Coronavirus Avezzano, consegnati in tempi record i buoni spesa

Novità importanti dal comune avezzanese nel pieno dell'emergenza Coronavirus. Consegna buoni spesa in tempi record e riapertura del mercato alimentare.

La città di Avezzano ultima la consegna dei buoni spesa alla vigilia della Santa Pasqua.

Coronavirus, l’amministrazione avezzanese solerte nell’adempiere alla distribuzione.

Le amministrazioni comunali si stingono alla cittadinanza nella fase centrale dell’emergenza Coronavirus. La priorità, nella settimana che precede la Pasqua, è stata la consegna dei buoni pasto ai cittadini che hanno correttamente presentato richiesta, al fine di consentire le provvigioni prima delle festività, mantenendo una parvenza di normalità. La città di Avezzano, tra le più virtuose ad aver adempiuto all’accertamento delle richieste e alla spartizione della sovvenzione governativa, terminerà domani la distribuzione.

Buoni Spesa Fila Comune Avezzano

Tre giornate, a cominciare da ieri, per smaltire le quasi mille unità. 990, in particolare le domande inoltrate, di cui 812 accolte e la parte restante al vaglio degli uffici per via di incongruenze nei dati dichiarati. 141 le difformità anagrafiche, 12 le richieste risultate incomplete e 15 le domande lasciate in sospeso per insufficienza di documentazione. Porte del comune aperte sia nel corso della mattinata che nel pomeriggio, al fine di consentire il termine della consegna dei buoni pasto nell’arco delle tre giornate programmate. Cittadini in fila muniti dei dispositivi di protezione individuale e nel rispetto delle distanze, garantite dallo stesso personale municipale, vigile ed attento al mantenimento delle misure precauzionali. Il capoluogo marsicano fa dunque da motore nella grande macchina degli aiuti.

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«Voglio rivolgere all’intera cittadinanza gli auguri di una serena Pasqua, nonostante tutto. – Ha dichiarato il Commissario Mauro Passerotti – Lasciatemi ringraziare gli uffici comunali e il personale addetto, il quale, adoperandosi anche al di fuori dell’orario di lavoro, ha fatto sì che i buoni pasto fossero distribuiti prima della domenica pasquale. Considerando la situazione e le difficoltà oggettive, nonché la mole di domande pervenute, non era affatto scontato riuscire a lavorare con tale solerzia».

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