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Regione Abruzzo, il Governo impugna la legge di Bilancio

Per il Governo la legge di Bilancio della Regione Abruzzo viola la Costituzione. L'impugnazione nel decreto Cura Italia.

All’interno del decreto Cura Italia, il Governo ha disposto l’impugnazione della legge di Bilancio della Regione Abruzzo.

La legge di Bilancio approvata dalla Regione Abruzzo viola la Costituzione. Lo ritiene il Governo nazionale che, all’interno del decreto Cura Italia per fronteggiare le conseguenze economiche del Coronavirus, nel capitolo relativo alle leggi regionali, ha disposto “di impugnare la legge della Regione Abruzzo n. 3 del 28 gennaio 2020, recante “Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio di previsione finanziario 2020-2022 della Regione Abruzzo (legge di stabilità regionale 2020)”, in quanto una norma in materia urbanistica si pone in contrasto con la disciplina statale in materia di tutela dei beni culturali e paesaggistici e viola l’articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione, nonché i principi di ragionevolezza e buon andamento, di cui agli articoli 3 e 97 della Costituzione; un’altra norma riguardante i finanziamenti pubblici per le associazioni di promozione sociale lede i principi costituzionali di uguaglianza sostanziale di cui all’articolo 3 della Costituzione e di autonomia delle formazioni sociali e sussidiarietà degli enti del terzo settore, di cui all’articolo 2 e 118, ultimo comma, della Costituzione; un’altra norma ancora in materia di benefici abitativi lede i principi di uguaglianza e di ragionevolezza espressi dall’articolo 3 della Costituzione; altre norme di carattere finanziario violano, infine, l’articolo 81, terzo comma, della Costituzione e l’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, riguardante la potestà legislativa esclusiva dello Stato in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici”.

Tra le criticità rilevate dal Governo, quindi, quelle relative all’urbanistica, ai finanziamenti alle associazioni di promozione sociale e in materia di benefici abitativi.

“Sin dal varo del documento economico-finanziario – sottolinea a proposito il capogruppo PD Silvio Paolucci – avevamo paventato lo scenario che oggi si è puntualmente materializzato con lo stop dal Governo e il ricorso alla verifica di costituzionalità di alcuni passaggi del Bilancio 2020 per altro scritto “a mano”: si corregga in fretta. Bisogna essere in condizione di poter operare subito, evitando la contrapposizione istituzionale e attivando gli uffici per correggere quanto richiesto. Come centrosinistra siamo disponibili a fare la nostra parte perché l’Ente possa utilizzare in modo completo lo strumento del bilancio, specie in questo particolare momento, ma non possiamo non rammentare il fatto che quello approvato era un bilancio pesantemente a rischio e in più passaggi viziato”.

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