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Coronavirus e congedi parentali: come richiederli

Congedi parentali ed emergenza Coronavirus: 15 giorni, complessivi, da richiedere un genitore alla volta e retribuiti per figli sotto ai 12 anni. Tutte le informazioni utili

Congedi parentali ed emergenza Coronavirus: 15 giorni, complessivi, da richiedere un genitore alla volta, retribuiti per figli sotto ai 12 anni. Tutte le informazioni utili

L’Inps ha reso note nelle ultime ore le modalità di fruizione dei congedi parentali legati all’emergenza Coronavirus e introdotti dal decreto Cura Italia.

15 giorni in totale, solo uno dei genitori alla volta, nessun limite d’età se si hanno figli disabili. Andiamo a vedere nello specifico i punti principali di questa misura economica a favore delle famiglie.

Coronavirus e congedi parentali: chi può usufuirne

Il decreto Cura Italia introduce la nuova forma di congedo parentale a favore dei genitori, anche di quelli affidatari. Per chi ha figli fino ai 12 anni di età sono concessi 15 giorni complessivi: questi possono essere goduti alternativamente dai due genitori (quindi non per entrambi i genitori contemporaneamente) e per un periodo o continuativo o frazionato. La condizione posta per accedere alla misura prevista dal governo, visto il periodo prolungato di sospensione dell’attività nelle scuole e negli asili d’infanzia, è che in famiglia non vi sia un altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito, previsti in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa. Il coniuge, inoltre, non deve risultare disoccupato oppure non lavoratore.

La possibilità di fruire del congedo Covid-19 è, inoltre, riconosciuta anche agli iscritti alla gestione autonoma e ai lavoratori autonomi e anche se si lavora da casa ( smart working )

Coronavirus e congedi parentali: chi NON può usufuirne

Non possono usufruire del congedo Covid-19 coloro i quali abbiano se è già stata fatta domanda per il bonus baby sitter e l’altro genitore è disoccupato o titolare di un sostegno al reddito, come  Naspi o il reddito di cittadinanza. Voucher baby sitter e congedo parentale NON sono compatibili fra di loro.

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Coronavirus e congedi parentali: quanto vengono pagati?

I congedi parentali per coronavirus vengono retribuiti al 50% dello stipendio se si hanno figli fino ai 12 anni di età (il normale congedo parentale, quando retribuito, prevede il 30% della corresponsione dello stipendio). Se l’età dei figli è maggiore di 12 anni, e fino ai 16, si ha ugualmente diritto al congedo ma non viene retribuito.

Siccome si tratta di una misura pensata per andare incontro alle famiglie nel periodo di chiusura degli istituti scolastici dovuta all’emergenza Coronavirus, la misura può essere richiesta dalla data del 5 marzo e fino a quando le scuole resteranno chiuse.

Si tratta di un congedo che può sostituire, anche con effetto retroattivo, l’eventuale congedo parentale non retribuito. Tale congedo parentale può essere fruito, alternativamente, da entrambi i genitori per un totale di 15 giorni complessivi.

Coronavirus e congedi parentali: per chi ha figli disabili

Il limite dei 12 anni di età non si applica per i figli disabili in situazione di gravità accertata ai sensi della legge 104 che frequentino la scuola o che siano ospitati in centri diurni a carattere assistenziale.

Per i lavoratori dipendenti che abbiano un figlio disabile è stato previsto l’incremento del numero di giorni di permesso retribuiti della legge 104 (tre al mese), di 12 giornate nel complesso usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020. Per chi ha figli in situazione di gravità sarà possibile avere il congedo indennizzato anche oltre i 12 anni di età purché questi frequentino la scuola o un centro diurno. La suddetta misura è stata introdotta, oltre che per i lavoratori dipendenti, anche in favore dei genitori iscritti alla Gestione separata e i lavoratori autonomi iscritti all’Inps.

Coronavirus e congedi parentali: come fare domanda

I lavoratori dipendenti del settore privato, i lavoratori iscritti alla Gestione separata e i lavoratori autonomi possono compilare e inviare online le domande di congedo per emergenza COVID-19.

Le richieste potranno riguardare anche periodi antecedenti la data della domanda, purché non siano anteriori al 5 marzo 2020. Con tale procedura, potranno chiedere il congedo COVID-19 anche i genitori iscritti alla Gestione separata e le lavoratrici autonome iscritte all’Inps che hanno già raggiunto i limiti di congedo parentale previsti dalle norme, e i lavoratori autonomi iscritti all’INPS a cui non è riconosciuta la tutela del congedo parentale.

I lavoratori dipendenti che abbiano già presentato precedente domanda di congedo parentale ordinario e stiano usufruendo del relativo beneficio, non dovranno presentare una nuova domanda di congedo COVID-19.

Gli interessati potranno presentare la domanda avvalendosi delle seguenti modalità:

Tramite il portale web, se si è in possesso del codice PIN rilasciato dall’Istituto (oppure di SPID, CIE, CNS), utilizzando gli appositi servizi raggiungibili direttamente dalla home page del sito www.inps.it.

Gli stessi servizi sono anche raggiungibili dal menù “Prestazioni e servizi”, nell’elenco “Tutti i servizi”selezionando la lettera “M”, con il titolo “Maternità e congedo parentale lavoratori dipendenti, autonomi, gestione separata”. Selezionando la lettera “D”, con il titolo “Domande per Prestazioni a sostegno del reddito”, “Disabilità”.

Tramite il Contact center integrato, sempre attraverso il PIN INPS, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori);

Tramite i Patronati, utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi.

Coronavirus e congedi parentali: come funziona per gestione separata e lavoratori autonomi

Il congedo Covid-19 riconosce ai genitori richiedenti il congedo per figli fino ai 12 anni di età, sempre per un massimo di 15 giorni e nel solo periodo emergenziale, un’indennità pari al 50% di 1/365 del reddito per gli iscritti alla gestione separata e pari al 50% della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge per i lavoratori autonomi.

Consentiti sei mesi di indennità al 30% per i figli fino a 3 anni di età per gli iscritti alla gestione separata e tre mesi di indennità al 30% per i figli fino a un anno di età per i lavoratori autonomi. La domanda va presentata all’Inps per gli iscritti alla Gestione separata con figli minori di 3 anni e per le lavoratrici autonome con figli minori di 1 anno.

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