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Coronavirus, SOS per lo sport abruzzese

L'allarme lanciato nel pieno dell'emergenza Coronavirus dal PSI attraverso la voce del presidente, Giovanni Padovani, per salvaguardare lo sport dilettantistico abruzzese. Attività interrotte e costi da sostenere, servono misure urgenti.

L’allarme lanciato nel pieno dell’emergenza Coronavirus dal PSI attraverso la voce del presidente, Gianni Padovani, per salvaguardare lo sport dilettantistico abruzzese. Attività interrotte e costi da sostenere, servono misure di contenimento.

Stiamo vivendo un periodo molto particolare, tra timori di questa nuova malattia e riduzione delle libertà. La maggior parte delle persone è bloccata in casa e in pensiero per le possibili difficoltà economiche future. Tra queste persone ci sono i dirigenti delle migliaia Associazioni /Società Sportive Dilettantistiche abruzzesi che, già prima di questa pandemia, operavano con bilanci molto ridotti. Oggi, a causa dell’emergenza Coronavirus, sono in grave affanno e si trovano in una difficile situazione economica poiché devono continuare ad affrontare i costi fissi di gestione, come gli affitti dei locali, le bollette di luce gas e telefonia e le rette per corsi ed eventi sospesi da rimborsare etc., mentre non possono più fruire delle entrate necessarie per il raggiungimento dell’equilibrio finanziario e dello scopo sociale.
Mi fa piacere che la Regione Abruzzo, tra le Misure straordinarie ed urgenti per l’economia e l’occupazione connesse all’emergenza da COVID-19, ha previsto delle risorse anche per il mondo dello Sport. Ma come sa bene l’Assessore allo Sport della Regione Abruzzo, l’amico Guido Liris, non sono sufficienti. Le misure dovrebbero travalicare il periodo di chiusura totale delle attività per permettere a Asd/Ssd di sopravvivere alla primavera e giungere a settembre ancora in vita.

Coronavirus, la sospensione degli affitti sui locali privati

Il cura Italia, come il “cura Abruzzo”, non prevede la sospensione degli affitti e, qualora fosse concessa per il periodo di blocco delle attività, rischierebbe di essere solamente un aiuto marginale. Molte delle società sportive lavorano con le scuole e non hanno attività in estate: traghettare fino a settembre con tasse e affitti da pagare senza aver incassato per tutta la primavera, sarà difficile per molti. Occorrono misure urgenti come la sospensione dei canoni di concessione dovuti alle amministrazioni comunali, la possibilità di sospendere o stralciare le varie imposte e tasse locali, la costituzione in favore delle ASD/SSD di un Fondo di Garanzia per consentire il finanziamento dell’attività di riapertura e disporre di liquidità a breve temine per i servizi indispensabili.
Le Società e le Associazioni Sportive Dilettantistiche sono sempre state, a livello economico, l’anello debole dello Sport e il Coronavirus rischia di farle “morire”. E’ fondamentale iniziare a pensare anche in Abruzzo ad un Piano strategico, un piano per far ripartire lo Sport abruzzese. Penso che sia indispensabile che le misure di compensazione, ripresa e supporto previste per le attività commerciali e produttive siano estese anche alle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche, anch’esse da considerarsi vere e proprie realtà economiche e sociali, attraverso una serie di provvedimenti urgenti a sostegno dello sport di base e dei gestori degli impianti sportivi di proprietà pubblica al fine di alleggerire l’impatto economico dovuto all’improvvisa chiusura delle attività e degli impianti stessi.
Il tempo rimane il nodo fondamentale. Non possiamo aspettare!
Oggi lo Sport, quello dei piccoli territori, è un fenomeno sociale ed economico di primaria importanza, in assoluto lo strumento migliore per educare, formare, favorire l’integrazione e la solidarietà, in grado di guardare con attenzione i più giovani e rivolgersi all’età matura.
Lo Sport sarà la molla per la ricostruzione dei sentimenti delle persone, per il rilancio del tessuto sociale e per la rinascita del nostro meraviglioso Abruzzo.
Lo Sport dovrà essere un collante sociale da cui ricominciare. Crediamoci!

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