Coronavirus, i consigli delle psicologhe per combattere panico e ansia

L'emergenza Coronavirus spalanca lo scenario dei disturbi e delle patologie depressivi. Le specialiste Antonella Tancredi e Pina Vallese ci spiegano come difenderci.

L’emergenza Coronavirus spalanca lo scenario dei disturbi e delle patologie depressive. Dagli sporadici attacchi di panico alla depressione vera e propria. Le specialiste Antonella Tancredi e Pina Vallese ci spiegano come difendersi dalle paure e quali comportamenti adottare per vivere serenamente chiusi dentro casa.

«Nel pieno del disagio causato dal Coronavirus, dobbiamo farci un dono prezioso per poter tenere a freno quelle spiacevoli emozioni che, come un antipatico virus, potrebbero infettare il nostro benessere psicofisico, vale a dire “tenere le mani ben salde sul timone”. Ci sono momenti delle vita semplici e facili, quelli che per noi sono noti e che possiamo gestire a occhi chiusi, quelli dove possiamo attivare il pilota automatico della nostra mente e gestire tutto molto bene così. Ma ci sono anche momenti della vita difficili e impegnativi, proprio come quello che stiamo vivendo oggi, momenti che non conosciamo e che non siamo abituati a gestire. Ebbene, oggi è il tempo di disattivare il pilota automatico e di prendere in mano il timone, il timone della nostra mente».

Come premesso dalla dottoressa Antonella Tancredi – psicologa, psicoterapeuta, ipnoterapeuta presso lo Studio Hypnos ad Avezzano, specialista in Ipnosi e Psicoterapia Ericksoniana – le restrizioni che hanno sconvolto le abitudini delle nostre vite potrebbero generare disagi psicologici ed accentuare predisposizioni all’ansia e alla depressione. La prima legge non scritta che ci sentiamo ripetere da un paio di settimane è di evitare la ricerca continua di notizie relative al Coronavirus. Nutrire il cervello con riferimenti continui alla malattia, ai contagi e a quanto ne scaturisca, ci chiude in un loop di apprensione e angoscia. «Gli eventi di cronaca proposti in continuazione dai mass media – spiega la Dottoressa Pina Vallese, Psicologa Psicoterapeuta Psico-oncologa EMDR, l ibera professionista presso lo Studio Domus Laetitia a Roseto degli Abruzzi e Psico-oncologa della LILT attivano in noi cognizioni negative del tipo “io non ho il controllo”, “io sono esposto” “io sono in pericolo”, che ci fanno vivere in “un tempo sospeso”, in attesa dell’evoluzione della situazione, non conoscendo gli sviluppi futuri e ostacolando la nostra progettualità».

Dobbiamo cercare di trasformare le nostre paure. L’ansia e la paura stessa, entro certi limiti, possono essere considerate evolutive, ossia ci aiutano a fronteggiare i periodi critici. Un disturbo che invece non dobbiamo sottovalutare è quello della depressione, ben più complessa.

«E’ possibile riconoscere un disturbo depressivo attraverso segnali precisi come le alterazioni del ritmo sonno/veglia (addormentarsi tardi o svegliarsi presto senza riuscire a riaddormentarsi), i cambiamenti dell’appetito (mangiare troppo o poco), la permanenza a letto o sul divano durante il giorno legati alla perdita della volontà e della motivazione nel fare le cose e ad avere interessi in generale. E ancora la presenza di intensa tristezza, il senso d’inadeguatezza, la mancanza di speranza, persino la perdita del desiderio sessuale». Ribadisce la Dottoressa Pina Vallese.

E’ di fondamentale importanza mettere in pratica una serie di comportamenti fondamentali al fine di scongiurare il pericolo della caduta in uno stato depressivo.

  1. Prendersi cura del proprio corpo. Andare a dormire e svegliarsi alla stessa ora. Alimentarsi in modo sano. Fare un po’ di attività fisica. Meditare.
  2. Mantenere la mente occupata. Svolgere attività piacevoli, come ascoltare la musica, leggere, vedere film, giocare, ecc
  3. Mantenere i contatti con le persone care, la famiglia, gli amici, le persone di fiducia a cui comunicare come ci sentiamo, attraverso il telefono o altri mezzi telematici, meglio se video-telematici;
  4. Non esporsi a un aggiornamento continuo di notizie. A questo momento, sarebbe meglio dedicare un tempo breve, di circa trenta minuti, possibilmente non prima di andare a dormire.
  5. Rivolgersi a uno specialista (telefono, skype, whatsApp) qualora si avverta il bisogno di essere ascoltati e supportati da un esperto o se si manifestano alcuni dei segnali sopraesposti.

Le giornate scandite dal pensiero continuo del Coronavirus vanno dunque affrontate con lucidità. Tra i diktat da osservare, non cedere allo sconforto e non lasciarsi impressionare dalla TV e dalle tante fake news che circolano sui social.

«Potrebbe succedere che l’immaginazione prenda il sopravvento sulla realtà, e che si allontani così tanto da terra da trasformarsi piano piano in un sogno, poi in un incubo e infine anche in un terribile e angosciante panico.  – prosegue la dottoressa Antonella Tancredi – È bene tenere a freno la nostra immaginazione facendola incontrare e confrontare con il senso di realtà. E questo lo possiamo fare creando una nuova struttura alle nostre giornate. Definendo nuovi impegni e nuovi orari che possano scandire il tempo in modo sano e costruttivo. È così che la paura, l’ansia, la tristezza e il panico fanno le valigie e abbandonano le nostre menti. Hanno fatto il loro dovere, ci hanno infastidito per dirci che stavamo gestendo male il nostro tempo, invadendolo di preoccupazioni e noia, e quando prendiamo in mano il timone e diamo alle nostre giornate un nuovo senso e una nuova direzione, possiamo cavalcare le onde più grandi, e soprattutto possiamo essere felici nonostante tutto».

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