impellente”, conclude.

Due affitti da pagare e tanti interrogativi: Loredana Cossu

Ama

Loredana Cossu è presente con il suo salone all’interno del centro commerciale L’Aquilone, accanto ha anche un negozio di abbigliamento e accessori da donna.

“Due affitti da pagare, le utenze, i fornitori della merce consegnata a febbraio che manda all’incasso gli assegni. Solo due parole: un disastro!”, spiega Loredana al Capoluogo.

“Non sappiamo cosa dovremmo fare, quando riapriremo e come. Le informazioni sono ancora non ufficiali. Si, abbiamo fatto la consulenza telefonica ma serve per adesso a non impazzire, a mantenere i contatti con le clienti che vogliono rimanere in ordine giustamente anche in casa”, chiarisce.

Loredana aveva già provveduto alla sanificazione dei locali proprio a ridosso della chiusura prima dello scoppio della pandemia Coronavirus, ma questa, nel suo salone, era una routine già consolidata alla quale è associato, come per gli altri colleghi, l’utilizzo di kit monouso e l’autoclave per gli attrezzi.

“In ogni caso io devo proteggere non solo le clienti ma anche i miei dipendenti. Il Coronavirus oltre alla tragedia umana e sanitaria comporterà una perdita di posti di lavoro allucinante perchè nel nostro settore non tutti hanno saloni tali da poter garantire le distanze di 1 o 2 metri tra una persona e l’altra”.

Il problema grosso da affrontare adesso e che solleva una questione nazionale è quello dei canoni per chi, come lei, si trova in affitto.

“Dentro L’Aquilone ci sono circa 50 attività ferme ma l’affitto ce lo continuano a chiedere senza scendere a nessun compromesso. Marzo è stato pagato, per aprile maggio ci hanno proposito di versare la metà del canone: ma stiamo scherzando? Noi a maggio non lavoreremo e parlo di attività che erano aperte tutto il giorno 7 giorni su 7”.

“Abbiamo il negozio di abbigliamento pieno di merce acquistata dopo il periodo natalizio e i fornitori devono essere pagati. Qualcuno ci è venuto incontro e non ha incassato gli assegni ma c’è chi non ha voluto sentire ragioni. Mi sono fatta sentire con le associazioni di categoria e a Milano ai piani alti della moda, ma per ora nessuna soluzione è stata messa sul piatto. Certo è un problema che sarà difficile da gestire se non si pensa a un decreto che vada a bloccare tutto: affitti, pagamenti fino alla riapertura, in questo modo ci stanno mettendo in mezzo a una strada!”, conclude.

Sospensione delle tasse nel post emergenza: la proposta di Christian De Felice

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Tanta incertezza ma altrettanta voglia di ricominciare per Christian De Felice e Teresa Mastrantonio, presenti con il loro salone su via Garibaldi.

“Anche noi ci siamo appoggiati a Wella che ha venduto alle nostre clienti i colori per le ricrescite ma quasi 2 mesi di stop sono tanti. Abbiamo 4 dipendenti e dietro di loro ci sono le famiglie. La situazione economica per il nostro settore comincia a diventare tragica”, spiega Christian contattato dal Capoluogo.

Incerti su una data per la riapertura, loro sono anche preoccupati perchè il locale non è molto grande e non si conoscono ancora le direttive in merito al distanziamento.

“Mi auguro che non facciano delle restrizioni assolute per quanto riguarda gli ingressi perchè sarebbe molto penalizzante per chi ha dei locali piccoli come il nostro o comunque misurati: si rischia di stare aperti e lavorare pochissimo. Abbiamo letto una proposta di Confartigianato Pescara per i saloni dei parrucchieri: un cliente per addetto e già sarebbe una buona soluzione significherebbe lavorare 4 per volta mantenendo bene le distanze”.

“Siamo tranquilli sulla questione igienica,  già prima avevamo asciugamani e mantelline monouso e per gli attrezzi li sterilizziamo di volta in volta con i raggi Uv. Un altro problema da affrontare adesso sono i pagamenti: speriamo che il governo centrale decida di annullare le imposte per chi come noi non ha potuto lavorare in questo periodo”.

Braccia troppo corte per mantenere le distanze: il post Coronavirus di Alessandro Conversi

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Il Coronavirus ha fermato il lavoro ma non la carica di ottimismo di Alessandro Conversi, l’acconciatore con il baffetto più cool d’Abruzzo, titolare del negozio I parrucchieri Accademy che adesso, da casa sua, intrattiene quasi quotidianamente le sue clienti con dei brevi tutorial ironici sui social con i quali spiega come applicare il colore o pettinare le chiome ricce.

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“La forza della resilienza”lo scrive anche sul suo stato Whatsapp Alessandro che non vede l’ora di riaprire e lasciarsi il Coronavirus alle spalle.

“6 dipendenti a casa e tutti i colleghi aquilani sulla stessa barca – spiega Alessandro – il momento è difficile ma non dobbiamo perdere l’ottimismo. Per noi è dura anche sotto l’aspetto sociale: viviamo a contatto con la gente e questo isolamento è una grande sofferenza a prescindere dalla perdita economica”.

Anche Alessandro ha voluto sottolineare come questa chiusura sia arrivata in un momento fondamentale per i parrucchieri.

“La primavera è un periodo di rinascita anche per i capelli – chiarisce – la moda in questo periodo dell’anno cambia e acquista una luce nuova che si riflette anche sull’hair styling. Si va dal aprrucchierei piu volentieri, ci sono le cerimonie e c’è voglia di cambiare”.

Alessandro ha sia il salone che l’accademia, con quest’ultima sta continuando un po’ di didattica online.

 

Come farà Alessandro quando potrà riaprire dopo l’emergenza Coronavirus

“Già ci eravamo organizzati prima della pandemia perchè avendo quasi 300 mq di spazio e siamo quindi organizzati per avere le giuste distanze. Certo, le tempistiche per il servizio si allungheranno. Lavorare con la mascherina non è facile ma soprattutto parliamo un momento delle distanze: mi sono voluto misurare le braccia e sono lunghe 77 cm, a queste non posso fare delle aggiunte”, scherza.

“Comunque, ancora non ci sono direttive ufficiali, aspettiamo, vediamo quali saranno e da lì ci organizzaremo concretamente sul da farsi”, conclude.

Ottimismo e voglia di ripartire: Andrea Cossu e Agnese Caruso

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Le forbici e il phon scalpitano per essere usati nel salone di Agnese Caruso e Andrea Cossu, coppia nel lavoro e nella vita presenti in città con il salone AC parrucchieri che si trova sulla ss 17.

“Sarà come ripartire da zero dopo quasi 2 mesi di chiusura ma noi siamo pronti! Siamo rimasti vicino ai nostri clienti con un messaggio o due chiacchiere sui social e non abbiamo trascurato la formazione online. Siamo già sono attrezzati con tutti i dispositivi di protezione”.

“Per quanto riguarda le distanze? Bella domanda… Le braccia sono quelle sono, io le ho ancora più corte di Alessandro – scherza –
Lavoreremo per appuntamento, facendo entrare un paio di persone la volta in modo che verranno assistite da me e da Agnese senza creare affollamenti”.

“Noi siamo pronti per tornare a coccolarvi e vi saremo accanto in un ambiente sicuro durante questo percorso verso la normalità”, concludono Andrea e Agnese.

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