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Cantieri L’Aquila, la rivoluzione della Fase 2: non basterà una mascherina

Cantieri chiusi, ma è già work in progress per la ripartenza. "Alcune lavorazioni dovranno cambiare modalità operative. Si potrà fare ricorso alle turnazioni". L'intervista al Presidente Ance Adolfo Cicchetti.

Cantieri, work in progress anche da fermi. Si lavora per ripartire in sicurezza e per cercare di limitare i danni. Uno stop che ha frenato anche il più grande cantiere della ricostruzione, quello dell’Aquila.

Per fare il punto sulle ripercussioni del blocco dei cantieri a L’Aquila abbiamo ascoltato il Presidente dell’Ance provinciale, Adolfo Cicchetti.

Cantieri chiusi, almeno fino al 3 maggio. Quanto sta pesando questo stop ‘forzato’ in una città che porta avanti, da anni, il processo di ricostruzione?

“Lo stop pesa materialmente sui bilanci delle imprese, costrette a rimodulare tutte le programmazioni di cantiere, e pesa ancor più sui bilanci delle famiglie dei lavoratori dei cantieri, costretti a stare a casa proprio nella stagione a maggiore intensità lavorativa. Senza contare l’ennesima dilatazione dei tempi che costringe a procrastinare la fine di una ricostruzione andata avanti, in questi undici anni, per continui ed estenuanti stop and go. Fortunatamente gli uffici della ricostruzione continuano a processare pratiche in smart working, riuscendo ad adattare i sistemi con molta prontezza. Questo ci fa ben sperare in una ripresa massiccia dei cantieri allorquando si creeranno le condizioni di poterlo fare in sicurezza per le maestranze”.

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Cantieri, pronti alla Fase 2

Una sicurezza che passerà, inevitabilmente, per tutte quelle nuove misure che ogni singolo cantiere dovrà adottare. La Fase 2, tra le altre cose, vedrà gli obblighi di misurazione della temperatura ai lavoratori, dei Dispositivi di Protezione Individuale, senza dimenticare la distanza interpersonale da garantire tra gli operai. Le imprese dovranno farsi trovare pronte agli innumerevoli cambiamenti in vista, già annunciati.

Novità che necessiteranno di linee guida in un contesto, quale quello della ricostruzione aquilana, che si ritrova, suo malgrado, dinanzi ad una nuova stasi.

Queste ulteriori misure comporteranno nuove e inevitabili spese per le imprese. Quali saranno le difficoltà maggiori da affrontare?

“La maggiorazione dei costi di sicurezza per Covid 19 ci viene riconosciuta dalle nuove norme governative ed è un obbligo imprescindibile per il bene e la salute di tutti. Si sta anche procedendo all’adeguamento del prezzario regionale, con nuove voci che non facevano parte, fino ad oggi, dell’equipaggiamento da cantiere, come gel e mascherine“, spiega Cicchetti. “Dovremo ingegnarci per riuscire a garantire l’incolumità nei cantieri e le sanificazioni continue e questo logisticamente non sarà facile. Gruppi di lavoro a livello nazionale e locale si stanno occupando proprio di questi aspetti, per favorire una ripresa immediata ma anche serena per gli operatori e le loro famiglie”.

A livello pratico come cambieranno le attività lavorative?

“Non sempre basterà una mascherina. Alcune lavorazioni dovranno cambiare modalità operative. Si potrà fare ricorso, ad esempio, alle turnazioni di lavoro per evitare compresenze nelle stesse aree. Tutto questo avrà sicuri riverberi non solo sui costi ma anche sui tempi di riconsegna. È una situazione del tutto nuova che stiamo esplorando insieme alle autorità sanitarie e alle istituzioni. Anche le procedure burocratiche di riconoscimento del buono contributo, ad esempio, dovranno cambiare. Si dovrà trovare il modo di ricomprendere i maggiori costi per la sicurezza nelle erogazioni alle imprese“. 

Cantieri, uno sguardo al futuro: “Meno burocrazia, più tecnologia”

Si parla, a carattere nazionale, di un prevedibile calo degli investimenti nel campo delle costruzioni, nell’arco del 2020. Per il cratere e per L’Aquila in particolare, ovviamente, il discorso è a sé. Che scenario è possibile immaginare, anche in base alle misure messe in campo dal Governo?

“Le misure del Governo per ora tamponano le situazioni più urgenti di chi è a rischio sopravvivenza. Ovviamente, dovendo coprire un ventaglio enorme di esigenze simultanee non ci aspettiamo che siano esaustive. Sarà importante però il lavoro successivo di pianificazione della ripresa economica. Quello che si dovrà delineare in seguito è un vero e proprio piano Marshal, come è stato chiamato, per la ripresa del Paese. Ripresa che non potrà prescindere da una energica scossa al comparto edilizio che ne traina molti altri. Alcune misure sarebbero a costo zero e potrebbero essere immediate, come lo sblocco dei pagamenti alle imprese, che oggi a livello nazionale hanno raggiunto un ammontare di 6 miliardi, già in dotazione degli enti appaltanti e fermi per una kafkiana burocrazia. Tutta liquidità che manca da anni nelle casse delle imprese e che potrebbe essere destinata all’innovazione tecnologica, per esempio”.

Dietro l’angolo, del resto, quella burocrazia che potrebbe, ancora una volta, complicare i piani per una ripartenza puntuale, che scatti allo scoccare della Fase 2. Il Presidente dell’Ance L’Aquila Adolfo Cicchetti sottolinea alla redazione del Capoluogo:

Le tecnologie dovrebbero colonizzare anche il settore della pubblica amministrazione per dare impulso alle procedure telematiche sulle gare che riducono i tempi e la trasparenza. Il Covid su questo ha accelerato il processo di riconversione e abbiamo esempi molto positivi già applicati che andrebbero solo allargati al maggior numero di processi e di settori.
La semplificazione delle norme, a parità di garanzia dei controlli, è da sempre il must delle rivendicazioni della nostra categoria, ma ora è arrivato il momento di metterla in pratica per non soffocare per sempre la ripresa. Una semplificazione che dovrebbe riguardare in particolar modo la ricostruzione pubblica che, lo diciamo da tempo, andrebbe inserita nella lista delle opere prioritarie della Ministra De Micheli. Una lista di opere strategiche per la ripresa che beneficerebbe di maggiore snellezza decisionale e burocratica. Per le nostre zone interne e per l’intera regione, non c’è niente di più strategico della rinascita del capoluogo e della sua capacità di competere nel panorama nazionale. Altrimenti si resta indietro tutti“.

 

“La nostra ricostruzione pubblica, lo ricordiamo, ha già disponibilità di fondi. Ci mancano solo delle regole più funzionali.
Sisma ed ecobonus possono essere l’esempio di ottimi strumenti per dare slancio a una edilizia moderna e green con benefici tangibili per tutta la popolazione, oltre che per l’economia. La strada è tracciata – conclude il presidente Cicchetti – ed è quella del buon senso. Siamo fiduciosi perché questi obiettivi coincidono con gli interessi diffusi delle comunità e del sistema economico italiano. Non applicarli adesso significherebbe deprimere definitivamente il nostro settore con gravissime ripercussioni per tutti”.