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Coronavirus, nessuna notizia dei detenuti di Castrogno

Da giorni impossibile avere notizie dei detenuti nel carcere di Castrogno.

Centralino staccato e nessuna notizia dei detenuti reclusi nel carcere teramano di Castrogno.

Da giorni alcuni congiunti di persone detenute nel carcere teramano di Castrogno non riescono a mettersi in contatto con i propri cari dopo che sono state sospese le visite e i permessi a causa dell‘emergenza Coronavirus.

La segnalazione arriva al Capoluogo da alcuni aquilani che non riescono ad avere notizie dei propri cari che si trovano reclusi nel carcere di Castrogno.

La redazione ha provato a contattare direttamente il centralino del carcere di Castrogno al numero 0861/414777 ed effettivamente non è possibile prendere la linea; il numero sembra staccato.

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Il decreto del governo emanato per arginare la diffusione del Coronavirus dispone che fino al 3 aprile per alzare il livello di guardia anche in tutte le carceri italiane, i colloqui potranno avvenire solo tramite video o al telefono, così come sono stati sospesi i permessi e la libertà vigilata.

Anche in questo caso, in base a quanto riferito alla redazione, non è stato possibile mettersi in contatto con il carcere di Castrogno nemmeno tramite Skype e effettuare quindi i colloqui con le modalità emergenziali previste dal decreto

Il Capoluogo ha sentito l’avvocato aquilano Vincenzo Calderoni che difende una persona che attualmente si trova reclusa in carcere a Castrogno.

L’avvocato calderoni ha riferito di aver visitato il detenuto in carcere la scorsa settimana e di aver sentito in questi giorni i parenti del suo assistito, preoccupati, perchè non hanno notizie del proprio congiunto e non riescono a mettersi in contatto.

L’avvocato ha contattato allora Gianmarco Cifaldi, Garante per i diritti delle persone detenute in Abruzzo per avere delucidazioni in merito.

Il dottor Cifaldi ha risposto di inviare una mail all’indirizzo istituzionale per sottoporre la questione. L’avvocato ha già provveduto a inoltrarla ma ancora non ha ricevuto risposta.

Auspichiamo che in un momento così delicato, la nostra civiltà non si dimentichi che anche i detenuti hanno dei diritti e che soprattutto vanno rispettati soprattutto nei momenti difficili come l’attuale”, è il commento dell’avvocato Calderoni rilasciato al Capoluogo.

La sospensione dei colloqui e dei permessi ha reso la situazione nelle carceri italiane incandescente; sono diverse le proteste e le rivolte scoppiate in queste ultime settimane nelle carceri da Nord a Sud del Paese, in alcuni casi molto affollate.

Anche nel carcere di Castrogno, nelle scorse settimane i detenuti hanno protestato dopo le restrizioni imposte a causa dell’emergenza Coronavirus.

Ci sono state rivolte nella sezione detenuti comuni della struttura (430 contro i 250 previsti), tanto che la voce dei detenuti è stata sentita anche a distanza, con le suppellettili battute contro le inferriate delle celle. Anche le detenute della sezione femminile di Castrogno si sono fatte sentire dando alle fiamme cartoni e un materasso.

La protesta è stata poi contenuta dal personale di polizia penitenziaria che è riuscito a convincere i reclusi (soprattutto quelli della sezione Alto rischio) a rientrare nelle stanze.

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