A24 A25, un Commissario per il nuovo Piano Economico e Finanziario

C'è una data per il futuro di A24 e A25. Entro il 31 ottobre si dovrà approvare il Piano Economico e Finanziario: Strada dei Parchi nomina un Commissario.

C’è una data per il futuro di A24 e A25. Entro il 31 ottobre si dovrà approvare il nuovo Piano Economico e Finanziario: Strada dei Parchi nomina un Commissario.

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso contro il Ministero per le Infrastrutture e Trasporti presentato da Strada dei Parchi Spa, concessionaria delle autostrade laziali e abruzzesi A24 e A25, finalizzato alla “richiesta di ottemperanza” di quanto stabilito dagli stessi giudici amministrativi nella sentenza del 17 luglio scorso, con la quale si obbligava il Mit ad approvare entro il 31 ottobre il nuovo piano economico finanziario (Pef).

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I giudici amministrativi ai quali Sdp si era rivolta nel dicembre scorso in seguito al mancato rispetto della sentenza, hanno nominato un commissario ad acta nella persona del capo Dipartimento per il Coordinamento amministrativo (Dica) presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, Maria Barillà, che ha – si legge nella sentenza – facoltà di sub delega.

L’alto dirigente del Ministero è chiamato a dare attuazione al Pef che prevede la messa in sicurezza strutturale antisismica delle due autostrade con un intervento sull’attuale tracciato: si tratta di un mega progetto previsto nelle legge di stabilità 2012, nella quale le due arterie in seguito al terremoto dell’Aquila del 2009, vengono considerate strategiche in caso di calamità naturali.

L’attuale versione del Pef prevede un maxi investimento di circa 3,1 miliardi di euro, di cui 2 coperti dallo Stato e la restante parte da Sdp, e la calmierazione delle tariffe, il cui aumento dopo le polemiche nei territori, è congelato. Il Pef, ai tempi del ministro pentastellato Danilo Toninelli, è stato oggetto di presa d’atto da parte del Cipe il primo agosto e poi inviato in Europa per il passaggio definitivo.

Nei mesi scorsi, con la testa del Mit passata a Paola De Micheli (Pd), è emerso che la commissione europea non lo ha esaminato rimandandolo indietro a causa del mancato invio da parte del Mit, dei chiarimenti richiesti in sede comunitaria. Il Pef era stato approvato il 31 luglio scorso anche dall’Autorità di regolazione dei Trasporti. 

“Si avvia a conclusione un iter che ha mostrato tutta l’incapacità del governo a gestire la problematica della messa in sicurezza della A/24 e A/25 in un’area a grave rischio sismico” commenta  il Sottosegretario alla presidenza della Regione Abruzzo, Umberto D’Annuntiis. “Un iter che ha visto il CIPE, in data 01/08/2019, prendere atto dell’istruttoria predisposta dal MIT in merito all’ipotesi di nuovo Piano Economico Finanziario (PEF) del valore di 3,1 miliardi di euro e della necessità di avviare un piano di convalida di 720 milioni di euro per i lavori più urgenti. Nel mese di ottobre – prosegue D’Annuntiis – il Governo Italiano ha trasmesso ai competenti uffici della Commissione Europea tali decisioni del CIPE, sulle Autostrade A/24 e A/25, e la Commissione Europea ha richiesto, per ben due volte, di chiarire la posizione dell’Italia riguardo alcuni elementi del PEF al fine di poter esprimere il proprio parere. Il Governo Italiano non ha mai risposto e quindi la Commissione Europea, il 22/01/2020, ha comunicato di aver chiuso la procedura amministrativa senza potersi esprimere ribadendo, però, la disponibilità a farlo appena il Governo Italiano lo ritenesse necessario. Già nel giugno del 2019 – ha concluso D’Annuntiis – c’era stata una pronuncia del Consiglio di Stato che aveva stabilito l’obbligo per il MIT di giungere all’approvazione del PEF entro il mese di ottobre 2019, cosa non accaduta e che ha comportato notevoli ritardi nell’esecuzione dei lavori di messa in sicurezza delle nostre due autostrade. Ancora una volta, come in altre situazioni, i contrasti tra le due forze che governano il nostro Paese hanno bloccato le azioni necessarie affinché le nostre autostrade possano essere più sicure e moderne e che ci hanno visto impotenti davanti a chiusure di tratti e restringimenti di corsie. Auspichiamo che a questo punto la procedura si velocizzi e vengano assunte le necessarie determinazioni al fine di recuperare il tempo perso”