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Coronavirus, madri separate: sole a gestire un’emergenza nell’emergenza

Madri separate in ginocchio, non possono lavorare e produrre reddito indispensabile per le esigenze dei loro figli. L'Appello disperato delle madri separate.

Madri separate ai tempi del coronavirus: sole, a gestire un’emergenza nell’emergenza. Il virus ci ha messo in ginocchio, non possiamo lavorare e produrre quel reddito indispensabile per poter far fronte alle esigenze dei nostri figli. Il Governo ci aiuti!

La Dottoressa Michele das Neves, responsabile Regione Abruzzo del Movimento Contro Ogni Violenza sulle Donne, si unisce all’appello lanciato dalla Presidente Michela Sardo, sull’effettiva necessità di dedicare interventi socio-economici a sostegno di tutte quelle donne separate, sole, con figli a carico, che ora sono a casa, alcune senza lavoro, senza cassa integrazione e con risorse ridotte.

Questo virus ha messo in ginocchio queste madri, perché impedisce loro di lavorare e produrre quel reddito indispensabile per poter far fronte alle esigenze dei loro figli.

“Rappresento una cospicua parte di donne italiane – afferma la Presidente Michela Sardo – che sentono sulle spalle il peso della discriminazione di genere e della violenza fisica, psicologica, economica. Tutte noi del Movimento siamo certe di essere portavoce di tante altre donne italiane unite in Associazioni, Movimenti, Comitati. Purtroppo l‘emergenza che stiamo vivendo sta gravando sulla già precaria situazione di migliaia di donne, già fortemente discriminate sul lavoro e sugli stipendi da fame. Ancor più le donne separate che, con figli da accudire e stipendi miserevoli, spesso non hanno i soldi necessari per fare la spesa, pagare le bollette, riscaldare la propria casa”.

“E’ risaputo – prosegue Michele das Neves – che molti padri inadempienti, puntualmente non versano il dovuto mantenimento, ed oggi, con le ristrettezze economiche che tutti stiamo subendo, si sentono ulteriormente giustificati a non adempiere al loro dovere. Purtroppo le pene previste per questa grave mancanza non sono abbastanza severe tali da scoraggiare tanta irresponsabilità verso mogli e figli costretti ad affrontare da soli una situazione finanziaria drammatica. Molte donne, molte madri, si trovano oggi, più che mai, ridotte alla fame, caricate dall’onere dovuto alla chiusura delle scuole e dell’impossibilità, il più delle volte, di lavorare”.

“Alla luce di tutto ciò – conclude la Presidente – si chiede in prima istanza un immediato intervento socio-economico a sostegno di tutte quelle donne separate, sole, con figli a carico, attraverso l’istituzione di un apposito fondo così com’è stato fatto per le imprese e i piccoli o medi esercenti che non producono e non incassano. In seconda istanza chiediamo l’abolizione o la riduzione di bollette e tasse per il periodo di emergenza per donne con figli a carico. In ultima istanza vogliamo che vengano sospese le visite dei minori da parte del genitore non collocatario, per non esporre i bambini a possibili contagi pericolosi ed anche per prevenire il moltiplicarsi dei rischi di contagio da Covid 19 anche fra adulti”.

foto manifesto movimento

La presente missiva è stata inviata al Presidente della Repubblica Italiana Dott. Sergio Mattarella, al Primo Ministro Avv. Giuseppe Conte, al Ministro di Giustizia Avv. Alfonso Bonafede, al Ministro alle Pari Opportunità e la Famiglia Dott.ssa Elena Bonetti e per conoscenza ad una donna che nelle Regione Abruzzo ha sempre combattuto contro ogni forma di violenza, l’On. Stefania Pezzopane.

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