Coronavirus, il cuore grande degli aquilani

Coronavirus, due aquilani si conoscono e si aiutano a Milano al tempo della pandemia. La storia di Stefano e Matteo.

Coronavirus, due aquilani che si danno una mano a Milano durante l’emergenza.

Stefano Paponetti e Matteo D’innocenzo sono due ragazzi diventati amici durante l’emergenza Coronavirus. Matteo aveva bisogno di aiuto e Stefano, pur non conoscendolo, gli ha teso una mano.

É una bella storia, fatta di solidarietà, al tempo del Coronavirus.

Stefano Paponetti è titolare di un’agenzia immobiliare, Paponetti home che ha aperto da poco la sua sede a Milano. Come tutti, in questo periodo, a causa dell’emergenza Coronavirus si trova senza lavoro, lontano dalla famiglia e dagli affetti che sono all’Aquila.

Matteo è un ragazzo di 19 anni, partito dall’Aquila per Milano dove aveva trovato lavoro presso una gelateria che ha chiuso momentaneamente i battenti sempre a causa del Coronavirus e delle disposizioni emanate dal Governo.

Matteo stava in affitto in una stanza presa tramite il circuito Air b&b; senza lavoro, i soldi che scarseggiano, impossibilitato a tornare all’Aquila, non sapeva come fare, non volendo pesare sulla famiglia.

Nel giro di qualche giorno la soluzione.

Tramite Emanuela Lombardo, una ragazza aquilana che vive e lavora a Milano da anni come manager per una multinazionale, i due ragazzi sono stati messi in contatto.

Adesso Stefano sta ospitando Matteo presso lo studio della sua Paponetti home, un loft stile americano che momentaneamente è chiuso a causa del Coronavirus.

Mentre Stefano sta a casa sua, in compagnia del suo “bambino” Eros, un cucciolo beige di cocker spaniel.

“Non c’è stato bisogno nemmeno di pensarci – spiega Stefano Paponetti al Capoluogo – in Matteo ho rivisto il ragazzo che ero, pieno di sogni, di speranze, di voglia di spaccare il mondo. Il Coronavirus ci ha imposto di fermarci un attimo e per chi come me è in proprio sarà anche difficile rimettersi in carreggiata. Credo comunque che l’epidemia sia un’occasione importante per riscoprire il valore delle piccole cose, essere uniti nell’emergenza e aiutarsi quando possibile!”.

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Grato e commosso Matteo, che vede in questo gesto di altruismo al tempo del Coronavirus, “una proprietà delle potenze applicata all’atteggiamento anti-Covid19“.

“Spesso perdiamo la consapevolezza di essere tutti sotto lo stesso cielo. Le azioni di un singolo, positive o negative che siano, condizionano la realtà di una collettività più o meno estesa”, dice Matteo.

“L’azione di Stefano ha condizionato la mia vita in positivo, mi ha dato la possibilità di non interrompere un sogno”.

“Contemporaneamente ha condizionato la vita dei miei amici e familiari, che sarebbero stati pronti a sostenermi e che ora utilizzerano quei soldi per altro, condizionando a loro volta la vita di altre persone che si trovano in difficoltà a causa del Coronavirus. E così un gesto trascina con sé tutto un alone di positività. In maniera parallela però, dobbiamo anche pensare che le azioni negative avranno degli strascichi”.

“Le persone che si sono affollate in stazione pur di ripartire, hanno contribuito alla propagazione del Coronavirus, modificando in negativo le condizioni di salute di altri con cui sono entrati in contatto e che probabilmente hanno contribuito a loro volta alla propagazione e così via2.

“Tutto questo solamente per dirvi che con questa esperienza ho imparato che le azioni positive hanno ulteriori conseguenze positive e le azioni negative ne hanno di ulteriormente negative”.

“Siate solidali e cordiali con tutti ricordando che grazie al vostro gesto positivo ne saranno innescati molti altri. Ognuno nel proprio piccolo può fare molto e insieme torneremo a vivere, lasciandoci anche il Coronavirus alle spalle”, conclude Matteo.

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