Compagnia dei Poeti, la Festa della Poesia 2020 è social

Festa della Poesia sui social al tempo del Coronavirus per la Compagnia dei Poeti dell'Aquila. Su Facebook tanti video per ricreare una comunità culturale e poetica.

Compagnia dei Poeti, la Festa della Poesia 2020 è social.

Grande successo per l’evento realizzato sabato 21 marzo dalla Compagnia dei Poeti dell’Aquila, guidata da Valter Marcone e Alessandra Prospero.

Un evento molto social a dire il vero poiché si è svolto interamente sulla pagina facebook della Compagnia dei Poeti ininterrottamente per tutta la giornata.

Un susseguirsi di tutti i video realizzati per l’occasione dai poeti: Roberta Placida, Angela Concu, Selene Luise, Federico Del Monaco, Giuliana Cicchetti Navarra, Tiziana Iemmolo, Laura Tommarello, Guido Tracanna, Claudia Scaramazza, Antonio Fasulo, Eraldo Guadagnoli, Claudio Spinosa, Violeta Cojocaru, Alessandra Prospero, Vera Barbonetti, Carmela De Felice, Michela Di Gregorio Zitella e Fabio Iuliano, il quale ha partecipato anche con un intenso contributo musicale della sua band musicale YAWP.

"In questo clima così difficile siamo riusciti a ricreare una comunità (poetica, culturale, artistica e umana) in una dimensione che ci fosse d’aiuto, non potendo essere al momento una comunità fisicamente parlando. Siamo felici perché la risposta all’evento è stata massiccia e calorosa", commenta Alessandra Prospero.

Come nasce la Festa social

"C’è una logica in tutto quello che esiste. Siamo noi che spesso non vogliamo capire e qualche volta non riusciamo a capire . Il virus è qualcosa di semplicissimo. Una scatola con dentro un gene ( chiamato "genoma virale") che serve a sintetizzare tutte le proteine necessarie al virus... esiste per fare esclusivamente una cosa: arrivare dentro una cellula, prenderne il comando e costringerla a generare molte migliaia di virus a partire da quella iniziale. Scatole con dentro i genomi, pronti a infettare altre cellule o altri individui". Un meccanismo per la vita, della vita e solidale con la vita", spiega Valter Marcone.

"A torto diciamo infettare. In realtà lo stesso Creatore quando prese la costola di Adamo per fare Eva la usò come un virus. Ora il Creatore davanti a tutto questo clamore dovrebbe dire : È l’ottavo giorno io comanderei di fare silenzio.  Solo che l’ottavo giorno non c’è perché un giorno la POESIA si ribellò e disse : L’ottavo giorno è mio. In quel giorno faremo una grande festa e diremo agli altri sette giorni venite con noi. Noi vi porteremo sulle spalle con tutti i vostri dolori, la vostra sofferenza la vostra supponenza, la vostra fragilità, il vostro desiderio di essere unici ( sono il martedì del compleanno, sono il sabato della gita in campagna, sono il giovedì della cena in pizzeria ), la vostra stupidità".

L’ottavo giorno si fa festa (della Poesia)

"Il 21 marzo 2020 è l’ottavo giorno quello in cui la poesia ci chiama alla festa. Una festa collettiva che va oltre il metro e mezzo di distanza che gli epidemiologi ci chiedono di osservare tra di noi, che va oltre il divieto di strette di mani e abbracci, che ci fa correre, volare. Terremoti e pandemie hanno creato nei secoli a quanti hanno sofferto quegli eventi ( ricordiamoci il recente sisma aquilano ) isolamento, solitudine, ansia, panico. Ma hanno anche regalato momenti di intimità, ricerca, rinascita. Furono spesso occasioni appunto silenziose, difficilmente condivisibili, frutto di riflessione che solo nei secoli trovarono ascoltatori, lettori ecc. Pensiamo alle ragioni che hanno dato vita alle novelle contenute nel Decamerone raccontate da dieci giovani novellatori (tre ragazzi e sette ragazze) nell'arco di dieci giornate, che danno il titolo all'opera. Le novelle sono inserite in una cornice narrativa che prende spunto dall'epidemia di peste scoppiata a Firenze nel 1348, per sfuggire alla quale i dieci giovani decidono di soggiornare per due settimane in due residenze nel contado, dove trascorrono il tempo tra balli, canti e il racconto delle novelle", prosegue Marcone.

"Per questa festa i novellatori dovettero abbandonare la città e rifugiarsi in solitudine. Oggi siamo fortunati, quella tecnologia che abbiamo a volte criticato (e molte volte a ragione) ci viene in aiuto proprio contro quel contagio al rovescio che vuole costruire barriere, muri, che vuole perderci in una individualità morbosa e insomma che ci vuole negare la festa del 21 marzo 2020 giornata mondiale della poesia. E noi con questo 'delirio' made in Facebook appunto da ottavo giorno ci ritroviamo tutti sulla pagina appunto facebook de La Compagnia dei Poeti per un recital virtuale ancora più avvincente di quello che avremmo fatto sabato 21 marzo, alle ore 17,00 nella sala polivalente della Casa del volontariato",