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Coronavirus al San Raffaele: Sulmona con il fiato sospeso

Dopo il caso dell'infermiera del San Raffaele trovata positiva al Coronavirus, una sua collega è sotto osservazione: è stata colta da una polmonite e si attende l'esito del tampone.

Cresce la preoccupazione a Sulmona dopo il caso dell’infermiera del San Raffaele trovata positiva al Coronavirus. Una sua collega è stata colta da una polmonite: si attende l’esito del tampone.

Si tratta della seconda operatrice sanitaria della struttura di riabilitazione alle porte di Sulmona: come si apprende da Ondatv, si tratta di una giovane donna del posto che, avvertendo dei sintomi da Covid-19, ha allertato nel pomeriggio di ieri gli organi preposti ed è stata sottoposta al tampone nel pre-triage dell’ospedale di Sulmona.

La giovane è stata ricoverata nella serata di ieri al San Salvatore dell’Aquila.

Intanto, tutta la struttura sarebbe stata messa volontariamente in quarantena interna dalla proprietà. Tutti, ospiti ed operatori, risiederanno temporaneamente nella Rsa per evitare contatti con l’esterno.

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Sottoposti a tampone anche altri due operatori sanitari del San Raffaele che erano venuti a contatto con la prima infermiera.

Il primo contagio potrebbe essere riconducibile ad una anziana paziente, ricoverata da alcuni giorni al San Raffaele dopo aver subito un intervento in una clinica di Bergamo. Prima del trasferimento era stato effettuato un tampone sulla donna 75enne, risultato negativo. Nei giorni successivi, e quindi all’interno della clinica peligna, però si è presentata la sintomatologia tipica da Coronavirus: il tampone effettuato sulla donna ha avuto esito positivo.

Ecco perché cresce l’apprensione da parte di molti lavoratori del San Raffaele: in tanti hanno contattato l’avvocato Catia Puglielli, del Tribunale dei diritti del Malato, seriamente preoccupati per la propria salute chiedendo di essere sottoposti a tampone.

“Trattandosi di una situazione da gestire in urgenza” dice l’avvocato, stamattina “invierò al Dipartimento di prevenzione una richiesta di tamponi per i pazienti ed il personale del San Raffaele. Stando il collegamento con il presidio ospedaliero chiederò che vengano sottoposti a tampone tutti i lavoratori del presidio ospedaliero di Sulmona nonché i medici di base. La gestione dei pazienti Covid 19 impone di riprogrammare le attività del presidio ospedaliero, soprattutto quelle chirurgiche. È necessario ed urgente garantire la sicurezza di tutti e soprattutto garantire l’ordinaria amministrazione di pazienti che, pur non avendo contratto il coronavirus, sono pur sempre malati e bisognevoli di cure”.

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San Raffaele, sindaco Casini chiede isolamento clinica

L’Azienda sanitaria e la Regione verifichino che nella Casa di Cura San Raffaele, sussistano tutte le condizioni di sicurezza per lo svolgimento delle attività sanitarie. Il sindaco Annamaria Casini lancia l’allarme all’Asl e alla Regione in una lettera al presidente della Regione, Marco Marsilio, all’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, al direttore generale Asl, Roberto Testa. “Dopo aver già sollecitato nei giorni scorsi informazioni in merito alle misure attuate dalla Casa di Cura ‘San Raffaele’ per isolare e contenere il propagarsi del contagio da Covid 19, in considerazione dei due casi di infezione già riscontrati, in una situazione di grave crisi epidemiologica, ho richiesto , con ogni urgenza, che tutti gli enti e le autorità, ciascuno per la propria competenza, verifichino che presso la Casa di Cura San Raffaele, sussistano tutte le condizioni di sicurezza per lo svolgimento delle attività sanitarie” sottolinea Casini, aggiungendo che finora le sue sollecitazioni inviate ai responsabili della Casa di cura e dettate dalla paura che il contagio possa estendersi alla città, rimbalzando ovunque, non hanno avuto risposta, ma solo silenzio. A questo punto il sindaco chiede che venga creato “un sistema residenziale per gli operatori sanitari che operano in loco” dichiarando la disponibilità del Comune di Sulmona a mettere a disposizione alcuni alloggi liberi per garantire anche la continuità assistenziale per i pazienti e la somministrazione di tamponi ai dipendenti che attualmente lavorano nella struttura suggerendo di porre la struttura stessa in sorveglianza attiva per evitare ulteriori contatti con l’esterno. “Voglio assicurare la popolazione che ci siamo immediatamente attivati e contiamo di avere i riscontri del caso in tempi rapidissimi – conclude Casini – Continuo ad invitare la popolazione a collaborare con alto senso di responsabilità e di restare a casa”

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