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Gli utilizzi terapeutici del CBD - Il Capoluogo
Salute

Gli utilizzi terapeutici del CBD

CBD, una sigla dietro alla quale si cela una serie sempre più significativa di benefici per il corpo e la mente. Ma anche una sostanza che, grazie all’impegno della comunità scientifica, sta trovando largo impiego terapeutico.

CBD, una sigla dietro alla quale si cela una serie sempre più significativa di benefici per il corpo e la mente. Ma anche una sostanza che, grazie all’impegno della comunità scientifica, sta trovando largo impiego terapeutico.

Tecnicamente il CBD è un cannabinoide che si trova nella canapa. Non è psicoattivo, ossia è assolutamente privo di effetti collaterali, ed è capace di riportare equilibrio e benessere psicofisico grazie alle sue innumerevoli proprietà. Se queste prime righe ti hanno già incuriosito e vuoi già provare le proprietà antistress del CBD, sappi che su Justbob puoi acquistare la migliore canapa light.

Se invece vuoi conoscere tutti i modi in cui il CBD ti può aiutare, ti basterà continuare la lettura di questo articolo.

Cos’è il Cannabidiolo

Come ci siamo detti, il Cannabidiolo è uno dei 104 cannabinoidi presenti nella canapa. A differenza di altri cannabinoidi, come ad esempio il THC (Tetraidrocannabinolo), non provoca sballo, euforia né alterazioni della percezione, per cui anche a livello legale lo si considera privo di quell’effetto stupefacente che invece la marijuana illegale ha, proprio perché ricca di THC. È anche vero che il THC, oltre a modificare le percezioni sensoriali in modo significativo, può in alcuni casi accentuare problemi d’ansia preesistenti e, in ultima analisi, favorire situazioni decisamente spiacevoli. Non sono rari i casi sventurati di chi, cercando di rilassarsi o trascorrere una serata diversa dal solito, si è trovato alle prese con un attacco di panico: e questo, peraltro, è solo una degli esempi possibili.

Il CBD invece è molto più mite di alcuni suoi “colleghi”. Grazie alla sua capacità di interagire con i recettori della serotonina e della dopamina, può regolare il buonumore, ridurre l’impatto di emozioni spiacevoli, rallentare un cuore che batte all’impazzata e, in linea generale, dimostrarsi più che efficace contro agitazione, nervosismo, stati d’ansia generalizzata e attacchi di panico.

Non a caso, proprio per questa sua capacità di rilassarci in modo naturale, priva di controindicazioni ed effetti spiacevoli, è diventato un prodotto che fa tendenza in Italia, e non solo tra i più giovani. Tanto vero che sempre più persone, di quasi tutte le fasce d’età, si rivolgono ai negozi specializzati o ai portali che vendono canapa light, accessori e prodotti derivati, come olio di CBD o creme per mani e corpo.

Come usare l’olio di CBD a fini terapeutici

Tra tutti i prodotti a base di Cannabidiolo, l’olio di CBD è uno dei più ricercati dai consumatori. Questo lo si deve essenzialmente alla facilità di utilizzo del prodotto: poche gocce sotto la lingua o applicate sulla parte dolorante e il gioco è fatto. L’effetto benefico è assicurato, e non è necessario preparare le classiche tisane alla canapa. Queste ultime, infatti, non sono proprio adatte a tutte le stagioni dell’anno – probabilmente in agosto, con 30 gradi all’ombra, l’ultima cosa di cui vi viene voglia è una tisana bollente – e in più, se non si rispettano alcuni accorgimenti, si rischia di scaldare troppo e far letteralmente evaporare principio attivo e, con esso, gli effetti benefici del CBD.

Molto meglio l’olio di CBD, sempre più nei pensieri e nelle intenzioni di consumo di chi è stressato e vuole relax, ma anche di quegli sportivi che devono aver a che fare con fastidiose infiammazioni da usura delle articolazioni, o da post-allenamento. Spesso, infatti, l’olio di CBD prende il posto di pomate antinfiammatorie e altri farmaci nel trattamento di piccoli o grandi infortuni, concedendo così a sportivi e appassionati di fitness di tornare ad allenarsi il prima possibile, senza inutili attese e, soprattutto, senza assumere farmaci. Una scelta, quest’ultima, che magari a non tutti può andare a genio.

Ma i prodotti a base di CBD possono essere utilizzati anche a supporto di terapie complesse. I primi studi sul rapporto tra cannabinoidi e gestione dell’ansia risalgono addirittura agli anni ’70, quando parte della comunità scientifica ha iniziato a lavorare sull’ipotesi- in seguito confermata – che il CBD potesse avere effetti positivi nel combattere i sintomi dell’ansia sociale. Detto in altre parole, tutte quelle situazioni – come ad esempio lo è il parlare in pubblico, o trovarsi in mezzo a molte persone sconosciute – in cui determinate persone iniziano a provare un forte senso di disagio, che può portarle a reagire secondo modelli di panico denominati “accatta o fuggi”, o persino bloccarle del tutto.

Le analisi compiute da alcuni scienziati hanno dimostrato che dosi moderate di CBD possono alleviare sintomi e sensazioni spiacevoli e, in più di un caso, aiutare persino chi soffre da anni di Disturbo d’ansia generalizzata o panico. Ma c’è anche chi si è spinto oltre, ipotizzando effetti benefici che aiutano a combattere situazioni ancora più gravi, come la depressione clinica, la schizofrenia o altri disordini psicologici ed emotivi.

Molti tra i medici coinvolti nella sperimentazione di prodotti e farmaci a base di CBD affermano che se un giorno tutte le previsioni fossero confermate, ci troveremmo di fronte a una vera e propria rivoluzione nel campo della medicina. Nel frattempo, sebbene la prudenza sia d’obbligo, non manca chi sta portando avanti studi di frontiera sull’utilizzo del CBD nella cura dell’autismo infantile o di alcune forme tumorali.

Ma come può una semplice molecola essere efficace contro uno spettro così ampio di malattie? Molti scienziati credono che la risposta sia in realtà piuttosto semplice: infiammazioni e stress ossidativo, per esempio, si trovano in molte malattie diverse, dalla schizofrenia ai disordini del metabolismo, passando per le malattie cardiovascolari. È molto probabile che il potere terapeutico del CBD risieda nella sua straordinaria capacità di agire sul sistema endocannabinoide del corpo umano, intervenendo pertanto su pochi processi che tuttavia giocano un ruolo fondamentale nell’insorgenza di molte malattie.

Ip

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