Coronavirus, primi trasferimenti all’hotel Cristallo

Coronavirus, trasferiti all'hotel Cristallo i primi pazienti in via di guarigione. Dopo due tamponi negativi potranno tornare a casa.

Coronavirus, primi trasferimenti all’hotel Cristallo.

Sono stati già trasferiti all’Hotel Cristallo 3 pazienti e oggi ne andranno anche altri, ricoverati a causa del Coronavirus presso il reparto di Malattie infettive dell’ospedale San Salvatore diretto dal professore Alessandro Grimaldi.

L’hotel Cristallo si trova alla base della funivia di Campo Imperatore; è chiuso da diverso tempo ed è di proprietà del Comune dell’Aquila. Lo scorso capodanno venne dato in concessione a dei privati per una festa che venne interrotta dalla polizia perchè c’era troppa gente rispetto alla capienza.

Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ha deciso di metterlo a disposizione della Asl 1 per fronteggiare l’emergenza Coronavirus e ha consegnato le chiavi alla Protezione civile. È stato ovviamente sanificato e predisposto all’accoglienza dei pazienti in via di guarigione.

Si tratta di pazienti che stanno uscendo dalla fase critica del Coronavirus, ancora positivi in base al tampone.

Soddisfatto il professore Alessandro Grimaldi, sentito dal Capoluogo.

“Si tratta di un’operazione che ha visto la sinergia e la collaborazione dell’ospedale, del Comune e della Protezione civile – spiega il professore Grimaldi al microfono del Capoluogo – che ci darà la possibilità di mettere su un sistema efficace sul modello cinese. Abbiamo trasferito quei pazienti già usciti dalla fase critica del Coronavirus“.

“Per noi è un grosso aiuto, perché avere a disposizione una struttura del genere ci permette di velocizzare le dimissioni e avere anche più posti liberi a disposizione, per assistere tutti i pazienti che stanno arrivando anche dalla Marisca”.

Una scelta, quella del trasferimento all’hotel Cristallo con una duplice funzione; “i pazienti in attesa dei due tamponi consecutivi negativi non possono rientrare in casa”.

Il professore Grimaldi ha sottolineato come in Cina sia stata rilevata una minore efficacia dell’isolamento domiciliare durante il percorso verso la negativizzazione del tampone.

“In questa fase di isolamento il paziente è protetto da eventuali ricadute e in questo modo mettiamo al sicuro anche i familiari. I contatti adesso possono essere sempre pericolosi e andrebbero a vanificare il lavoro di queste settimane”.

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“La struttura – chiarisce il professore Grimaldi – ha tutte le condizioni necessarie per ospitare i pazienti, dalla pulizia, al cambio della biancheria, passando per i pasti e lo smaltimento dei rifiuti. Inoltre adesso siamo predisponendo anche un supporto di volontari della Protezione civile e assistenza psicologica per i pazienti”.

“Pensiamo – aggiunge – che se questa cosa venisse replicata anche in varie aree della provincia, potremmo ottenere ottimi risultati”.

Per quanto riguarda i dati sulla diffusione del contagio; “nella nostra provincia abbiamo sicuramente una condizione più favorevole rispetto ad altre realtà. Il vero problema è capire quello che è successo nelle ultime due settimane e siamo di fronte a  un ritorno delle infezioni attraverso coloro che sono rientrati dal Nord Italia”.

“Se riusciamo a superare queste due settimane probabilmente possiamo guardare al futuro con un po’ più di serenità”, conclude il professore Grimaldi.

“Il quadro generale dei nostri pazienti è sotto controllo – rassicura il professore – si tratta principalmente di polmoniti ma possono respirare”.

“La condizione più critica attualmente riguarda una donna anziana con un quadro clinico abbastanza compromesso e aggravato dal Coronavirus”, conclude.

Soddisfatto e carico di speranza anche il presidente del Centro turistico del Gran Sasso, Dino Pignatelli.

“Con lo spostamento dei pazienti in via di guarigione dal Coronavirus all’hotel Cristallo, la montagna diventa il luogo simbolo, da cui ripartire e guardare avanti con speranza”, dice Pignatelli al Capoluogo.

“Siamo tranquilli e sereni anche per i nostro operatori che si trovano in zona, sappiamo che si tratta di pazienti controllati e che non possono uscire, quindi non dovrebbero esserci problemi per eventuali contagi”, conclude.

 

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