Pasqua in Alto Aterno tra senso di rispetto e solidarietà

Una Pasqua anomala anche in Alto Aterno. Il reportage "telefonico" di Nando Giammarini

Ogni epoca ha le proprie sfide e la nostra è quella di mostrare che l ‘Alta Valle dell’Aterno – nonostante i terremoti che si sono susseguiti negli anni , ultimo quello della vicina Amatrice e la tremenda pandemia da coronavirus, una delle crisi peggiori dopo la seconda guerra mondiale,che fortunatamente non ci ha toccati da vicino – è ancora viva e combattiva.

Riappropriandoci della nostra vita sociale, storia ed identità che questo nemico invisibile, forte e sconosciuto tende a ridimensionare. A fronte di questa terribile emergenza sanitaria di portata mondiale la gente, le associazioni e i tanti Comuni di cui è costellato lo stivale si stanno organizzando con iniziative grandi e piccole per aiutare i più deboli e dare risposte nuove, creative e solidali in codesta situazione di disagio che coinvolge tutti.

A partire dai più deboli: gli anziani ed i diversamente abili.

La crisi derivante dal Croronovirus responsabile di una malattia che colpisce le vie respiratorie ha messo in evidenza numerosi aspetti che bisogna analizzare dettagliatamente, onde evitare il costante propagarsi sebbene con misure restrittive assai pesanti ma indispensabili.

Tante sono state le pandemie verificatesi nello scorso millennio, dalla peste alla spagnola che decimarono la popolazione.

Per sapere qual’ è la situazione nella mia terra d’origine, Montereale in Alta Valle dell’Aterno, mi sono fatto un “ giro telefonico” tra i miei amici che vivono e lavorano in loco. Da Cabbia mi dicono che nonostante le belle giornate non c’è nessuno e quei pochi residenti rimangono in casa, analoga situazione si registra a Cesaproba una delle Frazioni più popolose del Comune. A Montereale, che già aveva conosciuto situazioni di spopolamento, il paese è spettrale. Si muovono solo pochissime persone per motivi di lavoro e necessità. Inutile parlare delle Frazioni più in alto, Verrico Castiglione e Santa Vittoria ove ci sono una manciata di famiglie famiglie e tutte giustamente, come amo dire, agli arresti domiciliari senza processo.

E’ vero che siamo un’isola felice, per quanto concerne questo problema, poiché non c’è stato nessun caso ma la prevenzione ed il rispetto delle regole sono d’obbligo. Sebbene questi territori subiscono un inesorabile processo di spopolamento da anni. Molte delle persone rimaste si dedicano all’agricoltura, allevano animali e sono dediti all’attività boschiva. La densità abitativa nettamente più bassa rispetto alle aree urbane diminuisce le possibilità di contagio. II vero problema della trasmissione della pandemia potrebbe essere rappresentato dai pendolari che si spostano quotidianamente per lavoro.

Stessa situazione a Capitignano dove neanche l’ultima scossa tellurica di 3.5 non ha fatto uscire in strada gli abitanti del piccolo centro. A Campotosto, uno dei posti belli del circondario con il suo lago artificiale a quota 1400 mt, non è stato necessario riattivare il centro operativo comunale (COC), perché negli ultimi tre anni è sempre stato attivo. Unico luogo di socializzazione, come in tutte le Comunità delle aree interne appenniniche,era il bar ora chiuso in applicazione dei vari decreti governativi.

Eppure in queste località di montagna,fortemente disagiate, vive un forte senso di solidarietà e coesione sociale che porta a considerare il vicino di casa, il paesano come tuo fratello. Tante sono state le azioni solidali al servizio della popolazione. A Montereale e Cagnano Amiterno si è attivato in collaborazione con il Comune e le organizzazioni del volontariato il servizio “Pronto Medicina e Pronto Spesa” rivolto agli anziani e comunque alle persone in difficoltà. Successivamente l’Associazione Pubblica Assistenza di Montereale ha consegnato gratuitamente ai cittadini residenti di Montereale e Capitignano le mascherine di protezione grandi e piccole.

Il Sindaco di Capitignano, Maurizio Pelosi, ha acquistato, con la sua indennità di funzione, senza gravare sul bilancio comunale, le uova di Pasqua per i bambini e le mascherine ffp1 che a giorni verranno consegnate alla popolazione. In questi tempi bui di Coronoravirus la Fast Elettroimpianti di Cesaproba di Montereale – profondamente legata al territorio, nell’intento di mantenere in auge le tradizioni ed invitare tutti al rispetto delle regole rimanendo in casa – ha istallato degli apparati tecnologici per trasmettere la messa di Pasqua. L’importante funzione religiosa sarà celebrata a Cesaproba nella chiesetta delle Anime Sante dal parroco del paese e delle altre due frazioni Marana e Cabbia, Don Fernando Maya Benjumea domenica 12 aprile, giorno di Pasqua alle ore 11.00. Essa potrà essere seguita dai fedeli collegandosi via web.

Doveroso ricordare che Pasqua e lunedì dell’Angelo non cambiano il regime di misure cui siamo tutti sottoposti per contenere la diffusione del Covid 19. Sugli spostamenti valgono le regole in vigore fin qui: nessuna uscita di casa se non giustificati da urgenza, necessità, salute, lavoro all’interno e all’esterno del Comune in cui ci si trova. Questo significa che rimane vietato, salvo le giustificazioni di cui sopra,raggiungere le seconde case o case di vacanza. Tutti a casa per senso di responsabilità e per legge Un grazie di cuore ed i migliori auguri di buona Pasqua e Pasquetta a quanti, dal personale sanitario, alle forze dell’ordine ai tanti volontari di soccorso e protezione civile sono in prima linea.

Un caro saluto di vero cuore alla mia amica moglie di un infermiere che presta la sua attività in un nosocomio della capitale che in un recente colloquio mi disse:” Le poche volte che riesco a incrociare mio marito, poiché fanno turni massacranti, nei suoi occhi vedo il terrore.