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Coronavirus e case di riposo, residenze per anziani sotto osservazione

Coronavirus, case di riposo anello debole del sistema. Nella residenza di Barisciano visite dei parenti sospese dal 24 febbraio, ma attive le Video chiamate

Coronavirus, case di riposo anello debole.

Coronavirus, da nord a sud Italia molte case di riposo si sono rivelate un anello debole del sistema.
Le case di cura, dunque, al centro della criticità dell’epidemia del Coronavirus, IlCapoluogo ha raggiunto Maria Pia Soi direttrice della Casa di Riposo di Barisciano, per sapere come abbiano organizzato le visite e le giornate nella struttura per far fronte all’emergenza Coronavirus.

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Coronavirus, la testimonianza dalla Casa di Riposo di Barisciano

La direttrice ha confermato alla redazione d’aver chiuso la casa di riposo ai parenti già da lunedì 24 febbraio, «avendo colto sin da subito la drammaticità della situazione. Abbiamo spiegato ai nostri ospiti la delicatezza della situazione, prima, e la criticità successiva. Hanno capito, anche se non tutti i parenti hanno accettato all’inizio di buon grado la scelta della direzione. Quando è stato chiaro a tutti che interrompere le visite sarebbe stato l’unico modo per tenere in sicurezza i nostri ospiti, è stato tutto più semplice.

Poi abbiamo attivato le chiamate online e le video chiamate – ha spiegato la Soi ai microfoni del Capoluogo –  per permettere ai nostri ospiti di vedere i loro familiari. Come sempre organizziamo molte iniziative per riempire le giornate e mantenere il sorriso».

Gli operatori della casa di riposo di Barisciano sono stati muniti dei dispositivi di protezione personale sin da subito, per la sicurezza degli operatori e dei residenti della struttura.

”Quando uno dei nostri ospiti ha bisogno di un ricovero ospedaliero – ha concluso la direttrice Maria Pia Soi -, alla dimissione siamo costretti a non riaccettare il suo rientro nella struttura”.

Coronavirus, case di risposo sotto osservazione

Dopo Lodi, Palermo, Messina, Brescia, e le innumerevoli ancora sotto osservazione, l’ultima residenza per anziani nell’occhio del ciclone è quella di Chiaravalle, che si è trasformata in una potenziale bomba sanitaria. Alla Domus Aurea di Chiaravalle centrale, in provincia di Catanzaro, su 60 ospiti e 41 dipendenti, in meno di 24 ore sono stati accertati 52 casi positivi al coronavirus, tra i quali 40 degenti e 12 operatori, di cui 34 già con febbre e 7 immediatamente trasferiti in ospedale. Altri ulteriori 15 casi sono da rivalutare perché ‘dubbi’.

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