Coronavirus, una struttura ospedaliera alla Reiss Romoli

Coronavirus, una struttura ospedaliera alla Reiss Romoli per fronteggiare l'emergenza. La proposta dell'onorevole Pezzopane e del consigliere regionale Pietrucci.

Coronavirus, una struttura ospedaliera alla Reiss Romoli.

Questa la proposta, per fronteggiare l’emergenza sanitaria del Coronavirus, avanzata dall’onorevole del Stefania Pezzopane e dal consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci.

“E’ notizia di queste ore che anche Pescara si stia muovendo rapidamente per attrezzare un ospedale Coronavirus/COVID19 di servizio all’area metropolitana. I dati che arrivano dalla costa abruzzese non sono rassicuranti ed è dunque impellente agire in tutti i modi possibili per ricoverare e assistere i malati, arginare il contagio da Coronavirus e contenere i danni. I modelli delle zone che sono state colpite prima di noi dall’onda d’urto sono a disposizione, sarebbe criminale non guardarli“, si legge nella nota di Pietrucci e della Pezzopane.

“Rispetto a quanto si può e si deve fare nelle zone interne, e quindi all’Aquila, riteniamo fondamentale che i sopralluoghi fatti sul complesso Reiss Romoli – così come oggi rilevato dalla stampa – abbiano un immediato seguito e che l’idea di riconvertire la struttura Reiss Romoli (o anche altri edifici a disposizione della città) in ospedale specifico per il Coronavirus/ovid19 o anche come area di quarantena, diventi velocemente una realtà”.

“Mentre i Presidenti di Giunta e di Consiglio regionale Marsilio e Sospiri si attivano giustamente per l’area Chieti-Pescara, crediamo che anche il Sindaco della nostra città e soprattutto gli assessori regionali aquilani debbano dare un efficace impulso in tal senso”.

“La triste esperienza di questi giorni di emergenza per il Coronavirus, ci insegna che la pandemia si combatte su più fronti”, continua la nota.

“Sul fronte dell’ospedale con i ricoveri e la rianimazione; a casa con la disciplina e l’isolamento; con il rispetto rigoroso del distanziamento sociale; con la sorveglianza attiva cioè con un massiccio impiego del test diagnostico del tampone, con cui individuare le persone sintomatiche o asintomatiche che inconsapevolmente possono trasmettere la malattia“.

“Se anche ci volesse troppo tempo per adeguare le palazzine ad ospedale vero e proprio, se anche lo sforzo per reperire un’adeguata quantità di kit diagnostici non venisse vanificato da spese superflue e gravi (come la campagna di comunicazione affidata alla Mirus !!!) è comunque fondamentale e urgente creare una zona di quarantena e un presidio Coronavirus/Covid19 – distinto dall’Ospedale San Salvatore che deve tornare alla sua ordinaria funzionalità – che operi con rapidità ed efficacia al servizio dell’intero Abruzzo interno”.

“Chiediamo dunque che i decisori politici ed amministrativi, Regione Abruzzo, Protezione Civile e Comune dell’Aquila ci spieghino quali sono le proposte per tradurre in fatti le idee da tempo formulate e quali sono i tempi di realizzo. Con la collaborazione di tutti, come più volte abbiamo dichiarato, possiamo mettere rapidamente a disposizione delle aree interne e di chi ne avesse strutture e competenze, evitando di dover prendere provvedimenti a danno fatto”.

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