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Coronavirus, anche Gloria fugge dall’America

Gloria è una giovane studentessa aquilana che si trovava nel Michigan per studiare. La diffusione del Coronavirus in America l'ha costretta al rientro.

Il Coronavirus ha costretto a “fuggire” dall’America anche la giovane Gloria Giamberardini, una studentessa aquilana di 17 anni che era volata nel Michigan, a Pigeon, per frequentare un anno delle scuole superiori.

Gloria è rientrata all’Aquila lo scorso 19 marzo dopo un lunghissimo viaggio e ora si trova in autoquarantena a casa sua.

Il Capoluogo ha voluto raccontare anche l’esperienza di Gloria, che oggi vive chiusa nella sua cameretta, da dove non esce se non per i bisogni primari, indossando mascherina e guanti per proteggere la sua famiglia.

Fino all’anno scorso stava frequentando il Liceo scientifico “Bafile”dell’Aquila; era partita per il Michigan il 20 agosto e sarebbe dovuta rientrare a metà giugno giugno.

Il sogno americano di Gloria si è fermato perchè il Coronavirus si è diffuso nel giro di poche settimane anche in America provocando molte vittime.

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A Pigeon, Gloria viveva presso una famiglia e la sua giornata era scandita dalle lezioni a scuola con i nuovi compagni, dall’apprendimento della lingua, circondata da tutti gli stimoli e le esperienze in un Paese nuovo.

Tutto bene insomma fino agli inizi di marzo, quando le notizie sui contagi da Coronavirus in America hanno messo in allarme la famiglia di Gloria e alla fine la decisione più saggia è stata quella di organizzare il rientro.

Proprio Come per le altre due ragazze aquilane che si trovavano in America e rientrate di corsa a causa del Coronavirus, Giulia Pignataro, la veterinaria aquilana che si trovava in Texas e Camilla, studentessa in Virginia,

“Mi trovavo in America per frequentare il quarto anno in un high school – racconta Gloria al Capoluogo – sapevo benissimo cosa sta succedendo in Italia a causa della diffusione del Coronavirus ma in America, almeno fino al 13 marzo, sembrava fosse tutto tranquillo”, racconta Gloria al Capoluogo.

Poi, dopo il 13 marzo, la repentina chiusura di scuole e attività, in ritardo rispetto a quanto fatto in Italia e in altri Paesi.

“Ci hanno fatto ritirare i nostri effetti personali dagli armadietti e ci hanno comunicato che le scuole avrebbero chiuso in anticipo rispetto al consueto Spring break. Abbiamo cominciato ad avere notizie dall’associazione americana che si è occupata di noi in questo periodo ma abbiamo ricevuto un’informazione molto frammentaria e confusionaria che ha generato solo tanta preoccupazione. La famiglia che mi ospitava è stata molto comprensiva, alla fine la decisione di rientrare l’abbiamo presa con i miei genitori”, spiega Gloria.

Perchè Gloria ha deciso di tornare?

“Sapevo benissimo cosa stava accadendo in Italia a causa del Coronavirus e in America sono partiti in notevole ritardo. I contagi si sono estesi a macchia d’olio nel giro di pochissimo provocando diverse vittime. Inoltre sappiamo tutti come funziona il loro sistema sanitario. Io ero coperta dalla mia assicurazione fatta con la Interstudio, ma se mi fosse successo qualcosa, avevo anche la responsabilità nei confronti dei miei genitori che non mi avrebbero potuta raggiungere”.

Secondo Gloria il problema dell’America rispetto alla diffusione del virus è uno solo: “loro si sentono invincibili e pensano che il Coronavirus non possa toccarli. Anche la decisione della chiusura delle scuole non è stata presa direttamente da Donald Trump, ma ogni Stato si è organizzato autonomamente in tempi diversi. Alcune scuole erano già chiuse per lo Spring break, un periodo dell’anno in cui gli americani fanno vacanze e tanti erano in giro, un modo come un altro per diffondere ancora di più il contagio. Prima che io partissi, nel Michigan avevano già bloccato le attività, saranno tutti in quarantena per 3 settimane“.

Organizzare il rientro non è stato una cosa facile.

“I miei genitori hanno sentito la Farnesina che si è limitata a consigliare il rientro, per il resto ce la siamo dovuta sbrigare da soli, in una corsa contro il tempo!”.

Grande disponibilità ne confronti di questa ragazza giovanissima anche da parte di chi la stava ospitando.

“La mia famiglia americana mi ha accompagnato in aeroporto. Ero molto triste, perchè avrei tanto voluto portare a compimento il mio sogno, ma in quel momento la mia salute e quella di chi mi stava intorno erano più importanti di qualunque altra cosa”.

Il suo viaggio, come per Giulia Pignataro, è stato una specie di odissea.

“Due voli interni, con gli aeroporti stipati di persone che viaggiavano senza controlli e senza protezioni. A New York, dove finalmente ho preso il volo per Roma, eravamo tutti attaccati e in pochissimi indossavamo le mascherine”.

Adesso, dalla sua quarantena, Gloria non ha comunque il tempo per annoiarsi, perchè sta seguendo una doppia didattica online, dalla scuola americana e dal Liceo scientifico dell’Aquila.

“Sto studiando molto,  di tempo ne ho tantissimo, se continuerò così mi hanno già detto che il mio anno scolastico americano verrà validato”.

“Spero davvero che questa situazione possa risolversi al più presto – conclude – e che potremmo riabbracciarci tutti, viaggiare, scattarci delle foto stando vicini, poter comunicare senza doversi coprire con la mascherina. Il Coronavirus ha unito tutto il mondo nella comune disgrazia. Sono sicura che ce la faremo!”.

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