Coronavirus, la lezione del basket de na ote: la passione unisce anche se distanti

Dall'idea di Mauro Silorini, la foto che ha fatto il giro del web quale simbolo di reazione alle restrizioni del Coronavirus. Diciotto volti e altrettante braccia tese verso il mondo, perché non c'è distanza nell'amicizia.

Dall’idea di Mauro Silorini, la foto che ha fatto il giro del web, simbolo di reazione alle restrizioni del Coronavirus. Si può essere vicini nella distanza, specie se si condivide una passione.

Olio su tela ai tempi del digitale. Il tutto con spirito comunicativo per dare un volto alla lontananza di questi giorni e un segnale di forza che arriva dal mondo dello sport. La foto-mosaico che ci ha strappato un sorriso di approvazione arriva dal basket dei veterani. Un nome, un programma. Basket “de’ na’ ote” L’Aquila. Loro che, qualche anno fa, hanno consumato le suole sui campi di gioco e rappresentato i migliori valori agonistici di questo sport, uniti nuovamente dalla passione per la palla arancione e dal piacere di ritrovarsi in palestra, lì dove il mondo degli adulti resta fuori e si dà libero sfogo al divertimento sano. Un’iniziativa piccola e grande allo stesso tempo, che cavalca l’onda dell’isolamento e combatte la malinconia del distacco.

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Mauro Silorini, ex giocatore, divenuto poi arbitro di basket, ha avuto l’idea della grande fotografia della speranza, come dice lui, una prova tangibile di una amicizia che non conosce distanze. «Questi giorni non sono facili, ho provato a pensare a qualcosa che desse voce all’amicizia che ci lega. Non ci può essere distanza se siamo vicini nelle intenzioni. Volevo far capire questo, che la nostra unione è più forte di tutto il resto».

Il collage raccoglie i sorrisi fiduciosi dei ragazzi old style del basket aquilano. Amatori dediti alla pallacanestro che una volta a settimana si ritrovano a divertirsi sul parquet.

L’Aquila “de’ na’ ote” non partecipa a campionati amatoriali. I canestri del giovedì sono l’unico momento di ritrovo per questi ragazzi, salvo poi lasciare il campo di gioco per il più classico dei terzi tempi. Tutto a regola d’arte.
«A differenza di quanto si possa credere non è stato facile venire a capo di questa idea. O meglio, avevo chiaro in testa cosa volevo fare, la parte complicata è stata metterlo in pratica. Ho detto agli altri che avevo bisogno di una foto in cui indossassero la nostra divisa e avessero il braccio teso ad indicare vicinanza. Immaginate cosa possa esserci voluto! Alla fine, dopo un po’ di sana pressione, questo il risultato.»

Basket L'Aquila "de' na' ote"

Ne è valsa decisamente la pena. Diciotto facce sorridenti e imbarazzate, diciotto divise blu simbolo di unione di squadra, messaggio mai tanto appropriato. Gli hashtag sono quelli entrati nella nostra quotidianità. Sullo sfondo lo stemma della squadra, due gambe pronte a correre e saltare, fiere di indossare i colori storici della città.

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