Coronavirus e piccoli paesi: sì al discount anche se in altro comune

Nei piccoli borghi spesso mancano discount e sportelli bancomat. In questi casi l'ordinanza che vieta di muoversi dal proprio comune si applica diversamente.

L’ultimo decreto restrittivo quale strumento di contenimento del Coronavirus ha creato perplessità nei piccoli borghi sprovvisti, tra le altre cose, di discount e sportelli bancomat. In questi casi l’ordinanza si applica diversamente.

L’emergenza Coronavirus e la conseguente restrizione delle nostre libertà ha creato disagi anche alle famiglie residenti nei piccoli borghi di paese e nei centri poco popolati, in cui le attività commerciali si contano sulle dita di una mano e fare la spesa è più un’impresa che altro.

Se il consiglio da seguire è quello di approvvigionare le scorte e recarsi al supermercato una o al massimo due volte a settimana, è pur vero che il classico alimentari di paese si presta difficilmente alla maxi distribuzione. Prezzi solitamente più alti rispetto ai discount, in virtù della selezione accurata dei prodotti secondo la qualità delle marche. Capita inoltre che non si disponga del pos, negando di fatto il pagamento attraverso carte prepagate, bancomat e carte di credito. Di conseguenza si alimenta la circolazione di denaro liquido, quanto di più sbagliato nell’ottica della prevenzione del contagio. Questo, evidentemente, solo qualora i centri in questione disponessero di sportelli bancomat o postali per il ritiro dei contanti.

Alla luce delle difficoltà riscontrate all’indomani dell’ultimo dpcm del Governo che ha introdotto ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica, il Prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, ha provato a fare chiarezza.

Secondo quanto dichiarato all’indomani delle nuove misure governative è consentito spostarsi in comuni diversi dal proprio, ma comunque nelle immediate vicinanze della propria abitazione, ove nel proprio comune non siano presenti rivendite di generi alimentari o farmacie o bancomat, ritenendo come l’approvvigionamento di tali generi o il prelievo di denaro rientri tra i casi di “assoluta urgenza”.

L’interpretazione dell’ordinanza si presta a garantire ai cittadini di rifornirsi nei modi confacenti alle proprie possibilità. Per cui, qualora si avvertisse la necessità di raggiungere il discount più vicino, non si violerebbero le disposizioni di Stato.

E’ importante che i cittadini agiscano con coscienza, attenendosi il più possibile alle direttive qualora fosse possibile, rispettando le tempistiche e disponendo delle accortezze e degli strumenti di prevenzione.

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Coronavirus e sport: prefetto contro ordinanze eccessivamente restrittive dei sindaci

Le ordinanze dei sindaci che vietano qualsiasi attività sportiva e motoria all’aperto sono inefficaci secondo il Prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, che ha richiamato l’attenzione dei primi cittadini della provincia su quanto disposto dai provvedimenti del Ministero della Salute e dell’Interno in date 20 e 22 marzo nonché dall’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio. Il Prefetto ha evidenziato come “lo svolgimento di attività ludiche e ricreative sia vietato, restando consentita solo ed esclusivamente l’attività motoria individuale se svolta in prossimità delle proprie abitazioni e nel rispetto della distanza interpersonale di un metro”.