Emergenza Poesia, dolcissimo è rimanere a casa

La poesia in tempo di emergenza: spunti poetici per reagire all'isolamento da Coronavirus. L'appuntamento giornaliero curato da Alessandra Prospero per Il Capoluogo: oggi con la poetessa contemporanea Patrizia Cavalli

Emergenza Poesia, dolcissimo è rimanere a casa

 

Dolcissimo è rimanere
e guardare nella immobilità
sovrana la bellezza di una parete
dove il filo della luce e la lampada
esistono da sempre
a garantire la loro permanenza.
Montagna di luce ventaglio,
paesaggi paesaggi! come potrò
sciogliere i miei piedi, come
discendere – regina delle rupi
e degli abissi – al passo involontario,
alla mano che apre una porta, alla voce
che chiede dove andrò a mangiare?

Da “Le mie poesie non cambieranno il mondo” di Patrizia Cavalli

Dopo i primi articoli della rubrica “Emergenza Poesia”, questa volta la scelta della poesia è motivata da contenuto e stile, poiché entrambi riportano a quella che è la nostra attuale dimensione: quella intima, quotidiana. Patrizia Cavalli è infatti una poetessa contemporanea dallo stile familiare e quotidiano, seppur su un impianto metrico classico.
Anche il contenuto è squisitamente vicino e familiare e ci restituisce una visione domestica pacificante, che può quindi essere spunto di rasserenante riflessione in questi giorni.
La sua velocità, le espressioni colloquiali e gli incipit sempre molto incisivi della poetessa Cavalli la rendono appunto vicina a una larga fetta di pubblico che la conosce, compra i suoi libri e la cita anche a memoria.
E con i suoi versi “dolcissimo è rimanere e guardare nella immobilità sovrana la bellezza di una parete”…