Call center L’Aquila, Cura Italia la speranza per 157 lavoratori

Call center L'Aquila: nell'articolo 46 del decreto Cura Italia una soluzione per i 157 lavoratori aquilani licenziati ai primi di marzo. L'appello della Regione Abruzzo e dei sindacati.

Una speranza dal dl Cura Italia per i 157 lavoratori aquilani del call center licenziati agli inizi di marzo.

“Tra le misure contenute nel decreto Cura Italia, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, c’è quella, all’articolo 46, che prevede la sospensione per 60 giorni dell’avvio delle procedure di impugnazione dei licenziamenti e per quelle avviate dopo il 23 febbraio 2020. Questo rappresenta una boccata di ossigeno per molti lavoratori dei call center che si trovano in questa situazione”, ha dichiarato Roberto Santangelo, vice presidente vicario del Consiglio regionale.

“Penso ai 157 lavoratori dei Call center aquilani impegnati nella commessa Wind3 che si sono visti recapitare nei giorni scorsi le lettere di licenziamento a decorrere dal 10 marzo, quindi una data successiva a quella presa in considerazione dal decreto”.I 157 lavoratori del call center a cui Santangelo fa riferimento, erano assunti tra le due società che gestiscono in città la commessa Wind3 all’AquilaCustomer 2care e Contact Center Sud.

Con una breve mail sono stati messi in “ferie forzate”,  dal momento che non si è trovata una soluzione per la loro situazione, e il tavolo delle trattative aperto a Roma con CGIL CISL e UIL è saltato. Pochi giorni dopo, intorno al 10 marzo, le lettere di licenziamento.

“Pertanto chiediamo l’immediata riassunzione di tutti i lavoratori e in questo arco temporale di 60 giorni, nel quale sono sospesi i licenziamenti e anche le procedure di mobilità, dobbiamo cercare di riaprire un tavolo di trattativa con le due aziende, Contact Center Sud e Customer 2 Care, subappaltatrici della commessa, intorno al quale riunire le forze politiche locali e regionali, insieme ai sindacati, per cercare di trovare un accordo che tuteli questi lavoratori.”

“Come ho già fatto in precedenza, rinnovo l’invito al Ministro alle attività produttive perché intervenga nei confronti della Wind3 – ha concluso Santangelo – così come ho interessato personalmente l’assessore regionale competente, Mauro Febbo, affinché si raggiunga un accorso positivo tra le parti interessate a tutela dei livelli occupazionali”.

Dello stesso avviso, anche Antonio De Simone, segretario Fistel-Cisl, sentito dal Capoluogo, dopo la pubblicazione del decreto Cura Italia e che si sta adoperando da giorni per trovare una soluzione per i lavoratori del call center dell’Aquila.

Per noi i licenziamenti sono illegittimi, specie alla luce del decreto. Secondo noi i 157 lavoratori del call center vanno riassunti tutti, almeno questa sarà la nostra posizione. personalmente ho fatto già dei passaggi a livello di segreteria regionale, per cercare di capire quale posizione adottare nel loro interesse”.

“Ripeto, non possiamo fare di questa gente degli scudi umani – concludeDe Simone – hanno diritto, soprattutto in un momento così delicato a delle certezze sul loro presente lavorativo”.