Emergenza Poesia, isolamento e amore per la patria

L'isolamento lo conobbe bene il poeta Giovanni Prati, che, a causa della sua fedeltà ai Savoia, subì l'espulsione e il rifiuto dell'asilo politico. L'appuntamento di oggi con la rubrica Emergenza Poesia a cura di Alessandra Prospero.

Emergenza Poesia, isolamento e amore per la patria

Amo il fiore se, germina soletto,
Più che se adorna di mill'altri il suolo;
Amo il ruscello, che per picciol letto
Passa ne'campi, e l'uccellin che il volo

Muta per poche fronde, e fuor del petto,
Versa cantando qualche antico duolo;
Ed amo l'astro che nell'aer schietto
Senz'altra compagnia brilla nel polo.

Amo la nuvoletta, che si tinge
d'una languida porpora, e non posa
Per l'ignoto desio che la sospinge;

Mi prende amor d'ogni isolata cosa,
Perché l'anima mia vi si dipinge
Isolata in eterno e dolorosa.

“Isolamento” da "Memorie e lacrime" di Giovanni Prati (1844)

L’isolamento lo conobbe bene Giovanni Prati, autore trentino nato nel 1815 che, come scrisse Giosuè Carducci nel libro “Bozzetti e Scherme”, era «nato poeta con una meravigliosa facoltà di melodia».

Un isolamento dovuto alla sua fedeltà alla monarchia sabauda che gli costò l’espulsione dal Regno Lombardo -Veneto da parte degli Austriaci, divenuti padroni ormai dell’ampio territorio, in forza dei trattati di Parigi e di Vienna.

Non solo. Anche il Granducato di Toscana era sotto l’egida della casata degli Asburgo-Lorena, quindi afferente comunque alla monarchia austriaca, e gli rifiutò l’asilo politico.

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Fortunatamente la Monarchia Sabauda lo ripagò con la nomina di storiografo della Corona.

Visse però anni difficili nell’ostilità di chi non vedeva più di buon grado i Savoia, in favore dell’avanzata asburgica.

Il suo lirismo romantico celebrò il patriottismo e gli ideali della sua epoca: Prati cantò nel suo stile la rivendicazione della gioventù italica che non voleva essere aggiogata al carro dello straniero.

Fu un faro per la nuova generazione del Romanticismo italiano, come si evince anche dai versi riportati della poesia “Isolamento”: le sue tenui pennellate dipingono d’amore “ogni isolata cosa” nonostante l’isolamento e l’afflizione provata.

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