Coronavirus, il flashmob: musica dai balconi per farsi coraggio

L'Italia chiamò: la musica contro la paura del coronavirus. Un paese chiuso in casa che si affaccia dal balcone e canta.

Musica dai balconi...e non musica qualunque. L'Italia chiusa a casa a causa del coronavirus alza la testa e si affaccia dal balcone: per cantare contro la paura.

Le note solenni dell'Inno di Mameli hanno risuonato lungo tutta la penisola, in quarantena forzata per scongiurare il rischio di contagio. L'epidemia stavolta è di musica e coraggio, perché la musica, spesso, può salvare. Il canto è di squadra, un coro dai balconi di ogni casa, tantissime le città che hanno risposto all'appello. Gente comune e personaggi dello spettacolo. L'Abruzzo, ovviamente, ha fatto la sua parte e L'Aquila non si è tirata indietro.

Nel video il violinista aquilano Fabrizio De Melis, in questo caso, invece, immortalato dai balconi, quando alle 18 di venerdì 13 marzo è scattata l'ora del flash mob tutto italiano.

#cantachetipassa uno dei numerosi hashtag che hanno lanciato e diffuso via social l'appuntamento con il flashmob contro il coronavirus. Da molti immortalato con foto e video che racconteranno, alla fine di tutta l'emergenza, anche questo. Questo è il video di Giada Clarissa Cambioli, da Urbania

Da Nord a Sud, tutti rigorosamente rinchiusi in casa, ma comunque insieme. E con la musica come terapia contro la paura del Covid-19. Quella dell'inno di Mameli prima di tutti. Poi il suono delle cornamuse a Torino, la 'Napul'è' di Pino Daniele nel capoluogo partenopeo, la 'Roma Capoccia' di Antonello Venditti nella capitale e le strofe in sardo con la fisarmonica a Cagliari. E c'è chi sceglie 'Volare' di Domenico Modugno.

Un po' ovunque, invece, sono comparse bandiere tricolore esposte dalle finestre o sulle ringhiere: non si vedevano dagli ultimi mondiali di calcio, ma ora hanno un senso ben diverso. In alcuni palazzi è bastato farsi sentire con sirene, tamburelli e stoviglie prese a colpi per far rumore, ma anche con telefonini, tablet e casse audio accesi ad alto volume e rivolti verso la strada. Ad innescare la serie di flash-mob sonori dal nome 'Ovunque tu sia', ora diventati in diverse città un appuntamento fisso, è stata la città di Napoli.