Coronavirus e commercio ambulante, aspettando maggio

Emergenza Coronavirus, la crisi colpisce i commercianti ambulanti. Capretti: "Pronti a ripartire, ma in sicurezza".

L’AQUILA – Gli operatori del commercio ambulante pronti a ripartire nella fase 2 dell’emergenza Coronavirus, ma difficilmente si potrà prima di maggio.

Tra l’azzeramento degli incassi e i famosi 600 euro una tantum, che però tardano a concretizzarsi in “liquidità”, l’emergenza Coronavirus sta mettendo a dura prova i commercianti ambulanti, che ormai sono costretti ad attingere ai risparmi per fronteggiare le spese quotidiane. Per questo si aspetta con impazienza la scadenza dell’ultimo decreto prevista dopo le festività pasquali, ma è ormai chiaro che la maggior parte delle misure prese saranno prorogate fino al ponte del primo maggio. Su quell’orizzonte temporale, le associazioni di categoria contano di avere qualche spiraglio di luce in più per poter ripartire, in sicurezza.

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“Al momento al mercato in piazza d’Armi – spiega a IlCapoluogo.it Alberto Capretti, presidente Fiva Confcommercio – ci sono solo pochi banchi, quelli di generi alimentari che possono svolgere attività di vendita, e speriamo di poter presto implementare i servizi. Quello di piazza d’Armi sarà uno dei primi a ripartire, visto che è ampio e all’aria aperta, condizioni che permettono un’organizzazione tale da poter ripartire con piani di sicurezza adeguati, quando gli esperti diranno che è possibile e le istituzioni decideranno a riguardo. D’altra parte non possiamo sprecare i sacrifici di queste settimane”.

Intanto però i problemi non mancano: “Molte microaziende aquilane sono in difficoltà, perché vivevano con i guadagni del mercato e adesso, dopo un mese e mezzo, soprattutto chi è monoreddito deve far fronte alle spese quotidiane con i pochi risparmi. D’altra parte i 600 euro previsti dal Governo, oltre a non essere molti, non sono ancora arrivati. I soldi stanno finendo e bisogna ripartire, ma in sicurezza. Noi siamo pronti e ne abbiamo bisogno, come i cittadini a cui offriamo il nostro servizio”.

(foto di repertorio)
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