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Emergenza Poesia, la pausa tra due suoni

E se anche la nostra vita fosse al momento “la pausa tra due suoni”, così come scriveva Rainer Maria Rilke? La rubrica di Alessandra Prospero

Emergenza Poesia, la pausa tra due suoni

La mia vita non è quest’ora in salita
dove in affanno mi vedi.
Sono un albero davanti al proprio sfondo,
una sola delle mie molte bocche,
quella che per prima tace.
Sono la pausa fra due suoni
che solo a fatica trovano l’accordo,
perché il suono morte è dominante –
Ma nel buio intervallo si incontrano
nella stessa vibrazione.
E il canto resta bello.

“La mia vita non è quest’ora in salita” , Rainer Maria Rilke

Mi piace pensare che anche la nostra vita sia al momento “la pausa tra due suoni”, così come scriveva Rainer Maria Rilke. Lo scrittore austriaco indugiava sulla propria interiorità, nella ferma convinzione che il valore delle esperienze fosse nel solo significato soggettivo. Solo un profondo dialogo con la propria interiorità poteva, secondo Rilke, essere la chiave per il futuro. Anche noi, con una profonda e veritiera conoscenza della nostra vita interiore, potremmo percepire quella vibrazione di cui parla il poeta e avere fiducia nel futuro. Rilke confidava nel valore intrinseco dell’uomo schiacciato dalla mercificazione, tema che rimane comunque molto attuale: se usciremo da questa emergenza mondiale sarà solo grazie alla nostra intrinseca umanità e alle nostre risorse interiori. Si vive in battere e in levare e i musicisti sanno bene che un movimento è al servizio dell’altro.

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