Coronavirus, la nuova Guerra fredda per ventilatori e mascherine

Valigette piene di soldi, scorte armate per i materiali, la nuova Guerra fredda per contendersi gli strumenti necessari per combattere il Coronavirus.

Scorte armate ai materiali, servizi segreti, lotte tra stati e aziende, truffatori professionisti dietro l’angolo. Per il Coronavirus è scoppiata una nuova Guerra fredda.

È una vera guerra tra stati, lobby e aziende quella per l’accaparramento degli strumenti necessari alla lotta contro il Coronavirus. Uno scenario inquietante emerso chiaramente dalla conferenza stampa del Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio: “Ci stiamo attrezzando, stiamo cercando di reperire sul mercato nazionale e internazionale tutti i materiali necessari, ma è una guerra da questo punto di vista, una guerra vera. Da quando questa pandemia ha colpito il mondo intero, nazione dopo nazione, scendono in campo dei giganti, gli ultimi gli Stati Uniti d’America. I nostri contatti all’estero ci descrivono scene per cui sui mercati in cui si trovano i pochi dispositivi e le poche apparecchiature disponibili si guerreggia a colpi di valigette piene di dollari, con truffatori di professione dietro l’angolo, sembra una spy story“.

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“Noi – ha proseguito il Presidente Marsilio – abbiamo acquistato dei materiali direttamente come Regione Abruzzo, non ci siamo cullati sull’idea che la Protezione civile nazionale ci avrebbe rifornito, come doveroso e come giusto che sia, ma anche il Governo nazionale soccombe davanti all’enormità di questo problema, e lo dico senza alcuna polemica. Sto dicendo queste cose perché i cittadini capiscano e siano informati delle condizioni oggettive in cui ci troviamo ad affrontare questa battaglia. In questo momento abbiamo trovato a Mosca un importante quantitativo di dispositivi di protezione individuale che abbiamo acquistato direttamente. Da Mosca l’aereo atterrerà a Milano Malpensa, dove abbiamo inviato la vigilanza armata per scortare i materiali e assicurarci che arrivino nelle nostre Asl, nei nostri ospedali e nelle nostre farmacie. Dico questo sempre incrociando le dita, perché molti hanno vissuto la terribile esperienza di aver acquistato, pagato in anticipo per assicurarsi sul mercato forniture che altrimenti oggi sarebbero irraggiungibili, e una volta ultimato l’acquisto o non hanno manco visto partire il materiale o quando è arrivato se lo sono visto requisire e sequestrare per superiori esigenze nazionali o ancora fermato all’estero; in questo momento in Russia sta esplodendo l’epidemia, quindi da un momento i russi potrebbero decidere non esser più tanto generosi e requisire tutto per uso interno, come hanno già fatto altre nazioni”.

E non va meglio nemmeno per i preziosi ventilatori: “Aspettavamo da venerdì scorso l’arrivo di 3/4 ventilatori, parte di un carico da 100 proveniente dalla Germania, ma quando sono arrivati, dopo numerosi rinvii, scopriamo che non si tratta di ventilatori per terapia intensiva, ma sub intensiva. Dal Ministero ci hanno spiegato che purtroppo i 100 ventilatori arrivati dalla Germania erano in realtà solo 40, gli altri erano per terapie sub intensive; dovrebbe essere partito un nuovo carico, la cui consegna continua però a slittare di 6 ore in 6 ore, ma vogliamo essere fiduciosi di poter presto dare la notizia della consegna di 5 ventilatori“.

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