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Coronavirus, veterinaria aquilana fugge dall’America

Giulia Pignataro è una veterinaria aquilana che si trovava in Texas per un dottorato di ricerca. Il Coronavirus l'ha costretta a fuggire dagli Stati Uniti.

Giulia Pignataro è una giovane veterinaria aquilana che si trovava in Texas per un dottorato di ricerca e a causa della pandemia Coronavirus è stata costretta quasi a “scappare” dagli Stati Uniti a causa del propagarsi dell’emergenza.

Giulia Pignataro era stata intervistata dal Capoluogo pochi giorni fa in occasione della Festa della donna e aveva raccontato l’entusiasmo di questa sua esperienza in America.

Un’intervista rilasciata 8 giorni fa, quando il Coronavirus non era ancora “esploso” nel mondo con tutta la sua forza.

Giulia si trovava a fare il dottorato a College Station, in Texas. Dieci giorni fa in tutto lo Stato erano 65 i casi di persone positive al Coronavirus, ma la vita, da quello che Giulia aveva raccontato, continuava a scorrere normalmente.

Nel giro di pochi giorni il caos, in un Paese dove il sistema sanitario tra l’altro “non è per tutti”. Il laboratorio dove si trovava per fare il dottorato è stato chiuso e si è sentita abbandonata.

Il viaggio di Giulia per rientrare in Italia è cominciato questa mattina alle 5.30 e avrà davanti quasi due giorni prima di poter rientrare a casa, dove si metterà in autoisolamento preventivo.

“Sono giorni – spiega Giulia al microfono del Capoluogo – che cerco di contattare la Farnesina per capire come muovermi ma non c’è stata data nessuna rassicurazione o consiglio. Alla fine mi sono mossa da sola e come me anche altri che non se la sentivano più di stare qui”.

Per Giulia, “Donald Trump ha sottovaluto la situazione, si parla a oggi di più di duemila contagiati e ricoverati, i decessi non sono quantificati e ci sono tante informazioni discordanti per reale mancanza di conteggi. I tamponi non li fanno e la situazione non è sotto controllo. L’America ha un sistema sanitario per cui ‘prima gli americani’ e soprattutto a pagamento. Io non mi fido a rimanere qui!”.

Secondo le ultime notizie, in America pazienti risultati positivi ai test sono 2.548 in 49 Stati, più la capitale federale Washington.

Il suo viaggio la porterà da Houston a New York, dove è riuscita a prenotare un biglietto Alitalia che la porterà a Roma. Una volta giunta in Italia, farà i controlli e successivamente, rientrerà all’Aquila.

“Parto con una grande tristezza, perchè qui stavo facendo una bella esperienza ma non ci sono più le condizioni e le notizie che arrivano dal mondo non sono rassicuranti. Forse all’inizio il Coronavirus è stato sottovalutato. La mia famiglia era molto preoccupata, perchè sono sola in un posto dove non si capisce aule sia l’assistenza nei confronti degli stranieri che si trovano come me in America per motivi di lavoro”.

A questo anche una serie di beghe burocratiche; “potrà sembrare una scemenza, ma mi è stato detto che dovrò continuare a pagare l’affitto della stanza che occupavo e che avevo preso fino a luglio. Una volta tornata a casa dovrò risolvere anche questa cosa, anche perchè non vado via per mia scelta, sono quasi costretta!”.

Intanto, mentre è in viaggio per Houston è arrivata la notizia che a Roma non potrà venire nessuno a prenderla, perchè è stato proibito.

“Non mi fa stare tranquilla il pensiero di dover prendere una serie di mezzi pubblici, dove il contagio è sicuramente più rischioso. In qualche modo rientrerò a casa. Appena arrivata mi metterò in autoisolamento e seguirò tutte le procedure per far stare tranquille anche le persone intorno a me. Speriamo bene davvero…”, conclude.